Antonio De Pascalis, capo del servizio studi e gestione dati dell’istituto di vigilanza: «Il premio potrebbe essere finanziato con una parte del prelievo fiscale attualmente previsto per la responsabilità civile auto».

Facilitare l’accesso alla copertura Ltc (long term care) attraverso un sistema obbligatorio sfruttando il veicolo della Rc auto. L’idea è dell’Ivass, che chiede «un cambio di passo» anche in considerazione, ha ricordato Antonio Rosario De Pascalis, capo del servizio studi e gestione dati dell’Ivass, del «previsto aumento della domanda di assistenza che difficilmente potrà essere soddisfatto senza un ruolo più importante dell’assistenza a lungo termine fornita dal settore pubblico o da un rapido sviluppo del mercato assicurativo privato. Le esigenze non soddisfatte potrebbero aumentare e portare a un minor benessere per gli anziani e la società nel suo complesso».
D’altronde i numeri parlano chiaro: le spese out of pocket (la spesa sanitaria privata che i cittadini pagano di tasca propria per visite, esami o cure mediche) per la non autosufficienza sostenute dalle famiglie si stimano intorno ai 21 miliardi di euro all’anno, un valore, ha fatto notare l’istituto di vigilanza, che è “verosimilmente sottostimato considerato l’elevato numero di badanti e caregiver professionali che prestano servizio senza contratti regolari”.
La previsione della spesa pubblica per Ltc in rapporto al Pil, alla fine del 2027, dovrebbe attestarsi intorno all’1,6%. E dopo un periodo di sostanziale stabilità (2028 – 2029), la previsione per il periodo 2030 – 2055 mostra una crescita progressiva dovuta all’indicizzazione del costo medio delle prestazioni e all’accentuarsi del processo di invecchiamento della popolazione.
L’Ivass, recentemente, aveva evidenziato alcuni potenziali interventi di policy sia da parte del settore pubblico (contributi a chi sottoscrive polizze Ltc, ampliamento degli incentivi fiscali per gli assicurati e per le aziende disponibili a sottoscrivere polizze Ltc collettive; community rating: stesso prezzo per assicurazioni Ltc per tutti gli individui di un determinato cluster; l’introduzione di una norma per rendere obbligatoria la copertura Ltc, come in altri Paesi), sia da parte del settore assicurativo (è necessaria una revisione dei prodotti assicurativi che coprano anche condizioni di pre-fragilità e che riducano le limitazioni contrattuali per incentivare gli individui a sottoscrivere queste coperture).
De Pascalis ha approfondito la possibilità che il premio Ltc possa essere finanziato attraverso parte del prelievo fiscale attualmente previsto per la Rc auto.
«I beneficiari sarebbero tutti i “danneggiati”. Questi potrebbero beneficiare di una prestazione in caso di non autosufficienza calcolata sulla base di un modello solidaristico che prescinda dall’età, peraltro non nota a priori», ha osservato. «Si potrebbe anche ipotizzare l’ideazione di un meccanismo (da approfondire) che preveda un maggiore o minore importo di prelievo fiscale destinato alla copertura Ltc sulla base della sinistralità degli assicurati Rc auto. Il minor gettito per l’erario dovuto alla quota trattenuta dalle imprese Rc auto per la copertura Ltc potrebbe essere compensato da un sistema di norme che prevedano, per i medesimi soggetti che beneficiano della prestazione privata, un esonero o comunque una riduzione di prestazioni da parte del Sistema sanitario nazionale».
Fabio Sgroi
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