Claudio Demozzi ha ripercorso tutte le tappe che hanno contraddistinto la vita del Sindacato nazionale agenti da gennaio 2012 fino a oggi.
Alla fine non è stata una standing ovation, ma gran parte dei presenti ha apprezzato con un lungo applauso la relazione di 12 pagine del presidente uscente Claudio Demozzi nella prima giornata del congresso elettivo del Sindacato nazionale agenti che si è tenuta oggi allo Sheraton di Malpensa.
L’agente di Trento ha toccato tutti i temi caldi che hanno accompagnato la vita del sindacato in questi due anni e mezzo di gestione e in questo articolo tuttointermediari.it riporta i passaggi più significativi del documento.
Subito snocciola i dati riguardanti il mercato assicurativo italiano, l’andamento della raccolta premi e il trend relativo al canale agenziale, evidenziando «quanto la grave crisi di redditività, che attanaglia le nostre singole realtà imprenditoriali e la nostra categoria nel suo complesso, riguardi principalmente, se non esclusivamente, gli agenti di assicurazione e ben poco le compagnie. Siamo stati privati, nostro malgrado, del necessario dinamismo decisionale e soprattutto di quell’immagine consulenziale, da specialisti dell’assicurazione quali siamo, che sola può distinguerci dalle forme di distribuzione low cost».
Per Demozzi, la categoria deve riprendersi «la centralità nella relazione tra compagnia e cliente, fondata sulla nostra professionalità, sulla nostra capacità di essere attrattivi, nei confronti del cliente, sotto l’aspetto consulenziale. Per fare questo, dobbiamo abbandonare i timori reverenziali nei confronti di chi non gratifica, non riconosce o addirittura ostacola la nostra evoluzione professionale. Per coloro che si riconoscono nel Sindacato Nazionale Agenti, l’addetto di un call center non sarà mai “un vero consulente assicurativo pronto a gestire un proprio portafoglio clienti”». Il riferimento è a una frase pronunciata da Aldo Minucci, presidente dell’Ania, all’ultima relazione dell’associazione delle imprese.
Demozzi ha enfatizzato il raggiungimento di risultati quali la libera collaborazione tra gli intermediari, l’indagine Antitrust che ha rimosso i vincoli allo sviluppo del pluriomandato, «la ripresa di un’efficace azione diplomatica, al primo posto, a livello istituzionale, politico e nel campo delle relazioni industriali; la ricerca di nuove sinergie nel rapporto con i Gruppi agenti; il miglioramento del grado di efficienza della struttura sindacale, combinato a una seria e duratura spending review che ha permesso il riequilibrio del bilancio del sindacato; la ripresa del confronto con le Organizzazioni sindacali dei nostri dipendenti; la trasparenza degli atti con loro pubblicazione nell’area riservata del sito istituzionale accessibile a tutti gli iscritti; una nuova strategia per il Mezzogiorno; la stretta collaborazione con le rappresentanze dei broker per una condivisa azione in sede europea, che già ha prodotti i primi risultati; la rimozione delle discriminazioni tra agenti mono e plurimandatari e delle clausole di fidelizzazione che limitano e ostacolano la libertà professionale degli agenti; la valorizzazione della struttura dedicata anche allo sviluppo del business degli Agenti (Snas srl); la messa in atto di programmi formativi anche di tipo manageriale, gestionale, tecnico e commerciale per contribuire all’evoluzione della Categoria verso livelli più elevati di consapevolezza e di capacità imprenditoriale; la diffusione di una più ampia conoscenza dei fatti che riguardano da vicino la nostra vita lavorativa, con utilizzo di nuove forme di comunicazione; la difesa, prima di tutto e sopra tutto, dei principali diritti inviolabili della tutela collettiva».
Un riferimento è anche all’estensione del divieto di esclusiva al ramo vita. Un obiettivo, questo, che è stato «seppure parzialmente ottenuto, grazie alla sentenza dell’Antitrust che ha reso vincolanti gli impegni sottoscritti dalle compagnie coinvolte nella nota istruttoria. Alcune imprese si sono infatti impegnate a considerare sciolto ogni vincolo di esclusiva con gli agenti, anche nel ramo vita».
PROGRAMMA RISPETTATO…O QUASI – «Questo esecutivo nazionale», ha sottolineato il presidente uscente, «ha mantenuto le promesse e onorato la totalità del programma triennale approvato dal congresso, fatta eccezione per la riforma dello statuto che, sottoposta agli organi territoriali, non è risultata condivisa. Dal confronto con la base degli iscritti è emerso anzi il generale convincimento che l’attuale impianto statutario risulta, in linea di massima, adeguato alle attuali esigenze del nostro sindacato».
Poi, un’ammissione sul difficile rapporto con i gruppi agenti, «caratterizzato da debolezze e criticità che richiederanno un’attenta valutazione da parte della nuova squadra dirigente. È necessario un protocollo condiviso, che identifichi con chiarezza gli ambiti di competenza del sindacato e quelli dei gruppi aziendali».
LIQUIDAZIONI E RIVALSE – Sul tema delle liquidazioni e rivalse, Demozzi ha fatto notare che «negli ultimi mesi ci sono giunte numerose segnalazioni di pressioni, esercitate da alcune grandi imprese nei confronti dei singoli gruppi agenti, affinché fossero affrontate le problematiche connesse alle liquidazioni e rivalse in ambito aziendale. Pressioni che rappresentano il tentativo da parte delle imprese maggiori di sottrarre alla contrattazione collettiva nazionale le principali tematiche di primo livello e di ricollocarle nell’ambito della negoziazione aziendale, campo sul quale lo squilibrio di forza tra compagnie e agenti risulta ancora maggiore».
FONDO PENSIONE AGENTI – «Siamo circondati da benpensanti che ci vorrebbero indurre a ritenere accettabile l’offerta dell’Ania, cioè il versamento una-tantum di un importo complessivo che ammonta a circa la metà dell’utile di bilancio realizzato dal Fondo in un solo anno di attività (2013)», afferma Demozzi. «Versamento di 16 milioni di euro, a fronte di un importo necessario di circa 700 milioni, da raggiungere attraverso un ulteriore apporto, esclusivamente a carico degli agenti, da effettuare con il pesante taglio delle pensioni, presenti e future, nell’ordine di circa il 40%. Quindi, versamento una-tantum, dimezzamento (quasi) delle pensioni e, pregiudiziale posta dalle imprese, trasformazione del Fondo da prestazione definita a contribuzione definita. Questi provvedimenti secondo i più risulterebbero propedeutici al progressivo smembramento del Fondo, perché trasformarlo in una sorta di gestore di un insieme di “pip” (piani individuali pensionistici che non offrono garanzia sulla misura della prestazione futura) significherebbe cancellare ogni peculiarità solidaristica collettiva ed aprire la strada ad eventuali trasferimenti delle posizioni individuali presso piani pensionistici offerti dalle singole compagnie».
Per Demozzi, «l’accettazione della proposta dell’Ania, che non è soggetta a ulteriore negoziazione e che va eventualmente sottoscritta entro i primi giorni di settembre, per molti di noi comporta sostanzialmente la cancellazione, con un sol colpo di spugna, delle aspettative pensionistiche costruite in 30-35 anni di contribuzione. Per gli 11.000 colleghi pensionati, indipendentemente dall’età di ciascuno, si tradurrebbe in un taglio del 40% della somma in corso di erogazione. L’accettazione potrà comportare inoltre, come realisticamente sembra di poter immaginare, l’apertura di tavoli di concertazione su base aziendale aventi ad oggetto proprio il trattamento pensionistico e previdenziale degli agenti. Le considerazioni poc’anzi espresse al riguardo, ci hanno impedito e ci impediscono di assumere decisioni che potrebbero compromettere irrimediabilmente la forza rivendicativa della categoria su questo fronte. D’altra parte, siamo consapevoli che il rifiuto dell’unica proposta ad oggi esistente al tavolo Ania sul FpA, potrà comportare l’interruzione delle relazioni industriali ed il probabile congelamento del tavolo Ania riguardante l’ipotesi di rinnovo dell’ANA. Tavolo quest’ultimo sul quale, comunque, non si registrano novità di rilievo se non il consolidamento della figura unica di agente, frutto come noto dell’indisponibilità del sindacato a formalizzare qualsiasi discriminazione tra Agente “integrato”, fidelizzato, monomandatario ed Agente “libero”, non fidelizzato, plurimandatario».
CCNL DEI DIPENDENTI DI AGENZIA – Nella sua relazione, il presidente uscente propone al congresso nazionale una scelta di politica generale che esprima la volontà della categoria: «l’affidamento al nuovo esecutivo nazionale dell’incarico di intraprendere un confronto con altre sigle sindacali nazionali, finalizzato al raggiungimento di un nuovo Ccnl che ricalchi sostanzialmente l’impianto normativo del Ccnl Sna/2005, con le innovazioni, e aggiorni le tabelle retributive sulla base di quanto già raccomandato dal sindacato ed eventualmente elargito “in conto futuri aumenti”, più eventuali aggiornamenti correlati all’inflazione. In alternativa, nel caso tale strada dovesse risultare non percorribile per la mancata disponibilità di altre sigle sindacali, l’esecutivo nazionale di prossima nomina potrà optare per l’adozione di altro Ccnl, compatibile ed applicabile, che preveda già alcune o tutte le innovazioni richieste nonché i sistemi di tutela per il caso di assenza per malattia del personale dipendente. Questa proposta, se accolta interromperebbe decenni di difficili relazioni con le tradizionali sigle sindacali dei dipendenti, ci permetterebbe di risolvere in tempi accettabili la questione Enbass (estranea ad altri Ccnl) e stabilizzerebbe i rapporti di lavoro all’interno delle nostre agenzie».
L’intera relazione morale e finanziaria dell’esecutivo nazionale è disponibile cliccando QUI.
Fabio Sgroi
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