32 ANNI IN UN COMITATO AMMINISTRATORE E 29 DA PRESIDENTE. ININTERROTTAMENTE. FRESIA DICE LA SUA SULLE CASSE DI PREVIDENZA AGENTI

3 Giugno 2017

L’agente UnipolSai esprime un giudizio positivo sulla convenzione nazionale che regola questo istituto previdenziale. «Deve essere solo aggiornata ai tempi moderni», dice. Poi spiega i risultati raggiunti in quasi 30 anni da presidente (ha lasciato la Cpa Aurora Assicurazioni alla fine del 2016 con un patrimonio di oltre 140 milioni di euro) e gli accordi sottoscritti con le mandanti a beneficio degli iscritti.    

 

Roberto Fresia (nella foto a lato), 64enne agente UnipolSai a Savona, ha trascorso 32 anni della sua vita all’interno di una cassa di previdenza agenti (Cpa). In particolare è stato consigliere dal 1984 al 1986 della Cpa di Winterthur Assicurazioni e Winterthur Vita (oggi Cpa di Aurora Assicurazioni) e presidente per 29 anni ininterrottamente dall’1 gennaio 1987 al 14 dicembre 2016. Un vero e proprio record nel panorama assicurativo italiano. È diventato presidente della Cpa a soli 34 anni grazie «all’intuito di Ugo Vita, agente a Busto Arsizio, che mi ha dato un grandissimo supporto di esperienza ed è stato per me un padre putativo nell’ambito della Cpa», ricorda oggi Fresia.

Nell’inchiesta di tuttointermediari.it relativa all’istituto previdenziale della Cpa, il cui obiettivo è quello descrivere non solo il quadro nel quale le casse di previdenza agenti operano nel contesto agenziale, ma anche cercando di capire cosa può essere migliorato per rendere questo istituto previdenziale più incisivo e per fare in modo che gli stessi agenti aumentino la consapevolezza di quanto importante sia uno strumento di questo tipo, c’è anche il suo contributo. Fresia ha lasciato la presidenza della cassa, come riportato in precedenza, alla fine dell’anno scorso, con un patrimonio della cassa di oltre 140 milioni di euro.

Domanda. Spesso gli agenti iscritti alla Cpa tendono a sottovalutare questo istituto previdenziale. Per esempio non conoscono le varie possibilità di investimento offerte, la composizione degli stessi investimenti e altro. Perché, secondo lei?

Risposta. Dipende dal manico. Nel nostro caso questo istituto previdenziale non è mai stato sottovalutato, e anzi c’è sempre stato un grande interesse da parte degli agenti iscritti.

D. Ritiene necessario adeguare la Convenzione nazionale per le casse di previdenza agenti? E se sì, quali articoli andrebbero modificati?

R. Chi ha scritto quella convenzione lo ha fatto abbastanza bene. Chiaramente deve essere aggiornata ai tempi moderni. Modificare gli articoli? Noi ci siamo mossi a prescindere, andando a variare alcuni aspetti e ottenendo, negli anni, grandi risultati. Il primo accordo che è stato raggiunto con la mandante risale al 1987 quando ho assunto la carica di presidente della Cpa. In quella circostanza abbiamo ottenuto che la presidenza spettasse sempre e solo agli agenti, e all’impresa la vicepresidenza. Un risultato, questo, non da poco.

La nostra cassa di previdenza, inoltre, è stata la prima in assoluto a raddoppiare i contributi e anche gli scaglioni con decorrenza 1° gennaio 1992, mantenendo le aliquote, che per le agenzie più piccole è stato un toccasana per il proprio futuro (allo stesso modo è stato raddoppiato il contributo integrativo al Fondo pensione agenti passato da 154,94 euro a 309,87 euro, maturando quindi una pensione più elevata). Una condizione che nel 2011, con la firma del Patto Unipol, è stata estesa a tutte le casse Meieaurora, Navale e Unipol, e, ultimamente, dopo la firma del Patto Unipol da parte degli agenti ex Fondiaria Sai, anche alle loro casse di previdenza. Abbiamo anche variato l’articolo 8 della convenzione con l’aumento della contribuzione obbligatoria dell’agente prima al 2% e poi al 3%.

D. Altri risultati raggiunti?

R. Abbiamo anticipato dall’1 luglio al 31 marzo il versamento dei contributi annuale da parte della compagnia e in più abbiamo aumentato il tasso di interesse sulle somme trattenute dal 4,50% al 6%. Negli anni Novanta abbiamo anche inserito la possibilità di sottoscrivere facoltativamente una polizza temporanea caso morte a premio puro per l’agente, oggi di 100.000 euro. E a proposito di polizze, sin dal 1992, tutti gli iscritti alla Cassa investono in prodotti vita a premio puro. Tutti i fondi sono investiti con la compagnia e i rendimenti sono stati ottimi. Infine, dal 2010 abbiamo applicato anche la normativa relativa ai dipendenti sull’anticipo del Tfr, trasferendola alla Cpa. Quindi i colleghi iscritti possono accedere a un’anticipazione per l’acquisto e/o la ristrutturazione della prima casa per gli iscritti e i loro figli, l’acquisto e/o la ristrutturazione dei locali agenziali e per i grandi interventi chirurgici (definiti con apposita delibera). Questa anticipazione è soggetta ad alcune regole, tra le quali quella che non può essere totale.

D. Rapporto fra Cpa e Sindacati/Associazioni di categoria degli agenti. C’è collaborazione? Secondo lei l’idea di creare un organismo (costituito da un componente per ogni cassa agenti) all’interno dei sindacati/associazioni di categoria degli agenti per analizzare i vari aspetti/problematiche e avere una visione comune potrebbe essere utile oppure no? 

R. Non credo sia utile perché le casse sono organismi interni a ciascuna impresa e la contrattazione collettiva ha tempi lunghi, mentre quella collettiva ma interna (svolta dai gruppi agenti) ha tempi più brevi ed è pertanto più efficace. Peraltro lavorando sempre sul testo della convenzione che è stata recepita da una normativa legislativa con il D.P.R. 18/03/1961 n. 387. Al contrario, il Fondo pensione agenti che giustamente deve essere gestito a livello nazionale dalle associazioni di categoria preposte in quanto unico per tutti gli Agenti è gestito a livello nazionale. Ricordo che la stessa convenzione per le casse, all’articolo 1 primo comma, recita che queste devono essere costituite presso le singole imprese di assicurazione, e questa è la differenza sostanziale con il Fondo pensione agenti. I gruppi aziendali agenti lavorino per incrementare i benefit della cassa; le associazioni di categoria nazionali si concentrino invece sul Fondo pensione. Cassa di previdenza e Fondo pensione sono, quindi, due cose distinte.

Fabio Sgroi

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INCHIESTA SULLE CASSE DI PREVIDENZA AGENTI – Interviste pubblicate: Alessandro Belluscio (agenti La Fondiaria) – Massimo Binini (Associazione Gruppo agenti Itas) – Umberto Calabresi (agenti Ergo) – Carlo Bovina (agenti Liguria) – Gianfranco Cavarretta (Gruppo agenti Cattolica e Agenti uniti Tua) – Renato Mortarotti (Associazione agenti UnipolSai) – Francesco Cabrini (agenti Groupama) –   Furio Palombi (agenti Ina Assitalia) –  Letterio Munafo’ (agenti Amissima) – Stefano Canella (agenti Rsa) –  Maurizio Barbieri (agenti Duomo) –  Gianpaolo Finizio (agenti Helvetia) – Antonio Angelini (agenti Sai) – Cesare D’Ippolito (agenti Axa) – Carmelo Bonfiglio (agenti Allianz) –  Roberto Briccarello (agenti Reale Mutua) – Giancarlo Re delle Gandine (agenti Assimoco) 

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