12 ottobre 2018 21:09

CANU: LA REPLICA A SALVI NON SI FA ATTENDERE


Al presidente del Gruppo aziendale agenti Lloyd Italico non è piaciuta l’uscita del presidente del Gruppo agenti di assicurazione Toro, che aveva criticato l’operato degli altri gruppi agenti di Generali Italia (fra cui, appunto, il Gaag Lloyd Italico) nelle trattative con la mandante.
   

Non si è fatta attendere la replica di Antonio Canu (nella foto), presidente del Gruppo Aziendale Agenti Lloyd Italico (Gaag), alla lettera aperta di Roberto Salvi, presidente del Gruppo agenti di assicurazione Toro. Quest’ultimo aveva criticato l’operato degli altri gruppi aziendali agenti di Generali Italia (fra cui, appunto, la rappresentanza di Canu) nella trattazione di alcuni argomenti spinosi con la mandante.

In realtà si tratta di una lettera che lo stesso Canu ha inoltrato agli iscritti al suo gruppo e ai presidenti di Confagi e Anagina, e che la stessa rappresentanza agenziale ha “girato” anche a Tuttointermediari.it.  Canu, che ha definito l’attacco di Salvi «gratuito e inaspettato», spiega fra le altre cose, quella che è la posizione del Gaag su questioni delicate come mandato unico e accordo dati.

Ecco, di seguito, la versione integrale della lettera di Canu. (fs)

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Cari Colleghi,

mi è arrivata tra le mani, prima inoltratami da un Collega e poi perché pubblicata su una webzine di settore, una “Lettera aperta ai Colleghi” firmata dal Presidente del GAAT Roberto Salvi.

Il motivo per cui ve ne parlo è che mi ha stupito e meravigliato l’attenzione con cui il Presidente Salvi segue l’attività del GAAG Lloyd Italico e con la quale si è concentrato sui nostri recenti lavori congressuali e sul loro esito contenuto nella Mozione Finale.

Stupore e meraviglia che derivano dal fatto che tale sua attenzione nei nostri confronti non è affatto ricambiata. E ciò non per generica mancanza di interesse, ma semplicemente per via del fatto che del GAAT e della sua attività non abbiamo da tempo alcuna notizia essendo lo stesso totalmente assente dalla scena del confronto aziendale e del confronto tra Gruppi.

Se non fosse per qualche severo e autoglorificante editto o qualche magniloquente “bolla papale” con tanto di scomunica per chi non la pensa come il Presidente Salvi che ogni tanto si legge qua e là e alle quali può essere assimilata la lettera di cui sopra, il GAAT per quel che ci riguarda potrebbe non esistere e ne avremmo la medesima percezione: alcuna. Certo che il materasso sul quale il GAAT dorme è di straordinaria comodità.

Senza muovere un dito, senza impegnare un ora di tempo dei suoi rappresentanti e senza spendere un euro di trasferte vede i suoi associati beneficiare del lavoro di ben 4 Gruppi Agenti che, con le loro donne e i loro uomini, facendo a volte bene e a volte molto bene il proprio lavoro pur non esente da errori si confrontano, si scontrano con la Compagnia, fanno uno sforzo immane impegnandosi in centinaia di incontri – nei due anni tra i nostri ultimi due Congressi per dire, dal settembre 2016 al settembre 2018, gli incontri a vario titolo fatti con la Compagnia sono stati quasi 300 – fanno una complessa attività di studio, proposta, smontaggio delle proposte della controparte, rimontaggio alla ricerca del miglior accordo/prodotto/processo possibile, facendo poi test e aree pilota nelle loro Agenzie a discapito del lavoro quotidiano per trovare e correggere anomalie e difetti, per scovare trappole e utilizzi impropri di normative e processi e chiederne la modifica.

Sempre pronti ad intervenire quando qualche corsa in avanti genera il rilascio di processi non condivisi.

Un esempio recente è stato quello del PUC non concordato con noi e rilasciato dalla Compagnia a luglio di quest’anno, prontamente fatto ritirare con una azione congiunta CONFAGI-GAGI tempestiva e durissima. Per poi lavorare alla sua radicale modifica, semplificazione ed eliminazione di tutte le richieste improprie e superflue di dati ed informazioni, richiesteci con la scusa della nuova normativa ma non previste dalla stessa. Seguendo in questo anche le indicazioni del nostro sindacato SNA.

Andando addirittura oltre e ottenendo, ad esempio e tra le altre cose, l’eliminazione dell’obbligatorietà non solo del upload ma anche del mero inserimento degli estremi del documento di identità ove non sia necessario per legge (adeguata verifica/ antiriciclaggio) o per attivare e rendere valida la firma elettronica.

Non paghi, ed è un merito tutto del GAAG Lloyd Italico e della testarda perseveranza di alcuni suoi uomini di Giunta, siamo riusciti anche a far eliminare, dall’operatività immediatamente e dal Testo Unico Auto dalla prossima edizione, l’obbligo di conservare in polizza copia del documento di identità del Cliente riportando le lancette e le prescrizioni del T.U.A. medesimo ai tempi del Testo Unico Lloyd/Toro che tale obbligo non prevedeva.

Beneficiare di tutto ciò con anche la opportunistica possibilità di criticare alcune scelte e decisioni di mediazione estrapolandole dal contesto di una trattativa che magari ha portato a casa più di quanto ha concesso, beneficiando di quanto ottenuto dal lavoro di altri e gridando al contempo al compromesso e alla loro resa, è ciò che intendo per dormire su un materasso comodo.

Risvegliatosi dal suo sonno il Presidente Salvi mette in fila, in coda alla sua lettera aperta, estratti dalla stampa di settore, commenti giornalistici, dichiarazioni attribuite al nostro GAAG e estratti mutilati dalla Mozione Finale votata all’unanimità nel nostro ultimo Congresso elettivo dello scorso settembre.

Nonostante questo raffazzonato collage di fonti e dichiarazioni celi malamente l’impegno del redattore a farne un uso strumentale per dimostrare una nostra presunta contraddizione, un presunto “disaccordo con noi stessi”, e nonostante si scomodi addirittura Socrate, chiamato in aiuto dall’illustre Presidente per fugare i propri dubbi, ciò che ne esce è la chiarezza inequivocabile delle nostre posizioni, metodologicamente ed idealmente sempre le stesse da almeno 18 anni: le trattative con la controparte si fanno sui tavoli di lavoro, confrontandosi anche con durezza esemplare arrivando se necessario allo scontro portandone il livello fin oltre i limiti consentiti, ma non standone fuori e abbandonandoli solo come ultima ratio. Non si fanno trattative né tantomeno accordi integrativi su materie di “primo livello” che non solo superino ma che rischino anche minimamente di intaccare i principali Istituti posti dall’Ana 2003 e dall’Accordo Nazionale originario. Non si fanno patti peggiorativi di vario genere che mettano in discussione i diritti acquisiti (anzi, come nel caso dell’assenza della previsione dello jus variandi sulle provvigioni stiamo provando con determinazione ad estendere agli altri Gruppi e Colleghi la nostra migliore posizione di partenza).

In materia di trattamento dei dati personali dei Clienti, Banche Dati e argomenti connessi, posto che la strada migliore da percorrere per dei professionisti che vogliano essere realmente imprenditori è quella della così detta “Titolarità Autonoma”, eventuali accordi di contitolarità con la Mandante che possano agevolare e rendere meno impattante – dal punto di vista economico, organizzativo e operativo – per talune strutture agenziali l’uscita dal mero ruolo di “Responsabile/subTitolare” garantendo al contempo agli Agenti il pieno esercizio della titolarità, devono essere valutati con estrema prudenza, calma e attenzione e non possono comunque prescindere dal prevedere la autonoma operatività sui rispettivi sistemi proprietari delle parti nell’utilizzo dei dati per tutte le finalità consentite dalle norme, dalle leggi e dagli accordi sia in corso di mandato che dopo l’interruzione dello stesso. Il mancato accordo con la Compagnia su questi temi – accordo che stiamo però ancora cercando di trovare – ci ha spinto infatti a non firmare alcun accordo di contitolarità.

E mi fermo qui senza altro aggiungere. Se non che, per il livello veramente basso di questo gratuito e inaspettato attacco al nostro Gruppo Agenti, credo non fosse il caso di scomodare Socrate seppur con una citazione più da “bignami” o da bigliettino dei baci perugina che da cultore della materia. Sarebbe bastato, in armonia con il livello della lettera, qualche personaggio da talk show televisivo del mattino.