giovedì 02 Aprile 2026

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CREARE UN SISTEMA ASSICURATIVO PUBBLICO – PRIVATO: ANRA PRONTA A COLLABORARE CON ANIA

Con una nota diramata nei giorni scorsi, l’associazione nazionale dei risk manager e responsabili assicurazioni aziendali ha risposto all’invito di Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, sulla necessità di rafforzare resilienza e protezione su catastrofi naturali, rischio pandemico e sistema sanitario.

 

Carlo Cosimi

L’Associazione nazionale dei risk manager e responsabili assicurazioni aziendali (Anra) si dice «pronta» a collaborare con Ania per supportare il Governo italiano nella creazione di una struttura (ri)assicurativa mista pubblico-privata, «con l’obiettivo di aiutare le imprese a far fronte alle future crisi sanitarie e ad altri rischi ad alto impatto per l’Italia: la soluzione è infatti un sistema pubblico – privato, l’unico in grado di dare risposte soddisfacenti e su larga scala».

Con una nota diramata nei giorni scorsi, l’associazione ha così risposto all’invito di Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, sulla necessità di rafforzare resilienza e protezione su catastrofi naturali, rischio pandemico e sistema sanitario.

L’attuale crisi pandemica, ha evidenziato l’Anra, ha messo in luce, tra le altre cose, «la mancata preparazione di adeguati piani di gestione del rischio a tutti i livelli dell’organizzazione statale e regionale per affrontare una crisi sanitaria di tale entità. Ciò ha comportato non solo una significativa perdita di vite umane, ma anche notevoli danni finanziari al sistema economico del Paese».

Per Carlo Cosimi, vice presidente di Anra, «mentre sul primo fronte sarà necessario intervenire con un approccio diverso nella gestione della salute medica, sotto l’aspetto delle perdite finanziarie si può fare molto. In questo contesto, è estremamente importante l’invito di Ania a concordare una partnership assicurativa pubblico-privata per far fronte alle future perdite finanziarie legate a nuove crisi sanitarie. Come Anra, ovviamente, siamo pronti e disponibili a fornire il nostro contributo».

La necessità di uno schema pubblico – privato nasce da una fragilità strutturale del mercato assicurativo italiano, come spiega Cosimi, visto che in Italia non esiste da decenni un riassicuratore professionista o un riassicuratore statale come in Francia con la Caisse Centrale de Réassurance.

Il regime pubblico-privato, si legge nella nota di Anra, dovrebbe principalmente considerare quei rischi più strategici e sociali di natura catastrofica, che di solito non sono coperti dai soli assicuratori del mercato. Il riferimento è ai rischi Ndbi (Non damage business interruption) e di credito per le aziende, le coperture di responsabilità professionale di medici e infermieri, i rimborsi finanziari per i danni subiti da terremoti e alluvioni, quelli legati agli effetti del cambiamento climatico dal punto di vista gestionale e assicurativo.

«Questo sistema permetterebbe anche di correggere alcune distorsioni del mercato», ha aggiunto Cosimi. «Le grandi società multinazionali hanno resilienza al rischio, potere di negoziazione con gli assicuratori, capacità finanziaria superiore e strumenti di autoassicurazione del rischio che le piccole e medie imprese non hanno. Spesso in situazioni di crisi come questa abbiamo visto che sono le prime a soccombere. Un regime assicurativo pubblico-privato dovrebbe intervenire per ridurre questo divario». (fs)

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