RC AUTO FAMIGLIA. L’ANIA RIBADISCE: «PER GLI ASSICURATI E’ UNA NORMA INGIUSTA»

15 Febbraio 2020

In una nota diffusa ieri nel tardo pomeriggio, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici ha sottolineato come la nuova norma scardini definitivamente il sistema bonus/malus e, non attivando alcun intervento sugli oneri complessivi, operi solo una ridistribuzione dei costi degli incidenti con una diminuzione dei prezzi a favore delle famiglie che dispongono di più veicoli, a scapito di quelle che ne possiedono solo uno.

 

La sede dell’Ania a Roma

Nessun rinvio per la cosiddetta norma sulla Rc familiare. E nessun passo indietro da parte del Governo. E con una nota diffusa ieri nel tardo pomeriggio, l’Ania ha ribadito che la nuova disposizione sulla Rc auto «scardina definitivamente il sistema bonus/malus e, non attivando alcun intervento sugli oneri complessivi, opera solo una ridistribuzione dei costi degli incidenti con una diminuzione dei prezzi a favore delle famiglie che dispongono di più veicoli, a scapito di quelle che ne possiedono solo uno».

L’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, del resto, già in passato aveva manifestato le proprie perplessità sulla norma. Per l’Ania la Rc auto familiare «sfrutta la condotta “virtuosa” di uno soltanto dei familiari a prescindere dalla storia di guida degli altri membri della famiglia, peraltro anche se proprietari di mezzi di altra categoria con ben diverso rischio di sinistrosità (autocarri, moto…). È evidente che questo vanifica ogni incentivo di buon comportamento al volante, incrementando il rischio di maggiori incidenti stradali e, quindi, di potenziale incremento per tutti dei prezzi Rc auto».

La nota dell’associazione si conclude così: «Piuttosto che pensare a interventi atecnici e iniqui, bisogna intervenire con determinazione sui costi di sistema riducendo, ad esempio, le frodi, ancora troppo estese, combattendo l’evasione assicurativa, educando alla sicurezza stradale. Solo così si può avviare un circolo virtuoso di riduzione dei prezzi a vantaggio di tutti i 40 milioni di cittadini assicurati».

Fabio Sgroi

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