SALVI: «IL CAMBIAMENTO? TUTTI GLI ATTORI DEL MERCATO ASSICURATIVO LO HANNO GOVERNATO A ECCEZIONE DEGLI AGENTI»

Il presidente di UniAgenti: «Per troppo tempo la categoria ha giocato in difesa. È arrivato il momento di tornare a costruire, proporre, crescere e governare il cambiamento, non subirlo».

Roberto Salvi

Il recente evento di Roma di presentazione della propria proposta di Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle agenzie di assicurazione è servito a UniAgenti, associazione di categoria degli agenti presieduta da Roberto Salvi, per fare il punto su alcuni temi del settore assicurativo.

In particolare, ampio spazio è stato dedicato al cambiamento del mercato assicurativo e alla necessità che gli agenti non si limitino a subirlo. «Tutti gli attori del mercato assicurativo hanno governato il proprio cambiamento a eccezione della categoria degli agenti che, invece, troppo spesso questo cambiamento lo ha subito», ha affermato Salvi. «Per troppo tempo la categoria ha giocato in difesa. È arrivato il momento di tornare a costruire, proporre, crescere e governare il cambiamento, non subirlo».

Salvi ha richiamato, nello specifico, il ruolo “sempre più rilevante” degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale, che stanno profondamente modificando il modo di lavorare delle agenzie, tema sul quale, a suo giudizio, la categoria “non dispone ancora di un patrimonio adeguato di accordi e regole”.

Nella parte conclusiva dell’evento, il presidente di UniAgenti ha affrontato due questioni particolarmente rilevanti per il futuro della categoria: la consulenza e la formazione. Sulla consulenza, ha evidenziato la distanza tra ciò che il mercato chiede agli agenti e il quadro regolamentare entro cui essi operano, soprattutto per gli agenti monomandatari. «Il mercato ci chiede consulenza, i clienti ci chiedono consulenza, ma il quadro normativo non sempre consente di valorizzare e remunerare questa attività con la necessaria tranquillità e chiarezza», ha osservato, sottolineando che l’agente monomandatario eroga spesso consulenza remunerata solo attraverso le provvigioni.

Sul tema della formazione, Salvi ha ribadito la necessità di superare una visione puramente obbligatoria. «La formazione è stata spesso vissuta come un obbligo imposto e non come un’opportunità», ha affermato. «Se il mercato cambia, se diventa più complesso e se fenomeni come l’intelligenza artificiale entreranno sempre più nella nostra attività, non possiamo sottrarci a un’adeguata attività formativa. Serve una formazione di qualità, condivisa e continua, che non sia percepita come un adempimento ma intesa come investimento strategico e come valore». (fs)

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