29 dicembre 2017 18:01

UNA START-UP ASSICURATIVA A VOCAZIONE SOCIALE: LIBAS LANCIA IL SUO PROGETTO


Creata una società iscritta alla sezione E del Rui che mira a offrire ai cittadini «un percorso vitale per la difesa del suo tenore di vita attraverso il raggiungimento del traguardo della rendita vitalizia o pensione integrativa. Senza perdere di vista temi come casa, pensione e salute». Il progetto spiegato dai due promotori Francesco Belluscio ed Emmanuelle Desmazure.

Il progetto è stato denominato Bell’Idea ed è stato messo in piedi da Francesco Belluscio ed Emmanuelle Desmazure (foto a lato), rispettivamente presidente e responsabile marketing dell’associazione Libas (Liberi intermediari bancari e assicurativi). L’obiettivo è chiaro: «Accompagnare il cittadino nel percorso vitale per la difesa del suo tenore di vita attraverso il raggiungimento del traguardo della rendita vitalizia o pensione integrativa. Il tutto senza fargli mancare i beni primari: casa, salute, pensione», spiegano i due. Ma andiamo con ordine e vediamo di cosa si tratta nello specifico.

Il progetto trae spunto da quella che è la visione dei promotori dell’iniziativa, secondo i quali «l’asimmetria del mercato assicurativo produce gravi lacune nelle protezioni dei beni primari e delle persone, nonché delle micro, piccole e medie imprese. Questo scenario crea insicurezza e disagio sociale con grave depauperamento dei risparmi dei cittadini, che troppo spesso ricorrono eccessivamente al credito al consumo per soddisfare spese voluttuarie e non di protezione personale e patrimoniale».

Si rende quindi necessario fissare un obiettivo sociale. «È solo attraverso un percorso di affiancamento alle persone, di informazione, inteso come pilastro fondamentale per uno sviluppo sociale e difesa dell’autonomia economica (tenore di vita), e attraverso la cultura assicurativa, previdenziale e sanitaria/mutualistica che si potranno liberare risorse, impostare un nuovo modello di vita e strappare più persone al sistema del welfare e all’indigenza».

La riforma del sistema pensionistico, continuano Belluscio e Desmazure, «implica sempre più la necessità di informare ed educare il cittadino per elevarne le capacità di discernimento del mondo economico e di conseguenza la necessità di creare una nuova figura professionale denominata “informatore previdenziale” a supporto delle famiglie e degli enti pubblici». Di questa nuova figura, in particolare, Belluscio aveva parlato con tuttointermediari.it in una intervista pubblicata nell’estate del 2015.

In sostanza si intende mettere in piedi un «nuovo procedimento rivolto sia a privati, sia a piccole e medie imprese, per poter garantire a chiunque di non rimanere vittima di quelli odiosi crimini che portano il nome usura, sovra indebitamento e di esclusione dal mondo creditizio, fenomeni che creano una drammatica emergenza sociale». All’interno dell’impresa sociale Libas, funzionerà un osservatorio, un laboratorio denominato Bell’idea che come centro studi «fungerà e svilupperà come incubatori progetti e idee che perseguono questa nuova finalità sociale».

Il mezzo, invece, attraverso cui trova applicazione il progetto è una società costituita ad hoc, denominata Libas Siavs srl, iscritta lo scorso 19 dicembre alla sezione E del Rui (sede legale in via Lamarmora 42 a Milano), che è composta a livello decisionale e commerciale dai due soci di maggioranza, appunto Belluscio (responsabile strategie e formazione) e Desmazure (responsabile sviluppo, comunicazione e marketing), che la definiscono come «una start-up assicurativa innovativa a vocazione sociale», con il coinvolgimento degli stakeholders (il progetto riporta i nomi di Ente Mutuo, Harmonie Mutuelle, Fondo Salute, Ima, Vittoria Assicurazioni, Cattolica previdenza, So.Ge.A Broker, Capac) con le loro piattaforme commerciali e banca dati.

In particolare, spiegano Belluscio e Desmazure, la nuova società è «un modello di business sociale innovativo che utilizzerà diverse forme di azioni come le leve della formazione che coprirà sia l’informazione come educazione del consumatore (conferenze, corsi, seminari nelle scuole di secondo grado), sia proiettando la creazione di una nuova figura professionale che sarà testimonianza e strumento per accompagnare questo percorso di business sociale in uno scenario assicurativo previdenziale che richiede competenze professionali specifiche e che potrà svolgere in diversi ambiti professionali: patronati, commercialisti, avvocatura, consulenti del lavoro.  Utilizzando una piattaforma marketplace, i cittadini possono scegliere di rivitalizzare o trasformare i propri prodotti assicurativi obsoleti (polizze vite, unit linked, index ed altri strumenti) o addirittura recuperare giacenze di cosiddette “polizze dormienti”».

La piattaforma informatica digitale, secondo i promotori dell’iniziativa, permetterà a ogni utente privato «l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie, la comparazione, l’acquisizione di ogni dettaglio e approfondimento delle specifiche condizioni di ogni tipologia di polizza strutturata per la protezione del welfare, e ogni informazione e strumento utile a conoscere dettagliatamente su come utilizzare le polizze detenute come strumento di credito agevolato, o come strumento di garanzia. Presidiare e tutelare le finalità alla base del prodotto assicurativo pensionistico, con la salvaguarda e il monitoraggio dei coefficienti di conversione che spesso non sono trascritti e trasparenti sulle condizioni di polizze».

Il progetto, insomma, è pronto. Manca solo l’ultimo anello: «Siamo adesso alla ricerca di partner bancari assicurativi per avviare un tavolo tecnico», concludono Belluscio e Desmazure.

Fabio Sgroi

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