EX DIPENDENTE DI UN BROKER: L’OBBLIGO DI INFORMAZIONE E’ RIDOTTO?

5 Dicembre 2019

Cgpa Europe analizza un caso giudiziario avvenuto in Germania, dove i giudici hanno sottolineato la differenza tra le cono­scenze personali dell’assicurato e l’obbligo dell’intermediario di richiamare la sua attenzione su alcune clausole fonda­mentali.  

 

Obbligo di consiglio e consulenza da parte degli intermediari relativo alle conoscenze personali dell’assicurato. Dopo aver riportato un caso giudiziario avvenuto in Francia, ora l’attenzione si sposta in Germania. Al centro c’è sempre l’ambito della Rc professionale dell’intermediario assicurativo e il riferimento è a quanto pubblicato in uno degli ultimi osservatori di Cgpa Europe, compagnia specializzata nella Rc professionale degli intermediari assicurativi.

IL CASO – Una ex dipendente, dopo aver lavorato per un broker, contrae tramite quest’ultimo una polizza assicurativa per se stessa e per suo marito. Poco dopo, quest’ultimo rimane vittima di un incidente stradale: dichiara quindi all’assicuratore la sua invalidità, di cui occorre fornire la prova entro 18 mesi, conformemente ai termini contrattuali, pena la decadenza del beneficio. Tuttavia, l’assicurato non rispetta questa sca­denza e l’assicuratore si rifiuta quindi di risarcirlo, sulla base delle disposizioni contrattuali. L’assicurato cita allora in giudizio il broker per non essere stato informato di que­sto termine di 18 mesi né delle conseguenze della scadenza dello stesso. Il broker si difende argomentando che la sua ex dipendente disponeva delle competenze sufficienti per interpretare le disposizioni contrattuali della polizza da lei contratta insieme a suo marito.

SENTENZA – I giudici della corte federale di giustizia tedesca (sentenza del 30 novembre 2017) ritengono che è compito del broker richiamare l’at­tenzione dell’assicurato sulla scadenza per la dichiarazione dell’invalidità, a prescindere dalla conoscenze personali di quest’ultimo. Secondo i magistrati, infatti, l’assicurato non è tenuto a informarsi per conto suo.

«Questa sentenza sottolinea la differenza tra le cono­scenze personali dell’assicurato, che gli consentono di avere una visione chiara del contenuto delle dispo­sizioni contrattuali, e l’obbligo dell’intermediario di richiamare la sua attenzione su alcune clausole fonda­mentali», ha commentato Cgpa Europe. «Sulla base dei fatti, i giudici hanno scelto la seconda opzione, insistendo sul fatto che l’intermedia­rio è tenuto innanzitutto ad adempiere ai propri obbli­ghi».

Fabio Sgroi

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