Il presidente dell’associazione di categoria degli agenti: «Per la prima volta viene riconosciuto in modo chiaro e diretto che chi colloca polizze, chi contribuisce allo sviluppo dell’agenzia e partecipa alla crescita del portafoglio possa partecipare anche ai risultati economici di quella crescita».

Un nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle agenzie di assicurazione, che nasce «non come rottura del passato, ma come evoluzione» e che intende considerare il dipendente di agenzia «non soltanto un costo, ma una risorsa, un presidio di relazione, un elemento di qualità e spesso il primo volto dell’agenzia davanti al cliente». Così Roberto Salvi, presidente di UniAgenti (Unione nazionale italiana agenti assicurativi), associazione di categoria degli agenti, ha presentato qualche giorno fa a Roma il nuovo accordo sottoscritto con le rappresentanze dei lavoratori Sinalp, Selp e Sli.
Salvi ha indicato come elementi “qualificanti” del contratto una disciplina “più moderna” dell’organizzazione del lavoro, “l’elasticità” e ha dichiarato “apertura alla contrattazione di secondo livello”, perché le agenzie «non sono tutte uguali» e perché un contratto nazionale «deve offrire una cornice, non una gabbia».
Il nuovo accordo, ha evidenziato UniAgenti, disciplina strumenti come il lavoro agile e il telelavoro, riconoscendo, inoltre, il lavoro di vendita. «Per la prima volta viene riconosciuto in modo chiaro e diretto che chi colloca polizze, chi contribuisce allo sviluppo dell’agenzia e partecipa alla crescita del portafoglio possa partecipare anche ai risultati economici di quella crescita», ha sottolineato Salvi, precisando però che “non si tratta di sostituire la retribuzione con provvigioni, ma di aggiungere strumenti premiali alla retribuzione ordinaria”. «Stiamo parlando di aggiungere reddito per un’attività attualmente svolta e non retribuita adeguatamente».
Con il nuovo contratto, UniAgenti intende proporre una nuova idea di agenzia. «Questo Ccnl non è soltanto una scelta tecnica: è una scelta di modello. Un contratto che accompagni l’evoluzione delle agenzie e non si limiti a regolarle. Il lavoro dipendente non è semplicemente un costo: è un fattore di valore e di successo», ha affermato Salvi.
WELFARE E BILATERALITA’ – Il nuovo Ccnl dedica al tema del welfare e della bilateralità un’attenzione particolare. «Abbiamo voluto puntare un focus sul benessere del capitale umano perché riteniamo che quando il dipendente migliora la propria qualità della vita, anche grazie al datore di lavoro, possa lavorare in maniera più proficua e contribuire a un ambiente di agenzia favorevole allo sviluppo», ha affermato Pisana Liberati, vice presidente di UniAgenti. Quest’ultima ha richiamato gli accordi di sanità integrativa, l’ente bilaterale En.Bil.Gen. e il fondo sanitario Fasni, evidenziando benefici per dipendenti e datori di lavoro. Inoltre ha collegato l’impianto del contratto al tema del trattamento economico complessivo previsto nel Decreto Primo Maggio.
“UN PERCORSO CONDIVISO DI PREMIALITA’” – Tra i punti del nuovo Ccnl definiti “innovativi” da UniAgenti ci sono “la valorizzazione della produttività, il lavoro agile, il telelavoro, i percorsi condivisi di premialità, la formazione e l’introduzione di tutele su temi quali mobbing, molestie sessuali, disabilità e immigrazione”. Li ha ricordati Stefano Maestri Accesi, vice presidente di UniAgenti. «Abbiamo pensato di creare, a inizio anno, insieme ai nostri reparti amministrativi, un percorso condiviso di premialità. Obiettivi misurabili e trasparenti devono portare a un riconoscimento economico reale».
Maestri Accesi ha sottolineato anche il valore della formazione, non solo tecnica, ma relazionale: «Se non vinciamo sulla qualità, sul rapporto umano e sulla qualità delle risposte, è normale perdere contro i grandi marchi on line», ha osservato. «La formazione è fondamentale: nelle lingue, nell’accoglienza del cliente, nella correttezza del rapporto e nelle competenze tecniche».
PREMIO DI PRODUZIONE LEGATO SOLO AL FATTURATO PROVVIGIONALE – Umberto D’Andrea, vice presidente vicario di UniAgenti, ha così spiegato la logica del superamento del premio di produzione legato solo alla crescita del fatturato provvigionale: «Non sempre una crescita del fatturato provvigionale significa aver creato maggiore marginalità per l’agente imprenditore».
Per questo, il nuovo modello punta a individuare insieme ai dipendenti gli elementi che generano valore, attraverso lo sviluppo del business e la riduzione dei costi operativi. D’Andrea ha precisato che si parla di remunerazione aggiuntiva e non sostitutiva. «Lungi da noi l’idea di trasformare la remunerazione dei dipendenti da fissa a variabile», ha detto. «Il dipendente deve essere valorizzato nel merito e premiato. Agente imprenditore, merito e crescita di valore sono gli elementi alla base di questo nuovo modello contrattuale».
Fabio Sgroi
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