RC AUTO: L’ITALIA MERIDIONALE SI CONFERMA LA ZONA CON LA PIU’ ALTA INCIDENZA DI SINISTRI A RISCHIO DI FRODE

23 Settembre 2021

Nel 2020 diminuiscono, nel nostro Paese, i sinistri denunciati (-29%). E questo a causa delle limitazioni dovute alla pandemia. Aumenta, però, l’incidenza…

Nel 2020 l’incidenza media, a livello nazionale, dei sinistri Rc auto esposti al rischio di frode sul totale dei sinistri denunciati è risultata la più elevata rispetto a quelle rilevate fino a oggi. In particolare si è attestata al 24,9% (era 23,9% nel 2019, 22,3% nel 2018, 22,4% nel 2017, ma 13,4% nel 2012, come si evince dalla tabella sotto). Secondo quanto riferito da Ania, su elaborazione dati Ivass, i sinistri oggetto di rilevazione (cioè quelli denunciati alle compagnie di assi­curazione nel corso del 2020) sono stati pari a 1.993.333, in netta diminuzione rispetto al 2019 (-29%), ma anche rispetto a tutti gli anni precedenti, a causa delle straordinarie limitazioni alla mobilità, più o meno severe, imposte durante tutto l’arco dell’anno a causa della pandemia. Vediamo la situazione regione per regione.

NORD ITALIA – L’Italia settentrionale si è confermata anche nel 2020 l’area del Paese dove si re­gistrano meno sinistri a rischio di frode (19,3%). È risultata in lieve diminuzione, invece, l’incidenza dei sinistri che sono stati oggetto successivamente di una specifica istruttoria, che si è attestata all’8,4% (dall’8,7% del 2019). A seguito di questa attività il 14,9% dei sinistri oggetto di approfondimento è stato chiuso senza seguito (era il 12% nel 2019), mentre per l’1,2% è stata presentata una denuncia/querela, dato in lieve crescita rispetto all’anno precedente, quando era lo 0,9%. A livello regio­nale sono il Trentino Alto Adige e il Piemonte le regioni dove l’incidenza dei sinistri sospetti è stata più elevata (rispettivamente 25,7% e 21,8%), mentre Veneto e Lombardia quelle dove è stata più contenuta (rispettivamente 15,4% e 18,2%). Per quanto riguarda l’incidenza dei sinistri che vengono chiusi senza seguito, evitando così il pagamento da parte delle imprese di risarcimenti grazie all’azione antifrode, sono la Liguria e il Trentino Alto Adige le regioni che hanno mostrato i valori più elevati (tra il 17% e il 19% dei sinistri oggetto di approfondimento: i valori della Valle D’Aosta possono essere trascurati in quanto soggetti a forti variazioni legate alla bassa numerosità dei sinistri denunciati) rispetto a un valore medio del nord pari al 14,9%. Il Trentino Alto Adige e la Liguria sono le regioni con la percentuale di denunce/querele più alte (rispettivamente 3,4% e 3% rispetto a un valore medio registrato nel Nord dell’1,2%), anche se con un trend opposto rispetto al 2019.

CENTRO ITALIA – L’Italia centrale ha mostrato nel 2020 un’incidenza dei sinistri a rischio di frode pari al 22,8%, in lieve aumento dal 22,1% registrato nel 2019. Il nume­ro dei sinistri per i quali le imprese hanno successivamente predisposto attività integrative rispetto a quelle ordinarie ha raggiunto il 12,7%, in aumento rispetto all’11,8% del 2019. A seguito di questa attività il 14,2% dei sinistri oggetto di approfondimento è stato chiuso senza seguito (11,7% l’anno precedente), mentre solo per l’1,1% è stata presentata una denuncia/querela (0,9% nel 2019). Il Lazio è la regione con l’incidenza di sinistri sospetti più elevata (24,7%, in crescita rispetto al 23,5% del 2019), mentre l’Umbria è quella dove si è arrivati più frequentemente alla chiusura senza seguito (16,1% dei sinistri). Le Marche e la Toscana sono invece le regioni con l’incidenza dei sinistri a rischio di frode più bassa (circa il 20%), anche se quest’ultima regione è quella dove la percentuale di denunce/querele è più alta (1,4%).

SUD ITALIA – Anche nel 2020 la più alta incidenza di sinistri a rischio di frode si è registrata nell’Italia meridionale, dove quasi il 41% dei sinistri denunciati è risultato sospetto (in ulteriore aumento rispetto al 37,8% del 2019). L’incidenza dei sinistri che sono stati oggetto successivamente di una specifica istruttoria è arrivata al 27,3% (valore superiore a quello del 2019, quando era 24,5%). Di tutti questi sinistri il 16,6% è stato chiuso senza seguito. Le compagnie di assicurazione hanno presentato denunce/querele per il 2% dei sinistri (valore superiore a quello del 2019, quando era 1,6%). A livello regionale, questa percentuale è stata più accentuata in Campania (2,4%) e in Calabria (2,3%) mentre in tutte le altre regioni l’incidenza di denunce/querele è stata pari intorno all’1%.

ISOLE – Nelle Isole l’incidenza dei sinistri a rischio frode è risultata inferiore alla media nazionale e pari al 23,4%. In particolare, in Sicilia si è registrata una percentuale lievemente superiore alla media (25,5%), mentre in Sardegna è inferiore e pari al 17,2%. In entrambe le regioni è aumentata, rispetto al 2019, l’incidenza dei sinistri chiusi senza seguito (da 12,2% a 14,7% in Sardegna e da 12,6% a 15,2% in Sicilia) mentre è stabile o in lieve diminuzione la percentuale dei sinistri per i quali si è proceduto con una denuncia/querela (me­diamente l’1,1% nel 2020).

Fabio Sgroi

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