In un passaggio della relazione sull’attività svolta nel 2014, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione ha definito «grave» il fatto che le parti coinvolte al piano di equilibrio del fondo non abbiano trovato una soluzione condivisa. Il Ministero del Lavoro incaricato di avviare la procedura per l’amministrazione straordinaria.
La vicenda del Fondo pensione agenti di assicurazione è stata ben illustrata qualche giorno fa da Francesco Massicci (nella foto), presidente facente funzioni della Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione), che ha presentato presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati la relazione annuale riferita al 2014. Un passaggio del documento ha riguardato anche il tanto discusso Fondo pensione agenti.
In merito a quello che è stato definito un fondo «primario», viene evidenziato nella relazione, «è stato necessario intensificare l’intervento di vigilanza. Tale fondo, accertata la necessità di adottare un piano di riequilibrio, ha deciso, in via d’urgenza e in forma cautelativa, il temporaneo blocco dei trasferimenti volontari. Nel corso dell’anno (2014, ndr) la questione è stata oggetto di una continua interlocuzione tra il fondo e la Covip, che ha più volte sottolineato i profili di delicatezza della situazione in essere, peraltro motivo di numerosi esposti pervenuti da parte di aderenti interessati, sottolineando l’esigenza di addivenire in tempi brevi a una soluzione condivisa tra le parti istitutive e comunque alla presentazione del relativo piano di riequilibrio».
Poi la svolta, all’inizio di quest’anno. «Nel mese di febbraio del 2015, constatata la mancanza di elementi di novità rispetto agli sviluppi dei rapporti tra le parti sociali interessate (Anapa, Ania, Sna e Unapass, ndr), ed alla luce della conseguente situazione di impasse, la Covip ha disposto, ai sensi dell’art. 19, comma 4, lett. a), del Decreto, la convocazione del consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci del fondo, con all’ordine del giorno l’assunzione delle iniziative di competenza, richiamando pertanto l’attenzione degli organi collegiali sull’urgenza e indifferibilità di misure di risanamento. Il consiglio di amministrazione del fondo ha elaborato un piano di riequilibrio individuando interventi coerenti con le competenze e i poteri riconosciuti dall’ordinamento interno all’organo di governo e all’assemblea. Tuttavia le connesse modifiche statutarie non sono state approvate dall’assemblea dei delegati».
Da qui la decisione della Covip che «non ha potuto pertanto che prendere atto dell’impossibilità per il fondo di intervenire efficacemente sulla situazione di squilibrio, nonché dell’inerzia delle parti istitutive ad attivare i poteri a esse attribuiti dall’art. 7-bis, comma 2-bis, del Decreto. A esito dell’esame della complessiva situazione, la Covip ha ritenuto che la predetta impossibilità configuri una grave irregolarità nell’amministrazione e che costituisca quindi i presupposti per l’adozione del provvedimento di amministrazione straordinaria a norma dell’art. 70 del Decreto lgs. 385/1993 e ha, pertanto, avanzato una proposta di amministrazione straordinaria al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, competente per l’avvio della procedura».
INTERVISTA ANNULLATA – Fin qui l’analisi della questione fatta dalla Covip. Ma adesso come è la situazione? Proprio per dare risposta a questa domanda (e anche in considerazione del fatto che in redazione sono pervenute diverse mail che invitavano la testata a occuparsi di questa vicenda che riguarda migliaia di pensionati, ndr), tuttointermediari.it aveva richiesto una intervista al senatore Michele Cassano, il sottosegretario al Ministero del Lavoro incaricato da mesi di mediare fra le parti e trovare una soluzione.
L’intervista era stata fissata per il prossimo 25 giugno. Poteva essere l’occasione per conoscere più da vicino l’evolversi della situazione e per chiarire molti aspetti, visto che ognuna delle parti interessate in questi mesi ha tirato acqua al proprio mulino, a volte anche confondendo le idee agli stessi iscritti al Fondo e non. Una intervista con un interlocutore al di sopra delle parti e anche per questo autorevole. Peccato che giovedì scorso l’appuntamento telefonico è stato annullato «per ragioni di opportunità, in quanto la situazione col Fondo è ancora da sciogliere».
Fabio Sgroi
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