20 giugno 2017 17:44

BELOTTI: «LE CPA UNA GRANDE CONQUISTA SINDACALE, DA MANTENERE E DIFENDERE…»


L’agente ed ex membro dell’esecutivo nazionale dello Sna dice la sua nell’ambito dell’inchiesta di tuttointermediari.it. E afferma: «Spesso gli agenti sottovalutano il valore di questo istituto e si limitano a versare unicamente il minimo previsto, cioè la stessa cifra massima che versa la compagnia. Ma…»

 

«La cassa di previdenza agenti? Può costituire un vero e proprio pilastro previdenziale se alimentato al massimo delle sue possibilità. Spesso, però, gli agenti sottovalutano il valore di questo istituto e si limitano a versare unicamente il minimo previsto, cioè la stessa cifra massima che versa la compagnia». Nell’inchiesta di tuttointermediari.it sulle Cpa dice la sua anche l’agente Tiziana Belotti (nella foto), ex membro dell’esecutivo nazionale del Sindacato nazionale agenti ed ex presidente anche di una cassa di previdenza per diversi anni.

«Probabilmente», afferma Belotti, «molti iscritti pensano che sia un problema da affrontare quando andranno in pensione e che non sia quindi un’esigenza prioritaria e come spesso succede per tanti altri aspetti lasciano che siano i preposti a occuparsene sul principio della delega e sulla fiducia riflessa nell’istituzione che l’amministra». Belotti ricorda che «l’investimento è demandato al comitato amministratore per quanto concerne la gestione collettiva dei contributi con la facoltà da parte dei singoli agenti di richiedere l’investimento, sino al 70% dell’ammontare complessivo del proprio conto individuale, in titoli da lui designati ma naturalmente questo comporta un costo aggiuntivo, limitato, da addebitarsi sul conto del soggetto richiedente come recita l’art. 14 al IV comma. Non sempre questo investimento individuale è accettato e gestito da tutte le Cpa perché comporta una gestione molto più impegnativa e organizzata e il problema diventa ancor più delicato quando avviene un trasferimento di conto da una cassa all’altra per un nuovo mandato, se l’una differisce dall’altra nell’accettazione di quanto detto».

Un capitolo a parte merita anche il servizio amministrativo della cassa, un aspetto che Belotti definisce «non irrilevante» per il comitato amministratore della Cpa. «In base all’art.19 viene normalmente espletato da personale dipendente della compagnia, a titolo gratuito per gli aderenti alla Cassa, ma senza alcuna responsabilità  dell’impresa per l’operato  del proprio personale. Ciò significa che ogni eventuale errore, sia esso in buona fede o per mala gestio, la responsabilità conseguente si ripercuoterà unicamente nei confronti del comitato amministratore, ma le potenziali perdite su tutti. Naturalmente tutto ciò si basa sul rapporto fiduciario tra agenti e propria mandante, ma questo non significa che i singoli amministratori, e in particolar modo quelli in rappresentanza degli agenti, non debbano vigilare e monitorare con la dovuta diligenza, l’incremento dei conti individuali verificandone costantemente la corretta gestione delle attività relative, in particolar modo in sede di bilancio annuale».

Belotti fa anche un esempio, a proposito del conto individuale del singolo associato: «Se l’investimento deriva da una polizza di capitalizzazione», dice, «deve essere certificato l’incremento accumulato non su base nominale, ma comprensivo degli interessi capitalizzati ogni anno e in proiezione della nuova età pensionabile secondo l’eventuale interesse minimo previsto dalla polizza sottostante. Questo potrebbe costituire un grosso valore aggiunto se consideriamo che la maggior parte delle Cpa hanno investito i propri capitali in polizze vita che prevedevano un tasso tecnico minimo di un certo rilievo rispetto le attuali condizioni delle polizze di nuova generazione. Pertanto il comitato amministratore deve presidiare e difendere i diritti acquisiti».

Ritiene necessario adeguare la Convenzione nazionale per le casse di previdenza agenti? E se sì, quali articoli andrebbero modificati? «Personalmente ritengo la convenzione ancora attuale e preziosa per gli agenti per tutti i benefici e diritti previsti, una grande conquista sindacale da mantenere e difendere ancora di più alla luce del calo di redditività che ha colpito le reti agenziali grazie al crescendo degli oneri amministrativi e la concorrenza sleale in particolar modo delle banche. Ci sono gruppi agenti che hanno avuto la possibilità di ottenere dei benefit aggiuntivi nella propria Cpa, sia in termini economici di maggiori contributi, sia in termini di gestione contabile degli stessi come per esempio l’anticipazione del versamento da parte della mandante nei singoli conti individuali per evitare ritardi e conseguenti interessi negativi».

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

INCHIESTA SULLE CASSE DI PREVIDENZA AGENTI – Interviste pubblicate: Alessandro Belluscio (agenti La Fondiaria) – Massimo Binini (Associazione Gruppo agenti Itas) – Umberto Calabresi (agenti Ergo) – Carlo Bovina (agenti Liguria) – Gianfranco Cavarretta (Gruppo agenti Cattolica e Agenti uniti Tua) – Renato Mortarotti (Associazione agenti UnipolSai) – Francesco Cabrini (agenti Groupama) –   Furio Palombi (agenti Ina Assitalia) –  Letterio Munafo’ (agenti Amissima) – Stefano Canella (agenti Rsa) –  Maurizio Barbieri (agenti Duomo) –  Gianpaolo Finizio (agenti Helvetia) – Antonio Angelini (agenti Sai) – Cesare D’Ippolito (agenti Axa) – Carmelo Bonfiglio (agenti Allianz) –  Roberto Briccarello (agenti Reale Mutua) – Giancarlo Re delle Gandine (agenti Assimoco) – Roberto Fresia –