CASSE DI PREVIDENZA AGENTI. FINIZIO (HELVETIA): «CONVENZIONE OBSOLETA. BISOGNA PREVEDERE ANTICIPI O PRESTITI PER GLI ISCRITTI»

23 Febbraio 2017

Per il presidente uscente della Cpa degli agenti Helvetia occorre intervenire per modificare il testo. L’idea di costituire un organismo all’interno delle associazioni di categoria? «Sono contrario perché…».

 

gianpaolo-finizio-2Prosegue l’inchiesta di tuttointermediari.it sull’istituto previdenziale della cassa di previdenza agenti. Ecco il contributo di Gianpaolo Finizio (nella foto), presidente uscente della Cassa di previdenza agenti Helvetia.

L’inchiesta di tuttointermediari.it intende descrivere non solo il quadro nel quale le casse di previdenza agenti operano nel contesto agenziale, ma anche cercando di capire cosa può essere migliorato per rendere questo istituto previdenziale più incisivo e per fare in modo che gli stessi agenti aumentino la consapevolezza di quanto importante sia uno strumento di questo tipo.

Gianpaolo Finizio, 70 anni,agente a Luino (Varese), ha presieduto la cassa dal 2014 al 31 dicembre scorso, con un consiglio di amministrazione, lato agenti, che era composto anche da Davide Ronchi, Stefano Incerti, Edoardo Fea e Riccardo Di Bella. Nel prossimo mese di marzo è in programma il referendum per designare il nuovo presidente. La cassa conta 590 agenti iscritti.

Domanda. Spesso gli agenti iscritti alla Cpa tendono a sottovalutare questo istituto previdenziale. Per esempio non conoscono le varie possibilità di investimento offerte, la composizione degli stessi investimenti e altro. Perché, secondo lei?

Risposta. Nel nostro statuto erano previsti investimenti unici sulla polizza Helvirend per tutti uguale. Nel nuovo statuto, dopo la fusione con la cassa di previdenza degli agenti Nationale Suisse, è stata prevista la possibilità di inserire nuovi tipi di investimento.

D. Quali sono, in breve, i vantaggi per chi aderisce a questa forma previdenziale? 

R. Il più evidente è avere un accantonamento pagato mensilmente con un contributo paritetico da parte della compagnia, nel nostro caso senza limiti, di 1.032,91 euro, e con possibilità di scaricare fiscalmente l’importo accantonato.

D. Ritiene necessario adeguare la Convenzione nazionale per le casse di previdenza agenti? E se sì, quali articoli andrebbero modificati?

R. La Convenzione del 1953 è da considerarsi obsoleta. Sarebbe logico adeguarla alle esigenze attuali in particolar modo per prevedere anticipi o prestiti per gli iscritti.

D. C’è collaborazione fra i vertici della Cpa e quelli del Gruppo Agenti Helvetia?

R. Sì. La collaborazione avviene con uno scambio di informazioni reciproco nelle occasioni e sedi comuni come direttivi, congressi e altro.

D. Rapporto fra Cpa e Sindacati/Associazioni di categoria degli agenti. C’è collaborazione? Secondo lei l’idea di creare un organismo (costituito da un componente per ogni cassa agenti) all’interno dei sindacati/associazioni di categoria degli agenti per analizzare i vari aspetti/problematiche e avere una visione comune potrebbe essere utile oppure no? 

R. Sì, c’è collaborazione fra cassa e sindacati/associazioni di categoria. Nelle rispettive autonomie il confronto è continuo. L’idea di creare un organismo ad hoc? Sono contrario perché si ridurrebbe l’autonomia della cassa.

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

INCHIESTA SULLE CASSE DI PREVIDENZA AGENTI – Interviste pubblicate: Alessandro Belluscio (agenti La Fondiaria) – Massimo Binini (Associazione Gruppo agenti Itas) – Umberto Calabresi (agenti Ergo) – Carlo Bovina (agenti Liguria) – Gianfranco Cavarretta (Gruppo agenti Cattolica e Agenti uniti Tua) – Renato Mortarotti (Associazione agenti UnipolSai) – Francesco Cabrini (agenti Groupama) –   Furio Palombi (agenti Ina Assitalia) –  Letterio Munafo’ (agenti Amissima) – Stefano Canella (agenti Rsa) –  Maurizio Barbieri (agenti Duomo) –  

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