Il presidente del Sindacato nazionale agenti accoglie l’invito di fornire una opinione in merito alle risultanze del sondaggio lanciato dal sito. E dà una risposta ai lettori su Fondo pensione agenti, rinnovo Ana, Ccnl, unificazione delle sigle sindacali e disintermediazione.
tuttointermediari.it ha chiesto a Claudio Demozzi (nella foto), riconfermato presidente del Sindacato nazionale agenti, di commentare i risultati del sondaggio lanciato dal sito nei giorni immediatamente precedenti e successivi al congresso straordinario ed elettivo di Ferno (Varese). Demozzi ha accolto volentieri l’invito. La domanda che tuttointermediari.it ha posto ai lettori del sito era questa: Quali sono, in ordine di importanza, le tre tematiche che i nuovi vertici dello Sna devono affrontare e risolvere con urgenza? I risultati del sondaggio sono disponibili cliccando QUI. Ed ecco il commento del presidente dello Sna.
Non possiamo sottovalutare che, stando al sondaggio promosso da tuttointermediari.it, appena il 6% dei partecipanti ha indicato come prioritario l’obiettivo dell’unificazione delle sigle sindacali, vale a dire che la stragrande maggioranza degli agenti pone – forse giustamente – l’attenzione sui temi caldi del momento quali Fondo pensione, rinnovo Ana, liquidazioni e rivalse, Ccnl, considerando aspetto meramente politico l’esistenza di sigle minoritarie di rappresentanza agenziale.
Del resto c’è chi pensa che la presenza di più sigle sindacali rappresenti uno spunto “concorrenziale”, di sana competizione finalizzata alla miglior salvaguardia degli interessi degli agenti, un po’ come avviene in tutti i settori dell’economia. È raro trovare un ambito nel quale la rappresentanza sia totalitaria, cioè costituita da un’unica organizzazione e quando ciò è avvenuto sono nati i Cobas, cioè sigle minoritarie alternative a garanzia di un sano quanto necessario pluralismo. Chi insiste nell’inseguire un modello di rappresentanza totalitario evidentemente non ha molto seguito nella categoria.
Per quanto riguarda la centralità della questione Fondo pensione, era facile anticipare il risultato del sondaggio. Obiettivamente il salvataggio del Fondo costituisce la priorità del momento come è emerso chiaramente anche dal recente Congresso Sna che ha approvato, all’unanimità, un ampio mandato politico al nuovo esecutivo nazionale affinché siano messe in atto tutte le azioni necessarie al riguardo.
Ad oggi, l’Ania fa orecchie da mercante, ma rimango fiducioso. Del resto l’impegno economico che viene chiesto alle imprese risulta pari a qualche punto percentuale dell’utile annuale, molto ricco, che le medesime realizzano in Italia ormai da qualche anno con una tendenza all’ulteriore crescita.
Il 26% dei partecipanti al sondaggio ritiene fondamentale giungere al rinnovo dell’Ana. A questo proposito, pur condividendo l’importanza data all’argomento, credo sia necessario che tutti comprendano alcuni passaggi fondamentali: il primo è che dall’eventuale rinnovo dell’Ana non possiamo attenderci certo un ridimensionamento unilaterale delle rivalse; chi induce a sperare in questo, gioca sulla pelle dei colleghi per puri interessi di bottega; le compagnie non hanno alcuna intenzione di rinunciare ai propri crediti nei confronti degli agenti, benché pare siano disposte a rivedere, insieme, i sistemi di calcolo e quindi a valutare eventuali nuovi meccanismi che possano rendere sostenibile questo importante onere economico a carico dei subentranti, senza compromettere i diritti acquisiti dagli agenti attivi. Il secondo passaggio fondamentale è che l’ipotetico nuovo Ana dovrà necessariamente prendere atto delle conquiste ottenute dagli agenti per via legislativa e per determinazione dell’Antitrust sul terreno delle libertà professionali, dei diritti sulla clientela, degli spazi operativi. In termini chiari, le compagnie dovranno accettare che l’eventuale nuovo Ana prenda atto della libertà imprenditoriale degli agenti, che finalmente è sancita per legge e si è consolidata nella coscienza di ciascun intermediario professionista. Diversamente, sarà veramente difficile immaginare di rinnovare l’Ana vigente. Qualcuno cerca di far fare agli agenti qualche passo indietro su questo fronte, promettendo illusori benefici che deriverebbero dal rinnovo dell’Ana sulle rivalse, ormai insostenibili per buona parte dei colleghi. Ma non possiamo cedere un centimetro di terreno; i diritti acquisiti non si toccano, almeno fino a quando la condizione di grave sofferenza reddituale delle agenzie non sarà superata. A questo proposito mi stupisce che ben pochi Gruppi aziendali agenti si stiano impegnando sul fronte della revisione delle tabelle provvigionali, che sono ormai ai minimi storici e che spesso riportano aliquote medie molto inferiori a quelle del mercato internazionale. In una fase di ridimensionamento della raccolta premi, che dura ormai da molti anni, l’unico modo per le agenzie di mantenere costanti i ricavi (provvigioni) è quello di aumentare le aliquote riconosciute dalle imprese. Gli spazi ci sarebbero tant’è che alcune compagnie minori, su questo tema, si sono già dichiarate disponibili.
In merito al Ccnl, in Sna la sensazione è diversa. I colleghi chiedono un nuovo Ccnl per dare stabilità al rapporto con i propri dipendenti, benché effettivamente gli organi politici del sindacato si siano espressi più volte al riguardo, confortando unanimemente la mia personale posizione sull’argomento, che è quella dell’esecutivo nazionale, riassunta nella delibera del Congresso di Ferno di fine luglio u.s. Il rinnovo del Ccnl è quindi considerato importante, ma non a qualsiasi costo.
Un ultimo accenno alla disintermediazione. Essa non è conseguenza dell’ipotetica debolezza delle agenzie a mantenere quote di mercato, quanto è invece conseguenza delle scelte strategiche operate da alcune grandi compagnie, che hanno investito centinaia di milioni di euro nel canale distributivo diretto, internet, nella bancassicurazione, cioè nella vera e propria disintermediazione. A questo si aggiunge un’evoluzione della domanda che pretende un approccio maggiormente consulenziale dell’intermediario professionista, che spinge verso la pluriofferta e che ha comportato una maggiore competitività del canale brokers (che oggi detiene una quota di mercato maggioritaria negli R.E.) vista la (ancora) scarsa diffusione del plurimandato agenziale in Italia.
Su questo fronte rimango comunque fiducioso che gli agenti sapranno riprendersi la quota di mercato persa negli ultimi dieci anni, che è notevole, riorganizzandosi in chiave moderna, aggredendo nuovi target di clientela e nuove specializzazioni, senza rinunciare al tradizionale servizio di prossimità e di assistenza alla clientela. E senza rinunciare alla RCA come vorrebbero alcune grandi compagnie. Questo ramo va gestito con attenzione, ma anche in questo ramo l’assistenza e la competenza dell’agente rimangono essenziali per un buon servizio al cliente consumatore.
Claudio Demozzi
Presidente Sna










