L’istituto di vigilanza ha acquisito elementi informativi e ha scoperto alcune criticità che attengono “alla conoscibilità delle garanzie, alle modalità di adesione e di scioglimento del contratto e alla chiara esplicitazione dei costi”. Intanto il fenomeno è in espansione e coinvolge oltre 15 milioni di assicurati.
L’Ivass ha acceso il faro su un fenomeno in crescita e per certi versi preoccupante. L’indagine “Sei assicurato e forse non lo sai” è stata avviata lo scorso 31 ottobre (ed è stata chiusa l’1 marzo scorso) con l’obiettivo di acquisire elementi informativi in merito a quelle coperture assicurative collegate a prodotti o servizi di natura non assicurativa. Quali sono le caratteristiche principali di questi prodotti? Quale è il livello di trasparenza nel loro collocamento presso il pubblico?
L’indagine (che fotografa la situazione esistente al 30 giugno 2013), in particolare, ha fatto luce su un fenomeno di larga diffusione in Italia e che coinvolge oltre 15 milioni di assicurati con oltre 1.600 tipologie di “pacchetti” offerti a seguito di accordi commerciali tra imprese di assicurazione e operatori economici di varia natura.
Il riferimento è ad agenzie di viaggi e tour operator, concessionari auto, istituti bancari, aziende per la fornitura di energia elettrica, gas e acqua, aziende di trasporto marittimo o aereo, aziende produttrici o distributrici di beni di largo consumo, federazioni nazionali e associazioni sportive. Spesso le coperture assicurative sono parte integrante di offerte commerciali che comprendono beni o servizi di natura non assicurativa (all inclusive) oppure sono distinte e abbinabili al bene o servizio principale.
L’obiettivo dell’Ivass è garantire che la diffusione di questi prodotti avvenga con modalità tali da non pregiudicare le esigenze di tutela dei consumatori che devono avere consapevolezza di ciò che acquistano e del relativo costo, per poter poi essere in grado di attivare la garanzia al verificarsi del sinistro.
Dall’indagine sono emerse «criticità che attengono alla conoscibilità delle garanzie, alle modalità di adesione e di scioglimento del contratto e alla chiara esplicitazione dei costi», sui quali l’Ivass sta predisponendo alcune linee di intervento.
I NUMERI – L’indagine ha riguardato 178 imprese (136 italiane), di cui 63 commercializzano prodotti assicurativi collegati a prodotti e servizi di natura non assicurativa. Tra le italiane, il 38% commercializzatali prodotti. I pacchetti sono riconducibili a due modelli alternativi: il 69% riguarda le coperture assicurative che sono parte integrante di offerte commerciali che comprendono beni e servizi di natura non assicurativa (in questo caso il prodotto assicurativo viene spesso presentato come un benefit, volto a valorizzare il prodotto principale, si tratta dell’offerta all inclusive). Il restante 31% concerne le coperture assicurative che sono distinte dal bene/servizio principale e a esso abbinabili. Tra i prodotti all inclusive la stragrande maggioranza (89,2%) prevede un’adesione automatica da parte del cliente.
Nella raccolta delle informazioni, Ivass ha scoperto che in relazione a due prodotti del settore viaggi, «l’adesione avviene mediante un meccanismo di opt out, consistente nel presentare al cliente garanzie assicurative pre-selezionate, gravando in tal modo quest’ultimo dell’onere di deselezione qualora non intenda acquistarle». È emerso, tuttavia, che tra i prodotti abbinabili al bene principale, oltre il 93% prevede, invece, un’adesione mediante consenso espresso del cliente. L’istituto di vigilanza ha accertato 6 casi in cui «l’adesione al contratto avviene in base al silenzio/assenso del contraente, modalità quest’ultima non compatibile con un prodotto autonomo rispetto al bene/servizio principale, con un costo indicato separatamente e sostenuto dall’assicurato».
CANALI DISTRIBUTIVI – Per quanto riguarda l’analisi del canale distributivo dei prodotti in questione, la prevalenza è del canale agenziale (56%), seguito dai broker (25%) e dagli sportelli bancari (17%). Nell’indagine, l’Ivass evidenzia, tuttavia, «che per questa tipologia di prodotti lo stesso soggetto in partnership con l’impresa di assicurazioni, contraente delle polizze collettive, rivolgendosi spesso a un bacino di utenza ampio e indifferenziato, svolge di fatto un ruolo attivo nel collocamento dei prodotti, anche nei casi in cui non sia egli stesso intermediario assicurativo (si pensi alle società che forniscono Gas, Energia Elettrica o Acqua o alle Agenzie di viaggio)». L’Ivass ricorda, inoltre, «che per tali attività, al ricorrere di certe condizioni, la normativa vigente in materia di intermediazione assicurativa non prevede obblighi di iscrizione nel Registro degli intermediari assicurativi; permangono tuttavia obblighi di comportamento e di informativa a favore del cliente». Un aspetto, questo, che certamente meriterebbe un approfondimento.
DURATA DEI PACCHETTI E COSTI – La durate delle coperture è nella maggioranza dei pacchetti allineata con la durata del contratto principale (72% dei casi), cioè venendo meno quest’ultimo cessa automaticamente anche la copertura assicurativa.
Il 9% dei pacchetti prevede un’apposita richiesta del cliente per l’esercizio del diritto di recesso in caso di cessazione del rapporto sottostante, ma sono stati ravvisati casi «in cui il recesso esplicito è richiesto pur in presenza di contratti ad adesione automatica; un’asimmetria di comportamento che appare pregiudizievole per il consumatore», fa notare Ivass.
Per quanto riguarda il costo dei pacchetti, il 61% presenta coperture assicurative il cui premio è inferiore ai 30 euro, mentre si attesta al 23% l’incidenza relativa a quelli con premi superiori ai 100 euro. I contenuti delle garanzie assicurative variano a seconda del settore e interessano vari rami (vedere tabella).
MODALITA’ DI ADESIONE E SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO – L’Ivass si è soffermato ovviamente sul tema della modalità di adesione e dello scioglimento del contratto. Nel primo caso, l’analisi ha evidenziato «la presenza di forme di silenzio-assenso dell’assicurato che, qualora non esprima una volontà contraria, si trova a essere vincolato da un contratto di assicurazione di cui è tenuto a pagare il relativo premio e di meccanismi di opt out, consistenti nel presentare una o più garanzie assicurative pre-selezionate al cliente, il quale in tal modo e gravato dell’onere di deselezionarle qualora non intenda acquistarle». L’Ivass fa notare che tanto il silenzio-assenso quanto i meccanismi di opt out sono esplicitamente vietati dalla normativa assicurativa vigente in tema di contratti a distanza.
Con riferimento alle modalità di recesso, si è osservato che in alcuni prodotti «è richiesto all’assicurato di recedere in modo esplicito dal contratto, sebbene l’adesione alla garanzia assicurativa avvenga in modo automatico, in conseguenza dell’acquisto del bene/servizio principale, ovvero in mancanza di una manifestazione di volontà contraria. È evidente l’asimmetria tra le modalità di ingresso in copertura rispetto a quelle di uscita, in virtù delle quali il consumatore, dopo essersi trovato automaticamente assicurato, continua a esserlo anche dopo l’estinzione del rapporto principale, qualora non esprima la volonti di recedere».
Le risultanze dell’indagine sono state trasmesse anche all’Antitrust, al Garante della Privacy e all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico per i profili di rispettiva competenza e per valutare l’opportunità di attivare azioni congiunte a tutela dei consumatori. L’indagine è stata trasmessa anche alle associazioni dei consumatori.
Fabio Sgroi
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