Il presidente Paolo Bedoni: «Lo scenario è cambiato e ciò impone una riflessione». Una decisione potrebbe arrivare entro il prossimo 1° settembre, data entro la quale Cattolica può esercitare il diritto di recesso del rapporto, in base alla convenzione quadro siglata alla fine del 2012.
«Il mutamento di scenario nel quadro dei rapporti con la Banca Popolare di Vicenza dopo l’intervento del fondo Atlante, al quale Cattolica ha aderito con una quota significativa impone una riflessione sull’andamento della partnership di bancassurance previsto dalla convenzione quadro del 2012». Parole chiare, quelle di Paolo Bedoni (nella foto), presidente di Cattolica Assicurazioni. Anche perché la partecipazione del gruppo assicurativo veronese nell’istituto di credito vicentino ha influito (negativamente) non poco sui risultati del primo trimestre 2016 e anche sull’intero esercizio 2015. Così Bedoni ha messo tutti in guardia: «Decideremo il da farsi, dopo aver valutato gli sviluppi in ambito Atlante, anche sulla base delle prospettive concrete e in tempi ragionevoli di ripresa della Banca e dell’andamento del business di bancassurance delle tre società controllate».
Nell’ultima riunione del consiglio di amministrazione di Cattolica Assicurazioni è stata esaminata la nuova situazione che si è venuta a creare per quanto riguarda i rapporti di partnership con la Banca Popolare di Vicenza, soprattutto alla luce dell’esito dell’offerta globale di sottoscrizione di azioni della banca, che ha portato all’integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte del fondo Atlante, al quale il gruppo Cattolica ha aderito con una partecipazione pari a 40 milioni di euro.
Per effetto di questa sottoscrizione, il fondo Atlante, e per esso Quaestio Sgr, «ha comunicato alla Consob, e a Cattolica per quanto di sua pertinenza, l’acquisizione in via indiretta della partecipazione del 15,1% detenuta dalla Banca Popolare di Vicenza nel capitale sociale di Cattolica».
Allo studio del Cda di Cattolica, in particolare, c’è il diritto di recesso unilaterale che gli accordi di partnership riconoscono a Cattolica dopo la trasformazione di Banca Popolare di Vicenza da società cooperativa in società per azioni.
La convenzione quadro che regola la partnership, che è stata rinnovata il 14 dicembre 2012, prevede infatti che Cattolica possa in qualunque momento e fase della partnership «recedere unilateralmente» nel caso in cui Bpvi deliberasse «la trasformazione della propria forma giuridica cooperativa o procedesse a una fusione per sua incorporazione in altra banca o società finanziaria che non abbia la forma cooperativa».
La scadenza del termine per l’eventuale esercizio del diritto di recesso è previsto contrattualmente entro l’1 settembre 2016. Le prossime settimane, dunque, saranno decisive per capire come muoversi.
Fabio Sgroi
© RIPRODUZIONE RISERVATA










