domenica 26 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

CIRASOLA SUL FONAGE: «CLIMA INCERTO..E C’E’ IL RISCHIO DEPAUPERAMENTO PER I VERSAMENTI EFFETTUATI DAGLI AGENTI»

Il presidente di Anapa Rete impresAgenzia: «A gennaio 2016 molti agenti ci penseranno due volte prima di effettuare o meno il versamento annuo, facendo, di conseguenza un favore anche alla propria mandante…»   

CIRASOLA VincenzoAll’ultimo congresso di Anapa (ora Anapa Rete impresAgenzia) di Roma, il presidente Vincenzo Cirasola (foto a lato) si è soffermato, leggendo la sua relazione, sulla questione che ha riguardato il Fondo pensione agenti.

«Su questa vicenda la nostra associazione ha lanciato sin da subito, a partire dal mese di gennaio 2014, il “grido di allarme” ed è stata la più attiva, tra tutte le parti sociali, a informare costantemente e dettagliatamente la categoria non solo sugli esiti degli innumerevoli incontri e trattative che si sono susseguite, ma anche diffondendo analisi contabili sullo stato dei conti finanziari. Lo abbiamo fatto facendo leva non sulle paure o timori degli iscritti o utilizzando facili strumenti demagogici e populistici. Il compito di Anapa», ha ricordato Cirasola, «non è di acquisire meriti o considerazione tramite la “demagogia”, che ci darebbe facili soddisfazioni, ma metterebbe a rischio il futuro di tutti noi. Noi di Anapa, su questa “triste” vicenda del Fondo pensione, non abbiamo imposto nostre visioni sulla situazione, ma abbiamo lasciato parlare i numeri, facendo riferimento ai nostri valori quali etica, trasparenza, confronto. E contrariamente a qualche ex componente (già pensionato) del CdA del Fondo, che strumentalmente aveva dichiarando che la crisi dell’ente è stata causata da una norma di legge, è stato lo stesso commissario straordinario, che precisiamo, si tratta di un organo “terzo” e non di parte (sindacale), ad aver individuato, in modo chiaro e scevro da ogni forma di condizionamento, le vere cause del dissesto finanziario di Fonage che risiedono nell’inazione e nell’incapacità dei precedenti CdA del Fondo, almeno dal 2003, di affrontare lo squilibrio tra le prestazioni erogate e promesse da un lato e le riserve e i contributi dall’altro».

RESPONSABILITA’ – Per Cirasola le responsabilità sono chiare. «Se non vi è stata “mala gestio”, ma questo è ancora presto per dirlo, vi sono state delle precise e ben individuate responsabilità politiche e queste vanno tutte addebitate a chi ha gestito per decenni il Fondo, nel cui CdA, ricordiamo c’erano in modo paritetico anche tre rappresentanti dell’Ania. Mi rincresce sottolineare che con un maggiore senso di responsabilità da parte di un’altra organizzazione (il riferimento è allo Sna, ndr) al tavolo della trattativa la vicenda probabilmente avrebbe avuto un altro corso. Ma per fare ciò era d’obbligo scegliere, per evitare, appunto, il commissariamento. Dovevamo scegliere in tempi brevi, così c’era stato richiesto dallo stesso presidente di Fonage sin da gennaio 2014, tra le due ipotesi di salvataggio messe a disposizione dallo CdA del Fondo (e non dall’Ania, come si vuol far intendere). Scegliere, vi ricordo, è sinonimo di “decidere” e per prendere una decisione bisogna aver il coraggio di assumersene le responsabiltà. Troppo facile scegliere di non decidere nulla o di rinviare o dire sempre no, a prescindere. Noi di Anapa, per mettere al sicuro i conti finanziari e assicurare la sopravvivenza del Fondo in eterno, abbiamo scelto la via del “compromesso”, strumento indispensabile per chi fa politica. In una disputa, il compromesso è il risultato di concessioni da entrambe le parti con lo scopo di trovare un terreno comune su cui concordare».

E invece non è andata così. «Dopo che i massimi dirigenti dello “storico sindacato” andavano proclamando in tutte le occasioni e sulla stampa, con saccenza, superbia e supponenza, la loro volontà e capacità di risolvere individualmente, in breve tempo, i vari problemi che attanagliano la nostra categoria, in primis la crisi del nostro Fondo pensione, grazie alle sedicenti loro grandi “relazioni diplomatiche”, la realtà dei fatti, ha dimostrato, all’opposto, che non sono stati capaci di raggiungere alcun compromesso con nessun interlocutore, ma di essere contro tutto e tutti, a prescindere. Come detto», ha proseguito Cirasola, «non solo in opposizione alle OO.SS dipendenti, all’Enbass, alla ConfCommercio e all’Ania, ma anche contro il Ministero del Lavoro, contro il commissario straordinario, contro la Covip. E adesso, come ultimo atto della “saga di Fonage”, si è rivolto persino al Presidente della Repubblica, con l’obiettivo di cancellare tutto e ritornare punto a capo come se, per il nostro Fondo pensione, non esista alcun problema e non nessun “buco”?».

Fondo pensione agentiLE DOMANDE DI CIRASOLA – «Che cosa ha di razionale tutto questo, visto che non contenendo il ricorso alcuna domanda cautelare, il Consiglio di Stato lo istruirà non prima di 5, o forse anche 10 anni? E gli atti compiuti nel frattempo dai commissari? E gli aventi diritto alle prestazioni?». Sono le domande che si è posto il presidente di Anapa. «L’unico vero modo con cui un soggetto razionale può difendersi da chi usa strumenti irrazionali, è ricordare sempre che dietro ciò che è incomprensibile non c’è nulla da capire. E che chi si oppone con pervicacia a ogni osservazione logica lo fa perché ha già deciso in partenza di rifiutarla. In questo clima d’incertezza, però, l’unica cosa certa è che a gennaio 2016 molti colleghi ci penseranno due volte prima di effettuare o meno il versamento annuo, facendo, di conseguenza un favore anche alla propria mandante, e nella malaugurata ipotesi che il Fondo sarà posto in liquidazione, altra cosa certa sarà che le imprese risparmieranno circa 27 milioni di euro annui, vita natural durante e che, invece, i versamenti effettuati dagli agenti di assicurazioni, in alcuni casi ingenti, correranno il serio rischio di essere depauperati. Tutto ciò grazie all’irrazionale comportamanto di un sindacato di categoria che è giusto si assuma tali responsabiltà politiche e giuridiche».

Cirasola ha concluso: «La visione senza azione è un sogno. L’azione senza visione è un incubo. Abbiamo la fondata impressione che per qualcuno il Fondo pensione, sia diventato un vero incubo».

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ALTRI ARTICOLI PUBBLICATI SUL CONGRESSO ANAPA DI ROMA 

CIRASOLA: “PREMIATA LA NOSTRA CAPACITA’ DI COSTRUIRE E DIALOGARE. E ORA UN’ASSOCIAZIONE PIU’ MODERNA

VINCENZO CIRASOLA ELETTO PRESIDENTE DELLA NUOVA ANAPA RETE IMPRESAGENZIA

CIRASOLA: “IL NOSTRO CCNL? RISULTATO STORICO. E L’ADEGUAMENTO DELLE TABELLE RETRIBUTIVE FA RIFLETTERE…”

CIRASOLA: “PRONTI A DISCUTERE UN NUOVO ACCORDO COLLETTIVO CON ANIA. CON REGOLE MODERNE E ATTUALI”

IN COPERTINA