E’ TUTTA UNA QUESTIONE DI S/P

4 Maggio 2020

Lunedì (questa lettera agli agenti è stata scritta l’1 maggio scorso e dunque il riferimento è a oggi 4 maggio, ndr) quando apriremo le nostre agenzie (come abbiamo sempre fatto anche in questi 2 mesi), saranno passati 55 giorni dal primo Dpcm che aveva di fatto fermato l’Italia. Il 4 maggio sarà il cosiddetto giorno della ripartenza (più formale che reale per la verità).

Noi saremo come sempre in prima linea anche questa volta, al fianco dei nostri dipendenti e dei nostri collaboratori per assistere i nostri clienti come riterremo più opportuno.

In questo periodo senza personale abbiamo gestito le nostre agenzie e il rapporto con i clienti in modo inedito a tutti (anche a chi tra noi può con orgoglio rivendicare una lunga carriera nel settore), siamo riusciti a stare in piedi.

Il risultato è senza precedenti nella storia del mondo assicurativo. Per due mesi abbiamo avuto solo perdite. Mai nella storia era successa una cosa simile. Chi più e chi meno ma TUTTI abbiamo avuto lo stesso risultato saldo provvigioni negativo rispetto all’analogo periodo del precedente anno.

Dal Governo a oggi per il nostro settore solo promesse, solo parole. I finanziamenti per le aziende in crisi per ora al nostro settore sono negati (un refuso forse), la cassa integrazione in deroga per i dipendenti è stata stanziata a parole ma nei fatti, molte Regioni non hanno ancora attivato l’iter per arrivare alla liquidazione, che presumibilmente avverrà quindi con tempi molto lunghi e ci costringerà ancora una volta a dover intervenire con degli anticipi per tutelare NOI i nostri dipendenti.

Siamo pronti come sempre a fare la nostra parte e ad affrontare il momento (che non sarà breve), lo faremo senza paura, consapevoli del nostro ruolo e del fatto che se avessimo paura del futuro, ma più in generale degli imprevisti, non avremmo mai aperto una partita iva.

Senza polemizzare con nessuno, ma consapevoli che la nostra debolezza come categoria passa anche attraverso le nostre scelte. Avere due sindacati, anziché uno unico veramente rappresentativo, che passano più tempo a controllare cosa dice uno dell’altro o a dichiarare che uno è più rappresentativo dell’altro non può che danneggiarci. Il cambiamento come diceva Paolo Borsellino lo si fa con la matita nella cabina elettorale. Noi invece abbiamo la smania della scorciatoia, quando non ci piace qualcosa anziché lavorare per cambiarla ne costruiamo un’altra, con l’unico risultato di disperdere risorse e frammentare la rappresentanza. Questo sport nazionale in cui la politica è sicuramente un top player, ha colpito anche noi e ci ha portato dove siamo. Due sindacati, due contratti collettivi di lavoro, due casse di assistenza e un grande disinnamoramento da parte di tutti verso il modello associativo. Guardiamo a quanti oramai non si associano più a nessuno dei due sindacati. Questo è il risultato, alla faccia di tutti i corsi che facciamo in cui ci dicono e insegnano che la frammentazione è il più grande nemico da combattere per arrivare a un risultato. Per essere focalizzati su un obiettivo da raggiungere non bisogna essere frammentati. Ci spendiamo pure dei soldi nostri per acquisire questi concetti e poi facciamo esattamente il contrario.

Non mi pare che esista Ania1 e Ania2. Esiste l’Ania, stop. Poi sicuramente anche al loro interno esistono e convivono varie anime, ma nel confronto con le istituzioni esterne è Ania che si confronta con Ivass, è Ania che si confronta con il Governo. Noi invece facciamo a gara tra i due sindacati per chi pubblica la foto dell’incontro con il sotto segretario più influente. Infatti i risultati di quanto siamo considerati sono sotto gli occhi di tutti. Non lamentiamoci, questo è il prezzo da pagare per la nostra scarsa partecipazione. Vale a tutti i livelli nessuno escluso. Se non ti interessi, non partecipi, deleghi e poi non ti interessi nemmeno per sapere se chi hai delegato ha fatto o sta facendo qualcosa che sia utile al tuo lavoro e alla tua categoria…oggi non ti lamentare se siamo finiti come direbbero i francesi in un “cul de sac”.

#andràtuttobene 

Non penso proprio… come ha detto Julio Velasco nei giorni scorsi in un intervista a un giornale, andrà come saremo in grado di farla andare. Oltre che più realista mi sembra anche più corretta perché è un’esortazione a rimboccarci le maniche e a fare ognuno la propria parte nel settore in cui dovrebbe avere maggiori conoscenze.

Leggevo nei giorni scorsi su Facebook una delle tante frasi che vengono postate, alcune serie altre allegoriche, e ho deciso di fare mia questa:

“PENSATE CHE SILENZIO CI SAREBBE NEL MONDO SE OGNUNO DI NOI PARLASSE SOLO DI QUELLO CHE CONOSCE VERAMENTE”.

Invece solo proclami, solo pregiudizi, solo parole (vuote molte volte).

Il nostro è un cammino da equilibristi senza protezioni. Mandiamo avanti le nostre agenzie solo grazie alle polizze che facciamo quotidianamente e gestiamo le nostre reti solo con le provvigioni che gli retrocediamo. Lo sappiamo, le variabili che possono influenzare il nostro risultato economico in un anno sono molte, ne siamo consapevoli. A noi competono i cosiddetti rischi commerciali (concorrenza, chiusure attività, cessioni attività ecc…) e le opportunità commerciali, nient’altro.

Per questo vogliamo nel giorno della Festa del Lavoro ricordare a TUTTI il rispetto che ci devono portare, NOI siamo quelli che ogni mattina si alzano e sanno che avranno costi certi (fissi) e ricavi variabili. 

Come sempre SENZA PAURA, lunedì SI riPARTE.

Marco De Carlini (nella foto), agente  generale Vittoria Assicurazioni  e membro dell’esecutivo del Gruppo Agenti Vittoria

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