Il general manager di Generali Italia, al recente congresso del Gruppo aziendale agenti Cattolica: «C’è ancora un grande spazio di evoluzione davanti a noi: trasformare ogni relazione in un’occasione di consulenza più ampia, capace di leggere davvero i bisogni dei clienti nel loro insieme, non solo per ciò che è più immediato e visibile, ma anche per ciò che spesso resta implicito o sottovalutato».
«La ex rete Cattolica? Credo che il primo grande potenziale che ha derivi dal suo forte radicamento nei territori e nelle comunità dove opera. In questi anni, visitando le agenzie, ho potuto cogliere il profondo senso di appartenenza al territorio, di vicinanza alle persone e questo è il punto di forza nel quale ci muoviamo. Questo, però, non basta. C’è ancora un grande spazio di evoluzione davanti a noi». Intervenuto all’ultimo congresso del Gruppo aziendale agenti Cattolica di qualche settimana fa a Roma, Massimo Monacelli (nella foto), general manager di Generali Italia, ha sottolineato quanto la compagnia creda in questa rete, ritenuta un “valore e un asset prezioso”, e in generale negli agenti tutti.
Ma allo stesso tempo il manager ha invitato gli intermediari a fare un passo in più. «Abbiamo costruito negli anni relazioni solide, basate sulla fiducia e sulla vicinanza alle persone», ha affermato. «Proprio da qui dobbiamo partire per fare un passo in più: trasformare ogni relazione in un’occasione di consulenza più ampia, capace di leggere davvero i bisogni dei clienti nel loro insieme, non solo per ciò che è più immediato e visibile, ma anche per ciò che spesso resta implicito o sottovalutato. Abbiamo tutte le leve per farlo. Come compagnia, mettiamo a disposizione strumenti, formazione e soluzioni sempre più evolute; come rete, abbiamo la credibilità, la prossimità e quella conoscenza profonda del territorio che rappresenta il nostro vero vantaggio competitivo». Questo il messaggio lanciato a quella che ormai, dopo l’addio alla divisione (ad aprile scorso), è ormai una rete agenziale a tutti gli effetti Generali Italia (è rimasto solo il brand Cattolica).
I vertici del Leone si aspettano molto dagli agenti. Ci credono e stanno investendo molto su questo canale. Monacelli lo ha ricordato senza mezze misure. «Quello che vediamo è un grande futuro per la rete distributiva agenti sul mercato italiano, che conserva una predominanza assoluta, oltre l’80% di quota di mercato, rispetto ad altri canali». Non si può, però, rimanere fermi. «Da almeno un decennio stiamo attraversando uno stato di cambiamento permanente del contesto nel quale operiamo e questo deve essere chiaro per ognuno di noi. Muoversi alla stessa velocità del cambiamento è fondamentale per restare competitivi. Investire sul futuro significa mettersi in discussione e ripensare il proprio modello di agenzia, le modalità con cui lavorare, i ruoli delle persone all’interno delle organizzazioni, la tecnologia adottata. La sfida oggi è continuare a perseguire l’eccellenza nella consulenza per offrire ai clienti la miglior customer experience».
E Generali Italia, per supportare la sua rete agenziale, definita da Monacelli «un’eccellenza», è disposta ad andare oltre, al punto che ha messo al centro del suo piano strategico gli agenti, certificando la volontà di investire sulla trasformazione del modello distributivo. «Oggi pensiamo che questo sia il momento di accelerare la trasformazione e portare al centro del piano strategico questa volontà significa alzare l’asticella del lavoro che dovremo andare a fare insieme, compagnia e rete agenziale», ha sottolineato il general manager. «Naturalmente questo non si esaurirà con l’attuale piano strategico 2025-2027, ma sarà sicuramente un driver di tutta la nostra futura crescita. La rete agenti continuerà, dunque, a essere centrale per noi e il fatto di dedicarle forza, investimenti, focus manageriale, impegno e tecnologia è la prova concreta di quanto la compagnia creda in questo canale distributivo. Continueremo a investire tanto per innovare i nostri processi, renderli più efficaci, veloci, tecnologici, con l’obiettivo di rendere l’operatività agenziale sempre più rapida ed efficiente».
La compagnia, però, non si fermerà qui. «Insieme alla rete vogliamo portare in agenzia soluzioni, competenze, capacità che aiutino la rete stessa ad accelerare quel processo di cambiamento che riteniamo ogni agenzia debba fare per alzare la qualità del servizio alla clientela per rimanere competitivi in un futuro dove l’utilizzo della tecnologia e la relazione umana di eccellenza faranno insieme la differenza», ha concluso Monacelli.
Fabio Sgroi
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