CPA. RE DELLE GANDINE (ASSIMOCO): «QUESTO STRUMENTO E’ UNO DEI POCHISSIMI PRIVILEGI (SE NON L’ULTIMO) RIMASTI ALLA CATEGORIA»

7 Aprile 2017

Il vice presidente della Cpa degli agenti Assimoco ritiene che la Convenzione nazionale del 1953 sia ancora valida. «Se qualcosa da modificare c’è», dice, «è la misura della contribuzione sia da parte degli agenti, sia delle società di assicurazione. Cosa che alcune compagnie hanno fatto, di concerto con i gruppi agenti».

 

 

Giancarlo Re delle GandineUltimi contributi per quanto riguarda l’inchiesta di tuttointermediari.it sull’istituto previdenziale della cassa di previdenza agenti. In questo articolo viene riportata l’opinione di Giancarlo Re delle Gandine (nella foto), vicepresidente della Cassa di previdenza agenti Assimoco.

L’inchiesta di tuttointermediari.it intende descrivere non solo il quadro nel quale le casse di previdenza agenti operano nel contesto agenziale, ma anche cercando di capire cosa può essere migliorato per rendere questo istituto previdenziale più incisivo e per fare in modo che gli stessi agenti aumentino la consapevolezza di quanto importante sia uno strumento di questo tipo.

Giancarlo Re delle Gandine, 56 anni, agente Assimoco a Torino, ricopre l’incarico di vicepresidente della Cpa dopo esserne stato presidente (il mandato scade quest’anno). Gli agenti iscritti alla Cassa sono 122. Il comitato amministratore, lato agenti, è costituito anche da Luca Prazzoli e Pasquale Ieva. I sindaci sono Andreina Accolla e Claudio Paganini.

Domanda. Spesso gli agenti iscritti alla Cpa tendono a sottovalutare questo istituto previdenziale. Per esempio non conoscono le varie possibilità di investimento offerte, la composizione degli stessi investimenti e altro. Perché, secondo lei?

Risposta. Pur trattandosi di un istituto molto importante per la categoria, la Cassa di previdenza è stata a lungo sottovalutata da noi agenti professionisti. La prassi che si è andata consolidando nel tempo è di impiegare i versamenti degli agenti e della Assimoco spa e Assimoco Vita spa in una polizza vita accesa presso la società stessa, avente conti separati per ogni singolo agente. Va detto che questa soluzione ha prodotto nel tempo risultati vantaggiosi e anche oggi non vedo grandissime alternative; tuttavia aprire un dibattito su questo tema, anche per aumentare nei colleghi la consapevolezza sugli impieghi della loro contribuzione, mi sembra opportuno, oggi più che mai.

D. Quali sono, in breve, i vantaggi per chi aderisce a questa forma previdenziale? 

R. Il vantaggio principale dell’adesione alla Cpa che, ricordiamolo, è automatica per tutti gli agenti (art. 5, I comma), è nel versamento del contributo da parte dell’impresa in una misura commisurata percentualmente alle provvigioni liquidate in ogni esercizio. Direi uno dei pochissimi privilegi (se non l’ultimo) rimasti alla categoria.

D. Ritiene necessario adeguare la Convenzione nazionale per le casse di previdenza agenti? E se sì, quali articoli andrebbero modificati?

R. A mio avviso la Convenzione nazionale per le Cpa, stipulata nel lontano 1953, mantiene una sua validità e, se qualcosa da modificare c’è, è la misura della contribuzione sia da parte degli agenti, sia delle società di assicurazione. Cosa che alcune compagnie hanno fatto, di concerto con i gruppi agenti.

D. C’è collaborazione fra i vertici della Cpa e quelli del Gruppo agenti Assimoco?

R. Il comitato amministratore della Cassa non ha capacità negoziale e quindi la sinergia con il gruppo agenti è indispensabile. Una sollecitazione a prendere in esame la modifica delle quote di contribuzione è stata mossa da me e dai colleghi eletti nel comitato in più di una occasione e certamente il nostro gruppo agenti se ne farà carico, magari durante il prossimo mandato nel quale il presidente del comitato amministratore sarà nuovamente un rappresentante degli agenti.

D. Rapporto fra Cpa e Sindacati/Associazioni di categoria degli agenti. C’è collaborazione? Secondo lei l’idea di creare un organismo (costituito da un componente per ogni cassa agenti) all’interno dei sindacati/associazioni di categoria degli agenti per analizzare i vari aspetti/problematiche e avere una visione comune potrebbe essere utile oppure no? 

R. Dopo il salvataggio “in extremis” del Fondo pensione agenti, grazie all’infaticabile azione del presidente dello Sna, Claudio Demozzi e dei colleghi del sindacato, il tema delle Cpa potrebbe trovare uno spazio di dibattito presso le associazioni di rappresentanza degli agenti professionisti di assicurazione. Dobbiamo restituire dignità a questa figura a lungo bistrattata e quindi approvo pienamente la costituzione di un organo collegiale che, all’interno delle nostre strutture di rappresentanza, rimetta in discussione la congruità di questo prezioso strumento previdenziale della categoria.

Fabio Sgroi

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INCHIESTA SULLE CASSE DI PREVIDENZA AGENTI – Interviste pubblicate: Alessandro Belluscio (agenti La Fondiaria) – Massimo Binini (Associazione Gruppo agenti Itas) – Umberto Calabresi (agenti Ergo) – Carlo Bovina (agenti Liguria) – Gianfranco Cavarretta (Gruppo agenti Cattolica e Agenti uniti Tua) – Renato Mortarotti (Associazione agenti UnipolSai) – Francesco Cabrini (agenti Groupama) –   Furio Palombi (agenti Ina Assitalia) –  Letterio Munafo’ (agenti Amissima) – Stefano Canella (agenti Rsa) –  Maurizio Barbieri (agenti Duomo) –  Gianpaolo Finizio (agenti Helvetia) – Antonio Angelini (agenti Sai) – Cesare D’Ippolito (agenti Axa) – Carmelo Bonfiglio (agenti Allianz) –  Roberto Briccarello (agenti Reale Mutua) – 

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