RC AUTO “FAMIGLIA”: AL CORO DI NO SI AGGIUNGONO ANCHE GLI ATTUARI

6 Dicembre 2019

Secondo l’Ordine nazionale, la proposta di legge che consentirebbe a tutti i componenti di beneficiare della tariffa migliore esistente nel nucleo familiare «non avrebbe alcuna conseguenza sulla riduzione dei costi sostenuti dalle imprese di assicurazione e porterebbe a penalizzare chi oggi, con merito, paga meno e/o le famiglie con redditi più bassi (proprietarie di un unico veicolo)».

Un altro no alla normativa Rc auto contenuta nel Dl Fisco, che consentirebbe a tutti i componenti di una famiglia, anche in casi di rinnovo dei contratti e anche per veicoli di tipo diverso, motocicli compresi, di beneficiare della classe di merito bonus/malus più vantaggiosa esistente nella famiglia stessa. Stavolta è l’Ordine nazionale degli attuari a esprimere il dissenso.

«Questo ulteriore vincolo, che non avrebbe alcuna conseguenza sulla riduzione dei costi sostenuti dalle imprese di assicurazione, porterebbe a penalizzare chi oggi, con merito, paga meno e/o le famiglie con redditi più bassi (proprietarie di un unico veicolo)», dicono gli attuari, per i quali «i premi assicurativi, anche se relativi a coperture obbligatorie come nel caso della Rc auto, devono essere determinati con criteri “scientifici”, nel rispetto dei principi e delle regole della tecnica attuariale. Ciò con il primario obiettivo di garantire l’equità dei premi stessi, poiché a rischi più elevati devono corrispondere premi più alti, e viceversa».

Per l’Ordine degli attuari «tutti i provvedimenti legislativi che impongono “a prescindere” livelli di premi e/o di sconti per gruppi più o meno numerosi di assicurati contravvengono evidentemente a questo basilare principio. Non solo, contravvengono anche a all’altro principio, che dovrebbe essere ancora più ovvio, secondo cui il prezzo di ogni bene o servizio dipende innanzitutto dal suo costo, sia esso noto – perché già sostenuto come avviene nel tradizionale ciclo produttivo – oppure stimato, come avviene nell’attività assicurativa, in cui i ricavi precedono temporalmente i costi. Nell’assicurazione auto i costi sono costituiti essenzialmente dai risarcimenti per sinistri: soltanto il 21% del premio netto è infatti utilizzato per coprire altre voci di spesa».

Infine un riferimento su quello che potrebbe succedere qualora questa proposta venisse approvata definitivamente. «C’è da attendersi che le compagnie di assicurazione faranno in modo di recuperare i premi mancanti per riequilibrare il loro conto economico: o addebitandoli agli assicurati che non beneficiano di questa norma (tutte le famiglie con un solo veicolo a disposizione), oppure “spalmandoli” su tutti i contratti in maniera indifferenziata, quindi anche su quelli che hanno già raggiunto la miglior classe di bonus/malus per meriti propri. In entrambi i casi non potrà diminuire il premio medio complessivo, ma soltanto la sua distribuzione tra chi potrà beneficiare della norma (famiglie con molti veicoli di proprietà) e chi invece non potrà beneficiarne affatto. Se, come è presumibile, il numero di veicoli di proprietà del nucleo famigliare è direttamente correlato al reddito disponibile, la norma penalizzerà di fatto le famiglie con reddito più basso, cioè quelle che possono permettersi un unico veicolo; oltre a quelle per cui tutti i veicoli sono già nella miglior classe, cioè le famiglie che avrebbero effettivamente diritto a pagare di meno».

Fabio Sgroi

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