martedì 07 Aprile 2026

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CATTOLICA ASSICURAZIONI HA DECISO: FINE DEL MATRIMONIO CON BANCA POPOLARE DI VICENZA

La compagnia esercita il diritto di recesso unilaterale dagli accordi di partnership con la banca. Ecco perché e quali saranno gli effetti immediati.  

Cattolica sedeRecesso unilaterale dagli accordi di partnership (pendenti dal 2007) con Banca Popolare di Vicenza. Il consiglio di amministrazione di Cattolica Assicurazioni (nella foto la sede di Verona) ha deciso così, dopo «approfondite valutazioni e ponderazioni» e preso atto del parere del comitato parti correlate. Del resto questo esercizio del diritto di recesso era espressamente previsto da una clausola contrattuale e la trasformazione della forma giuridica della stessa banca da cooperativa a società per azioni ha fatto il resto.

La scadenza del termine per l’eventuale esercizio del diritto di recesso era previsto contrattualmente entro l’1 settembre 2016, come riportato in un articolo di tuttointermediari.it a fine maggio.

Il recesso, esercitato nella giornata di ieri, avrà piena efficacia allo scadere del sesto mese successivo alla ricezione da parte di Banca Popolare di Vicenza (Bpvi) della relativa comunicazione. Quali saranno gli effetti?

Innanzitutto la cessazione immediata (alla data della comunicazione del recesso) di tutte le rappresentanze e tutele di Bpvi nella gestione e nell’assetto societario di Cattolica. La banca berica si impegnerà a prestare, in ogni sede societaria, inclusa quella assembleare, il consenso all’eliminazione di ogni clausola dello statuto di Cattolica, derivante dagli accordi cessati, dove ritenuto «insindacabilmente opportuno da Cattolica».

Inoltre cesserà l’impegno di lock up (l’impegno della società emittente ed eventualmente di alcuni azionisti a non compiere determinate azioni sul capitale della società stessa nel periodo successivo a un’operazione di offerta pubblica) su 4.120.976 azioni Cattolica di proprietà di Bpvi. La decisione di Cattolica comporterà anche l’efficacia di specifici impegni della banca (successivamente alla cessazione della partnership) in relazione all’eventuale alienazione, di tutta o parte, della relativa partecipazione azionaria in Cattolica, purché superiore al 3% del suo capitale (Bpvi sarà tra l’altro tenuta, in caso di dismissioni sul mercato anche dei blocchi, ad adottare modalità che non comportino un significativo impatto negativo per la quotazione delle azioni Cattolica).

Fra gli effetti anche la regolazione dei meccanismi di premi e penali convenzionalmente previsti in relazione all’andamento delle joint venture societarie (Berica Vita, Cattolica Life, Abc Assicura) e il diritto di Cattolica a vendere le partecipazioni del 60% di queste tre società.

A seguito della cessazione anticipata della partnership con Bpvi, Cattolica Assicurazioni avvierà «le opportune valutazioni circa gli eventuali interventi sul piano gestionale». La compagnia ritiene che per l’esercizio in corso «non si prevedono significativi effetti negativi sulle stime reddituali».

Fabio Sgroi

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