Dallo scorso 1° luglio ha avuto efficacia la fusione per incorporazione in Unipol Assicurazioni spa.
Dallo scorso 1° luglio ha avuto efficacia la fusione per incorporazione di Bim Vita spa in Unipol Assicurazioni spa. Bim Vita, dunque, si è estinta cessando la propria attività.
Da una settimana, quindi, Unipol Assicurazioni ha assunto tutti i diritti e gli obblighi relativi ai contratti assicurativi e previdenziali già in essere con Bim Vita, inclusa la gestione del Fondo pensione aperto Bim Vita che ora è stato ridenominato Unipol Fondo Pensione Aperto BV, con conseguente ridenominazione, in coerenza, anche dei comparti in cui si articola.
La fusione non ha comportato alcuna variazione delle condizioni contrattuali in essere relative alle posizioni assicurative e/o previdenziali e al riguardo ciascun cliente che ha sottoscritto un contratto assicurativo e/o previdenziale con Bim Vita ha ricevuto una comunicazione contenente apposita informativa sugli effetti dell’operazione. Gli effetti contabili e fiscali decorreranno dal 1° gennaio 2026.
Il 27 giugno 2025, Unipol Assicurazioni aveva sottoscritto il contratto relativo all’acquisizione dell’intera partecipazione detenuta da Banca Investis spa, appunto, in Bim Vita spa, pari al 50% del capitale sociale della compagnia. L’operazione era stata perfezionata il 29 luglio 2025, portando Unipol Assicurazioni a detenere il 100% del capitale di Bim Vita.
Il 6 novembre sempre dell’anno scorso i consigli di amministrazione di Unipol e Bim Vita avevano approvato il progetto di fusione per incorporazione di Bim Vita in Unipol. L’iter autorizzativo si era concluso positivamente nel febbraio scorso.
Al 31 dicembre 2025, Bim Vita ha registrato un risultato economico di 1,5 milioni di euro (1,02 milioni di euro alla fine del 2024). In termini di raccolta, i premi riferiti a contratti assicurativi sono ammontati a 3,8 milioni di euro (circa 8,2 milioni di euro al 31 dicembre 2024, -53,7%), a cui si sono aggiunti prodotti finanziari per 8 milioni di euro (-27%). Il volume degli investimenti si è attestato a 406 milioni di euro (470 milioni di euro alla fine del 2024).
Fabio Sgroi
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