CONFAGI E GLI EDITORIALI DEL GRUPPO AGENTI GENERALI ITALIA: «ORA BASTA»

27 Maggio 2017

Non è la prima volta che la Confederazione nazionale degli agenti di Generali Italia (costituita dagli ex agenti Ina Assitalia, ex Lloyd Italico e da una parte degli ex Toro) si ritiene offesa da alcuni articoli pubblicati dagli agenti storici della compagnia. Così i co-presidenti Canu, Musto e Nicolao hanno inviato una lettera al loro collega Cirasola, riservandosi «ogni tipo di azione a difesa dei nostri interessi».   

Confagi, la Confederazione nazionale degli agenti di Generali Italia costituita da Anagina (Associazione nazionale agenti Ina Assitalia), Gaag (Gruppo aziendale agenti Lloyd Italico) e Unat (Unione nazionale agenti Toro gruppo agenti Generali Italia) dice basta e stavolta interviene con una missiva indirizzata giovedì scorso al Gruppo agenti Generali Italia (Ga-Gi). Motivo? Un editoriale “fastidioso” a firma di uno dei componenti del gruppo agenti presieduto da Vincenzo Cirasola. Non è una novità, a quanto pare.

«Ancora una volta abbiamo riscontrato la diffusione di un articolo da parte del Ga-Gi e in particolare del segretario generale che, tra le righe, intende offendere e diffamare l’operato di altre reti o rappresentanze», si legge nella lettera a firma dei tre co-presidenti di Confagi Antonio Canu, Mariagrazia Musto e Davide Nicolao. (foto sopra)

Il riferimento, in particolare, è all’articolo pubblicato lo scorso 15 maggio dal titolo La pazienza che cessa di essere virtù a firma di Fulvio Galli, storico segretario generale del Gruppo agenti Generali Italia e a questo passaggio sui rapporti dei gruppi con la mandante e al grado di appartenenza del Ga-Gi: «È un dato di fatto che il grado di appartenenza che ci ha sempre contraddistinto non ha mai trovato pari fra le altre reti (non sarà un caso se ad oggi non c’è un solo collega che abbia optato per il plurimandato e che pretendiamo la stessa fedeltà anche nelle nostre reti secondarie), ma è altrettanto vero che il rispetto che ci era sempre stato riservato si sta sciogliendo come neve al sole. Non si contano più i tentativi di scavalcare le nostre rappresentanze (con riferimento ad alcuni manager di Generali Italia, ndr) cercando di sostituirle con rapporti “one to one” ingaggiando degli “equilibrati” incontri di pugilato fra un peso massimo e un peso mosca. Altrettanto frequenti sono le “dichiarazioni d’amore” cui seguono poi comportamenti ambigui o i corteggiamenti sempre più impudenti verso chi è più sensibile alle lusinghe, anche se meno fedele verso la “nostra storica” azienda Generali».

Confagi, nella missiva inviata a Cirasola (a sinistra), è perentoria: «Non possiamo più accettare espressioni pubbliche di questo tipo, a maggior ragione se si considerano i precedenti articoli dal Ga-Gi pubblicati e parimenti offensivi delle nostre reti dove si alludeva all’esistenza “di figli di un Dio minore” o ad animale da far salire sulla “arca di Noé”».

Confagi ritiene «impensabile ricevere offese pubbliche di questo tipo e poi continuare a sederci intorno a uno stesso tavolo mostrando falsamente coesione. La cosa più grave poi è il diffondere di detti articoli non solo tra i vostri iscritti», scrive Confagi al Ga-Gi, «ma anche tra i nostri associati. Viste le note e continue discussioni in merito ai “dati” e alla ormai consapevolezza che abbiamo sull’argomento, a questo punto ci domandiamo e vi domandiamo come sia per voi possibile disporre delle mail dei nostri associati da utilizzare per la diffusione delle pubblicazioni in questione».

Confagi chiude la missiva riservandosi «ogni tipo di azione a difesa dei nostri interessi». La questione, di sicuro, non termina qua.

Fabio Sgroi

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