mercoledì 02 Settembre 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

IL RISCHIO DI RC PER AGENTI E BROKER? PER FINOTTO «E’ AUMENTATO ED E’ PIU’ INSIDIOSO»

L’avvocato specialista in diritto civile e delle esecuzioni e diritto delle assicurazioni: «Sono più numerose, rispetto a qualche anno fa, le situazioni in cui l’intermediario può essere chiamato a rispondere dell’attività svolta ed è diventato più difficile capire dove può emergere il rischio».

  

Roberto Finotto

Come sta cambiando il rischio di responsabilità civile per gli intermediari assicurativi professionali? «È aumentato ed è più insidioso», ha sottolineato l’avvocato Roberto Finotto, specialista in diritto civile e delle esecuzioni e diritto delle assicurazioni, specializzato nella responsabilità degli intermediari assicurativi, in una nota pubblicata da Cgpa Europe, compagnia specializzata nella Rc degli intermediari. «Sono più numerose, rispetto a qualche anno fa, le situazioni in cui l’intermediario può essere chiamato a rispondere dell’attività svolta ed è diventato più difficile capire dove può emergere il rischio».

Quali sono, oggi, i sinistri più frequenti? «La conoscenza di noi avvocati non è illimitata», ha risposto l’avvocato. «È alimentata in parte dall’esperienza personale e in parte dai repertori di giurisprudenza, soprattutto dai casi più problematici. Questo vuol dire che non disponiamo, abitualmente, di dati statistici convalidati sui sinistri. Non andiamo, tuttavia, lontano dal vero se diciamo che un quarto dei sinistri continua a essere originato da errori amministrativi e di gestione materiale delle pratiche (per esempio, errori nell’inserimento dei dati o nella compilazione di moduli), probabilmente eliminabili solo quando questi processi verranno completamente automatizzati».

Finotto ha aggiunto che la quota più elevata (circa il 30%) «è invece originata dalla violazione degli obblighi informativi e dal collocamento di un prodotto inadeguato al profilo del cliente».

Questi sinistri hanno un peso crescente, anche in termini economici, ed è il risultato di due fattori concorrenti: «La richiamata maggiore consapevolezza degli obblighi che gravano sull’intermediario e il maggiore rigore nella valutazione giudiziale della diligenza richiesta al professionista», ha affermato Finotto. «Se, qualche anno fa, nel caso di un sinistro per difetto di informazione, un giudice avrebbe potuto concludere che spettava al cliente leggere bene e con attenzione le condizioni di polizza, è improbabile che oggi arriverebbe alla stessa conclusione. Stabilirebbe, piuttosto, che spetta all’intermediario ridurre l’asimmetria informativa verso il cliente». (fs)

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