CASSE DI PREVIDENZA AGENTI. ANGELINI (SAI): «PERCHE’ NON INSERIRE UNA POLIZZA LONG TERM CARE A BENEFICIO DI OGNI AGENTE?»

27 Febbraio 2017

Il presidente della Cpa degli agenti Sai è per una modifica della parte normativa della convenzione nazionale.  

 

Antonio AngeliniL’inchiesta di tuttointermediari.it sull’istituto previdenziale della cassa di previdenza agenti prosegue. In questo articolo viene pubblicata l’opinione di Antonio Angelini (nella foto), presidente della Cassa di previdenza agenti Sai.

L’inchiesta di tuttointermediari.it intende descrivere non solo il quadro nel quale le casse di previdenza agenti operano nel contesto agenziale, ma anche cercando di capire cosa può essere migliorato per rendere questo istituto previdenziale più incisivo e per fare in modo che gli stessi agenti aumentino la consapevolezza di quanto importante sia uno strumento di questo tipo.

Antonio Angelini, 55 anni ad aprile, agente UnipolSai ad Albenga (Savona), è presidente della cassa dal 7 ottobre 2014. Il mandato scadrà alla fine di quest’anno. Gli agenti iscritti (al 31 dicembre 2016) sono 1.035. Il consiglio di amministrazione, lato agenti, è costituito anche da Roberto Calamia e da Lucia Matteoni; i sindaci sono Barbara Bruni e Giovanni Di Stefano.

Domanda. Spesso gli agenti iscritti alla Cpa tendono a sottovalutare questo istituto previdenziale. Per esempio non conoscono le varie possibilità di investimento offerte, la composizione degli stessi investimenti e altro. Perché, secondo lei?

Risposta. È vero, non c’è l’interessamento che questo istituto meriterebbe; eppure pensando alla nostra professione e al suo valore sociale quale argomento ha maggiore attinenza se non quello della previdenza che riguarda tutti quanti, giovani e meno giovani? Forse anche noi singoli agenti dovremmo interrogarci sulle domande che quotidianamente facciamo ai nostri clienti e quindi trovare delle risposte concrete. Conoscere l’istituto, la propria situazione e le agevolazioni per poter decidere consapevolmente è un primo passo.

D. Quali sono, in breve, i vantaggi per chi aderisce a questa forma previdenziale? 

R. Sono nello scopo della convenzione nazionale per le Casse di Previdenza e cioè costituire, nel corso del mandato agenziale, una somma da corrispondere all’agente alla cessazione dell’attività o ai suoi eredi. In più ci sono: i vantaggi fiscali (i contributi versati dall’agente sono deducibili dal reddito complessivo personale come versamento obbligatorio ai sensi dell’articolo 10 lettera E del Tuir con i limiti stabiliti) e il contributo della compagnia.

D. Ritiene necessario adeguare la Convenzione nazionale per le casse di previdenza agenti? E se sì, quali articoli andrebbero modificati?

R. Quando la Convenzione è stata stipulata, nel lontano 1953, era sicuramente all’avanguardia; negli anni è stata modificata quasi esclusivamente la parte economica lasciando invariata quella normativa. Si potrebbe adeguarla prevedendo come per altri istituti la possibilità di parziali anticipazioni per spese dovute a gravi malattie o ancora più auspicabile, per renderla più adeguata ai tempi, sarebbe l’inserimento al suo interno di una polizza long term care a beneficio di ogni agente.

D. C’è collaborazione fra i vertici della Cpa e quelli dei gruppi agenti Sai?

R. Assolutamente sì. La collaborazione e il confronto sono costanti con entrambi i gruppi (Gruppo agenti Sai e Gruppo agenti associati UnipolSai, ndr). Per farle un esempio si è lavorato per portare a compimento il quarto protocollo di intesa all’accordo integrativo che ha previsto un trattamento di miglior favore per i trattamenti previdenziali in modo da armonizzare le differenze esistenti nella galassia UnipolSai.

D. Rapporto fra Cpa e Sindacati/Associazioni di categoria degli agenti. C’è collaborazione? Secondo lei l’idea di creare un organismo (costituito da un componente per ogni cassa agenti) all’interno dei sindacati/associazioni di categoria degli agenti per analizzare i vari aspetti/problematiche e avere una visione comune potrebbe essere utile oppure no? 

R. Di nuovi organismi non ne sento la necessità. Vede, tutti gli agenti che lavorano nelle casse di previdenza lo fanno sacrificando del loro tempo per la migliore gestione e nell’interesse degli iscritti. Se ci venisse chiesto di partecipare a un forum per confrontarci su tematiche specifiche, o per cercare di prevenire e risolvere richieste difformi provenienti da alcune sezioni delle agenzie delle entrate, o per dare il nostro contributo per verificare la possibilità di miglioramento della convenzione, credo saremmo tutti disponibili; pur tuttavia ritengo che sia una trattativa di primo livello e come tale demandata ai sindacati/associazioni di categoria. A ogni impresa e a ogni gruppo agenti rimane, in assenza di iniziative volte all’ammodernamento della convenzione, la possibilità di stipulare accordi migliorativi.

Fabio Sgroi

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INCHIESTA SULLE CASSE DI PREVIDENZA AGENTI – Interviste pubblicate: Alessandro Belluscio (agenti La Fondiaria) – Massimo Binini (Associazione Gruppo agenti Itas) – Umberto Calabresi (agenti Ergo) – Carlo Bovina (agenti Liguria) – Gianfranco Cavarretta (Gruppo agenti Cattolica e Agenti uniti Tua) – Renato Mortarotti (Associazione agenti UnipolSai) – Francesco Cabrini (agenti Groupama) –   Furio Palombi (agenti Ina Assitalia) –  Letterio Munafo’ (agenti Amissima) – Stefano Canella (agenti Rsa) –  Maurizio Barbieri (agenti Duomo) –  Gianpaolo Finizio (agenti Helvetia) – 

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