La compagnia ha spiegato le ragioni per le quali ha deciso di intervenire su questo ramo, precisando che «il numero dei contratti interessati dall’iniziativa in questione costituisce una limitatissima quota percentuale dei portafogli riferibili alle agenzie nel loro complesso».
Fra i motivi che hanno spinto l’Associazione Agenti Allianz a non partecipare all’ultimo giro d’Italia organizzato dalla compagnia c’è anche quello relativo alla dismissione del portafoglio Rc dei professionisti.
Allianz (nella foto, la sede di Trieste), però, respinge con forza questa tesi. In una lettera inviata al consiglio direttivo del gruppo agenti prima che quest’ultimo assumesse la decisione di disertare i roadshow, Simone Salerni e Roberto Giordano, rispettivamente direttore commerciale e responsabile area tecnica rami vari di Allianz, hanno spiegato che la compagnia «non sta dismettendo una copertura finora regolarmente offerta. Prova ne siano, tanto il fatto che rimane aperta la possibilità di sottoscrivere nuovi affari secondo la tariffa e le regole assuntive della compagnia, quanto il fatto che l’azione di manutenzione (del portafoglio Rc professionale, ndr) si incentra esclusivamente su clienti monocoperti o, nel caso dei medici, anche su clienti pluricoperti ma solo se a marginalità attesa negativa».
Allianz ha anche precisato che «il numero dei contratti interessati dall’iniziativa in questione costituisce una limitatissima quota percentuale dei portafogli riferibili alle agenzie nel loro complesso» e che «il dato rilevato per valore dei premi non supera in media l’1% se raffrontato con il portafoglio rami vari delle agenzie».
Salerni e Giordano hanno sottolineato che l’iniziativa della compagnia è finalizzata a «garantire sostenibilità al portafoglio dell’impresa e a quello delle agenzie interessate, naturalmente avendo sempre ben presenti i rapporti con la clientela nel loro complesso e quindi salvaguardando le relazioni che risultassero profittevoli». Allianz, tuttavia, «valuterà tutti i casi che, individualmente considerati, appariranno come critici».
La compagnia è intervenuta anche sul ruolo del broker App, «che potrà ricercare soluzioni alternative anche sui mercati internazionali» e che va letta «solamente come una opportunità», considerato che l’attività di questa società di brokeraggio viene svolta «con il solo fine di valorizzare al meglio il contributo dell’agente, anche mediante la ricerca di soluzioni assicurative ad hoc e sempre con un’attribuzione provvigionale vantaggiosa per l’agenzia proponente».
Fabio Sgroi
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