Gli obiettivi, che sono stati illustrati oggi a Londra nel corso dell’Investor Day, mirano a un maggior focus sulla generazione di cassa, a dividendi più alti e a ulteriori risparmi. Ma anche più investimenti e una nuova strategia per diventare leader del retail assicurativo in Europa.
Un net free cash flow cumulativo superiore ai 7 miliardi di euro al 2018 (il livello di generazione di cassa nel 2014 è pari a 1,2 miliardi di euro), dividendi cumulati a oltre 5 miliardi di euro entro la fine del 2018 (il livello di dividendo relativo al 2014 è di 930 milioni di euro) e ulteriori risparmi per 500 milioni di euro sempre entro il 2018, in aggiunta a 1 miliardo di euro previsto al 2016. E poi una nuova strategia per diventare leader del retail assicurativo in Europa attraverso una profonda trasformazione del modello di business per aumentare la fidelizzazione della clientela; l’introduzione della figura di chief data officer per integrare strumenti di data analytics nello sviluppo di processi e prodotti; investimenti totali di 1,25 miliardi di euro grazie a risparmi di costo e riallocazione di budget per supportare la strategia e l’innovazione basata su strumenti di data analytics e tecnologia.
Sono, in sintesi, i nuovi obiettivi strategici del Gruppo Generali, presentati oggi a Londra nell’ambito dell’Investor Day dal group Ceo Mario Greco (nella foto). Tutte le iniziative finalizzate a generare più cassa sono parte della nuova strategia, tra cui: «far leva sulla distribuzione di prodotti vita unici ed efficienti anche nelle nuove condizioni sfidanti di mercato; ottimizzare la generazione di cassa derivante dall’attuale portafoglio vita; integrare la nostra offerta con servizi a valore aggiunto e basati su commissioni; aumentare l’efficienza sui costi e sulle piattaforme operative». È quanto si legge in una nota di Generali.
Nel raggiungere questi target, Generali si impegna a mantenere, nel corso del piano, un livello di redditività sul capitale (operating return on equity) superiore al 13%, «che rappresenta il benchmark di riferimento per il Gruppo».
Generali ha individuato diverse leve di generazione di valore per raggiungere i suoi target finanziari. Tra questi, ci sono «nuovi servizi a valore aggiunto da integrare nell’offerta di prodotti, opportunità di business attraverso nuove partnership e l’uso di strumenti di data analytics per definire una migliore tariffazione». Si tratta di azioni che, secondo Generali, «produrranno benefici sugli utili e sulla fidelizzazione dei clienti con riflessi positivi su redditività dei clienti attualmente in portafoglio, minori costi di acquisizione, opportunità di cross e up-selling e una più efficiente capacità sottoscrittiva». Il Gruppo sposterà il suo focus «da prodotti tradizionali basati su rendimenti garantiti a un’offerta innovativa basata sulle commissioni, che consiste in prodotti di protezione, strumenti unit-linked e prodotti ibridi che forniscono più elevati margini e maggior valore sia per i clienti che per la società». Infine, Generali lavorerà per «ottimizzare la redditività dell’attuale portafoglio assicurativo».
Il Gruppo Generali ha dato un aggiornamento al mercato sulla sua posizione di capitale, definita «solida». Il pro-forma economic Solvency ratio per il 2014 è pari a 186% (calcolato secondo il modello interno, in linea con i principi di Solvency II). Per quanto riguarda l’assicurazione retail, il Gruppo Generali considera «fondamentale sviluppare un riconoscibile brand positioning, basato su prodotti e servizi “simple & smart”. Una particolare attenzione sarà dedicata all’esperienza del cliente attraverso l’intero percorso che va dalla ricerca di informazioni al rinnovo della polizza».
Il Gruppo ha già avviato «in tutta l’organizzazione l’uso del Transactional net promoter score, un approccio innovativo basato su nuove procedure che prevedono risposte immediate ai feedback dei clienti con il pieno coinvolgimento dei responsabili delle varie unità di business». Generali «rafforzerà la propria piattaforma operativa aumentando connettività e sfruttando gli strumenti di data analytics per garantire una più elevata efficienza tecnica».
Un esempio è rappresentato dalla trattativa in corso, in via esclusiva, relativa alla società MyDrive Solutions, con base in Gran Bretagna, specializzata nella profilazione dei clienti proprio attraverso l’uso di questi strumenti. Generali, inoltre, intende arricchire la sua organizzazione attraverso l’introduzione del nuovo ruolo di chief data officer, a diretto riporto del Group ceo.
Generali creerà «nuove piattaforme operative centralizzate, come quelle per i prodotti unit-linked e gli strumenti di data analytics, per sfruttare tutte le potenziali sinergie derivanti da economie di scala e di scopo per alcune specifiche attività». Anche la cooperazione con Europ Assistance sarà «intensificata al fine di trarre vantaggio dalla sua presenza globale e dalla sua posizione di leadership nel settore dei servizi di assistenza e unire le forze in aree complementari».
Inoltre, il Gruppo vuole inserire nuove competenze «incentivando l’innovazione interna ed esterna e stabilendo centri di competenza per servire varie aree geografiche. In particolare, il Gruppo ha investito in sei tra le principali società di venture capital del mondo specializzate in tecnologie per la finanza, basate in Usa, Europa e Asia». Infine saranno ulteriormente potenziate le iniziative del precedente piano strategico 2013-2015 avviate nell’ambito del progetto operating excellence. Le nuove azioni, spiega il Gruppo, si affiancheranno a quelle in essere.
Fabio Sgroi
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