CASSE DI PREVIDENZA AGENTI. D’IPPOLITO (AXA): «BASTA REFERENDUM CARTACEO: URGE UN SISTEMA DI VOTAZIONE ON LINE»

2 Marzo 2017

Il presidente uscente della Cpa degli agenti Axa formula alcune proposte: oltre alla modalità di elezione, un ampliamento degli investimenti anche a titoli europei.

 

Casare D Ippolito 2Va avanti l’inchiesta di tuttointermediari.it sull’istituto previdenziale della cassa di previdenza agenti. Ecco il contributo di Cesare D’Ippolito (nella foto), presidente uscente della Cassa di previdenza agenti Axa.

L’inchiesta di tuttointermediari.it intende descrivere non solo il quadro nel quale le casse di previdenza agenti operano nel contesto agenziale, ma anche cercando di capire cosa può essere migliorato per rendere questo istituto previdenziale più incisivo e per fare in modo che gli stessi agenti aumentino la consapevolezza di quanto importante sia uno strumento di questo tipo.

Cesare D’Ippolito, 68 anni il prossimo 30 aprile, agente Axa a Roma, ha un legame stretto con le Cpa, avendo ricevuto il primo incarico come presidente della cassa di previdenza agenti di Allsecures Preservatrice nel 1990. In seguito è entrato nel comitato amministratore della costituita cassa agenti Axa (per la fusione delle casse nella compagnia Axa) e ne è diventato il presidente nel 2004. Attualmente il suo mandato è scaduto: la Cpa Axa è in regime di prorogatio dopo il non raggiungimento del quorum all’ultimo referendum elettivo.

Gli agenti iscritti (al 31 dicembre 2016) sono 938. Il consiglio di amministrazione, lato agenti, è costituito anche da Daniele Compagnin e Antonio Colombino; i sindaci sono Raffaele Zerbini e Luca Volpe.

Domanda. Spesso gli agenti iscritti alla Cpa tendono a sottovalutare questo istituto previdenziale. Per esempio non conoscono le varie possibilità di investimento offerte, la composizione degli stessi investimenti e altro. Perché, secondo lei?

Risposta. Devo ammettere che è purtroppo un malvezzo della categoria e che comunque rispecchia il modo di essere di noi italiani: delegare e non interessarsi delle proprie cose. Se si pensa che tutta la nostra attività è gratuita e i costi di gestione, per convenzione, sono sostenuti dalla compagnia, resterebbe una unica cosa che dovrebbe fare l’iscritto alla Cpa: controllare i bilanci e come vengono investiti i suoi risparmi. Attività, questa,  che viene svolta da una percentuale minima.

D. Quali sono, in breve, i vantaggi per chi aderisce a questa forma previdenziale? 

R. Certamente quello di avere come prima cosa il contributo della compagnia che viene erogato ai soli iscritti che contribuiscono con la loro quota. Inoltre dedurre fiscalmente quanto versato e al termine della carriera ritrovarsi con un capitale proporzionato a quanto investito negli anni. Molti invece approfittano di quello che concede la convenzione e con questi denari pagano la polizze vita che comunque proteggono la persona e che magari non potrebbero pagarsi con il proprio reddito. Le Casse sono uno strumento che, se ben gestito, permetterebbero agli iscritti una modesta ma significativa fonte di capitale al termine della vita lavorativa.

D. Ritiene necessario adeguare la Convenzione nazionale per le casse di previdenza agenti? E se sì, quali articoli andrebbero modificati?

R. Qui apriamo un discorso vecchio come il mondo: è un cruccio che mi porto da quando ero impegnato attivamente nel mondo sindacale e che purtroppo è di difficile soluzione in quanto la convenzione datata 1953 è legge dello stato erga omnes. Ma se si potesse intervenire, indicherei questi punti: tipologia investimenti; referendum; comitato direzione; possibilità di versamenti integrativi, prestiti. In particolare proporrei una riforma della gestione considerando i nuovi strumenti finanziari ampliando gli investimenti anche a titoli europei; riterrei ormai superata la cogestione del comitato tra agenti e compagnia in quanto con l’accordo del 1994 la compagnia non ha più facoltà di bloccare i fondi in caso di recesso per giusta causa; proporrei una nuova formula di elezione del comitato in sostituzione dell’ormai obsoleto referendum cartaceo con un sistema di votazione on line.

AXAD. C’è collaborazione fra i vertici della Cpa e quelli dell’Unione Agenti Axa?

R. Assolutamente sì, anche se indipendenti nelle scelte e nella gestione. Bisogna considerare che alla cassa sono iscritti tutti gli agenti operanti e non solo quelli iscritti all’Unione Agenti Axa, quindi il comitato li deve rappresentare tutti e il presidente ha il dovere di controllare che tutto si svolga regolarmente applicando il regolamento nella sua interezza.

D. Rapporto fra Cpa e Sindacati/Associazioni di categoria degli agenti. C’è collaborazione? Secondo lei l’idea di creare un organismo (costituito da un componente per ogni cassa agenti) all’interno dei sindacati/associazioni di categoria degli agenti per analizzare i vari aspetti/problematiche e avere una visione comune potrebbe essere utile oppure no? 

R. Ritengo che rispondere a questa domanda sia semplicissimo per il sottoscritto, in quanto a suo tempo mi sono fatto promotore presso lo Sna di una riunione dei presidenti proprio per discutere e valutare come meglio gestire le Cpa. Purtroppo non vi è stato seguito ritengo proprio per mancanza di volontà dei vertici sindacali. Ora, viste le problematiche che abbiamo con il Fondo pensione agenti, spero che la categoria capisca cosa potrebbe significare avere una cassa efficiente.

Fabio Sgroi

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INCHIESTA SULLE CASSE DI PREVIDENZA AGENTI – Interviste pubblicate: Alessandro Belluscio (agenti La Fondiaria) – Massimo Binini (Associazione Gruppo agenti Itas) – Umberto Calabresi (agenti Ergo) – Carlo Bovina (agenti Liguria) – Gianfranco Cavarretta (Gruppo agenti Cattolica e Agenti uniti Tua) – Renato Mortarotti (Associazione agenti UnipolSai) – Francesco Cabrini (agenti Groupama) –   Furio Palombi (agenti Ina Assitalia) –  Letterio Munafo’ (agenti Amissima) – Stefano Canella (agenti Rsa) –  Maurizio Barbieri (agenti Duomo) –  Gianpaolo Finizio (agenti Helvetia) – Antonio Angelini (agenti Sai) – 

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