domenica 05 Aprile 2026

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RC AUTO FAMILIARE: IL GIUDIZIO DEGLI ATTUARI RESTA NEGATIVO ANCHE DOPO GLI ULTIMI CORRETTIVI

«Il sistema basato sulle classi di merito reso praticamente inutilizzabile come metodo di stima della rischiosità dell’assicurato», sostengono gli esperti di statistica, matematica applicata, probabilità, finanza e tecniche attuariali.  

Giampaolo Crenca

Si erano già pronunciati alla fine dell’anno scorso. Ora tornano alla carica. Sono gli attuari (esperti di statistica, matematica applicata, probabilità, finanza e tecniche attuariali) che tornano a criticare la normativa che riguarda la cosiddetta Rc auto familiare, un provvedimento «che rischia di compromettere ulteriormente la corretta gestione del bonus/malus come strumento tecnico di determinazione delle tariffe assicurative».

Il giudizio degli attuari resta negativo anche dopo gli ultimi correttivi contenuti nel Milleproroghe, quelli cioè legati all’emendamento (il numero 41) con cui, si legge in una nota dell’Ordine nazionale degli attuari e del consiglio nazionale degli attuari, «è stata data alle compagnie di assicurazione la possibilità di assegnare alla polizza per il veicolo di diversa tipologia che ha beneficiato dell’assegnazione della classe più favorevole, in caso di sinistro che abbia comportato un esborso superiore a 5.000 euro, una classe di merito superiore fino a 5 unità rispetto al malus “di base” previsto in caso di sinistro».

Secondo gli attuari questo emendamento rischia di essere «più dannoso che inutile», perché innanzitutto «crea un precedente rivoluzionario nel sistema bonus/malus, condizionando la penalizzazione del contratto non solo all’avvenimento del sinistro, ma anche al suo importo: novità assoluta in evidente contrasto e incoerenza tecnica con gli spostamenti tra classi di merito che sono costruite in funzione del solo numero dei sinistri; anche per evitare, se si fosse legati anche o soltanto all’importo, l’attesa dei tempi di liquidazione. Inoltre il metodo bonus/malus», ricordano ancora gli attuari, «non è un meccanismo premio/punizione, ma un metodo di stima della rischiosità dell’assicurato basato sull’osservazione della sua storia. Senza contare che in tutti i casi in cui vale la Card, convenzione tra gli assicuratori per il risarcimento diretto (circa l’80% dei sinistri), l’effettivo esborso pagato non è noto alla compagnia del responsabile, in quanto è quella che assicura il veicolo non colpevole che gestisce la liquidazione».

L’applicazione dell’extra malus a posteriori previsto dall’emendamento «comporterebbe quindi, per ogni sinistro provocato da un veicolo beneficiario della Rc auto famigliare, una onerosa, lunga e inevitabilmente confusionaria attività di verifica delle condizioni di applicabilità del “ravvedimento”, ovvero se l’importo del sinistro completamente definito supera o meno i 5.000 euro. Non è peraltro da escludere che, in assenza di una sostanziale modifica agli attuali meccanismi di comunicazione all’interno del sistema Card (che sarebbe comunque un ulteriore onere a carico del mercato e quindi di tutti gli assicurati), molte compagnie decidano a priori, se non obbligate, di non avvalersi di questa possibilità».

E ancora: «Le 5 classi sono state definite senza alcun supporto statistico/tecnico, senza considerare il fatto che anche con una penalizzazione di 5 classi i peggiori guidatori potrebbero potenzialmente e paradossalmente avere ancora un vantaggio, cioè ritrovarsi comunque in una classe migliore di quella che senza Rc auto familiare meriterebbero».

Gli attuari si chiedono anche perché «si sia voluto fare figli e figliastri, riservando questa sorta di restituzione del beneficio ricevuto in caso di cattivo comportamento ai soli casi in cui i benefici della Rc auto familiare vengono concessi per “veicoli di diversa tipologia”, e non anche a quelli, altrettanto suscettibili di verifica a posteriori, concessi per i veicoli di uguale tipologia».

L’Ordine degli attuari evidenzia come «non si sia ancora compreso ciò che la professione attuariale sottolinea e ribadisce da tempo: Il susseguirsi di norme totalmente “atecniche” che stanno interessando l’Rc auto, e, nello specifico, la gestione del bonus/malus», ha sottolineato Giampaolo Crenca, presidente del consiglio nazionale degli attuari, «stanno rendendo praticamente inutilizzabile una variabile che sarebbe invece fondamentale, se correttamente gestita, ai fini di una tariffazione coerente con i più basilari principi della tecnica attuariale. Per questo ribadiamo l’urgenza di istituire un tavolo tecnico ad hoc, da tempo richiesto, che sia allargato a tutti gli esperti del settore e che possa contare anche sull’expertise degli attuari».

Fabio Sgroi

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