LO SNA CONTRO IL DDL “CONCORRENZA”: NO A NUOVI OBBLIGHI PER L’INTERMEDIARIO

Il Sindacato nazionale agenti contesta l’obbligo da parte dell’intermediario assicurativo di presentare all’assicurato i preventivi Rc auto di compagnie non rappresentate e chiede un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.
  

Sna logo«Il Sindacato nazionale agenti esprime ferma contrarietà alle ipotesi, allo studio del Governo nel disegno di legge Concorrenza che dovrebbe approdare in Consiglio del Ministri il 20 febbraio prossimo, di introdurre ulteriori obblighi di informazione in capo agli intermediari assicurativi». È quanto si legge in una nota diramata dallo stesso sindacato presieduto da Claudio Demozzi.

«L’obbligo di informare il cliente sui premi Rc auto praticati da tutte le compagnie rappresentate dall’intermediario e, in aggiunta, su quelli praticati da due altre compagnie non rappresentate è un’assurdità che non trova riscontro in alcun settore professionale né commerciale e che costringerà gli intermediari assicurativi a un lavoro smisurato ed economicamente deficitario», sottolinea lo Sna. «Ancora una volta rileviamo che, nell’intento di garantire la trasparenza e l’informazione ai consumatori, il legislatore adotta norme che producono l’effetto diametralmente opposto a quello voluto», ha affermato Demozzi, precisando che «sarebbe sempre opportuno un confronto preventivo con chi rappresenta il mondo della distribuzione assicurativa e in questo senso il Sindacato nazionale agenti non ha mai fatto venir meno la propria disponibilità». Nei prossimi giorni lo Sna chiederà di essere sentito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Secondo il sindacato, in caso di approvazione, la norma «risulterebbe impossibile da applicare da parte di migliaia di agenzie, specie quelle di minori dimensioni».

Sul tema è intervenuto anche Tonino Rosato, presidente del comitato dei gruppi agenti aderenti a Sna: «È necessario che il diritto dei consumatori alla trasparenza e all’informazione sia garantito attraverso norme realmente coerenti con l’obiettivo che si pongono e non, ancora una volta, con il ricorso a un sovraccarico di adempimenti sulle spalle degli agenti di assicurazione che non ha altro effetto che quello di mettere a rischio il futuro di un settore già colpito da una grave crisi di redditività». (fs)

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