OBBLIGO DI CONSIGLIO E CONSULENZA RELATIVO ALLE CONOSCENZE PERSONALI DELL’ASSICURATO: NON DARE NULLA PER SCONTATO

3 Settembre 2019

Cgpa Europe ha analizzato un caso pratico (avvenuto in Francia) in cui l’agente, per difendersi, ha fatto riferimento alla competenza dell’assicurato e alle sue conoscenze che avrebbero dovuto permettergli di fare una scelta consapevole.

 

Obbligo di consiglio e consulenza relativo alle conoscenze personali dell’assicurato. Anche questo è un tema che, nell’ambito della Rc professionale dell’intermediario assicurativo, non va trascurato. Anzi. Occorre porre una attenzione alta. Nell’ultimo osservatorio europeo degli intermediari, Cgpa Europe, compagnia specializzata nella Rc professionale degli intermediari assicurativi, ha riportato una sentenza proprio su questo tema. Un caso (giudiziario) avvenuto in Francia.

IL CASO – Un assicurato che esercita la professione di magistrato chiede il riscatto parziale della sua polizza di assicurazione vita. Sul documento prestampato ha spuntato questa opzione: “in materia di tassazione, non opto per il Prelievo Forfettario Liberatorio”. Successivamente, cita in giudizio l’agente assicurativo per errata consulenza, chiedendogli il rimborso della diffe­renza di tassazione di cui avrebbe goduto se avesse optato per il Prelievo Forfettario Liberatorio anziché scegliere di applicare l’aliquota dell’imposta sui redditi. L’agente argo­menta che l’assicurato, essendo un magistrato, dovrebbe essere considerato un cliente competente dotato di cono­scenze personali sufficienti a operare una scelta consa­pevole.

SENTENZA – La Corte d’Appello di Nimes, con sentenza del 5 ottobre 2017, ha sanzionato l’agente in quanto non ha adempiuto al suo obbligo di consiglio e consulenza e ha respinto la sua argomentazione secondo cui si sarebbe trattato di un cliente competente. Ha sottolineato, inoltre, che gli intermediari sono tenuti all’adempimento di un’obbligazione di mezzi che consiste nell’informare l’assicurato in merito al contenuto della garanzia e ai suoi limiti, oltre che nel richiamare la sua attenzione sui rischi derivanti da una clausola di esclu­sione.

«La giurisprudenza francese tende a dimostrare che l’obbligo di consiglio e consulenza può essere raf­forzato, qualora l’assicurato non disponga di partico­lari competenze, o attenuato, nel caso in cui l’assicu­rato disponga delle competenze per prendere una deci­sione informata in materia. Vi è quindi una modulazione dell’obbligo di consiglio e consulenza in funzione della complessità del contratto e delle competenze dell’as­sicurato», ha commentato Cgpa Europe. «Nella fattispecie, l’interesse di questa sentenza risiede nel fatto che essa valuti gli obblighi che incombono all’intermediario dal punto di vista pratico, concentran­dosi non tanto sulle competenze personali dei clienti quanto sulla mancanza di diligenza nell’adempimento dell’obbligo di consiglio e consulenza».

Fabio Sgroi

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