L’iniziativa è di Andrea de Bertoldi, senatore di Fratelli d’Italia,secondo il quale occorre migliorare la situazione attuale in ordine alla commercializzazione di qualsiasi bene e merce diversa dall’attività tipica bancaria, «che alimenta incertezze e confusione tra i clienti bancari, addirittura spesso ingannati dai messaggi pubblicitari, nonché da una palese asimmetria informativa».
L’attività svolta dalle banche? Il numero di prodotti commerciali, assicurativi e finanziari venduti è «evidentemente esagerato e fuori controllo», al punto che sarebbe necessario intraprendere iniziative normative «urgenti e necessarie», allo scopo di «migliorare la situazione attuale in ordine alla commercializzazione di qualsiasi bene e merce diversa dall’attività tipica bancaria, che alimenta incertezze e confusione tra i clienti bancari, addirittura spesso ingannati dai messaggi pubblicitari, nonché da una palese asimmetria informativa».
Andrea de Bertoldi (nella foto), senatore di Fratelli d’Italia, dopo aver presentato qualche settimana fa un disegno di legge sulla figura dell’agente assicurativo solleva un’altra questione, quella relativa alla vendita di prodotti da parte delle banche che esulano da quella che è l’attività tipica delle stesse.
Per questo ha presentato lo scorso 4 dicembre in Senato una interrogazione a risposta scritta all’indirizzo del Ministro dell’economia e delle finanze.
De Bertoldi fa una lunga premessa. «Le vicende degli ultimi anni delineano un quadro orientato ad un necessario ritorno alla specializzazione bancaria, ovvero alla limitazione per gli istituti di credito per le sole attività tradizionali, escludendo di fatto la compravendita di beni e servizi, tra i quali si ricordano: le polizze assicurative, gli apparecchi elettronici, i viaggi, i servizi di argenteria e addirittura i diamanti», scrive.
De Bertoldi ricorda «che istituti di credito di primario interesse, quali Intesa San Paolo, Banca popolare di Milano, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit e Intermarket Diamond Business SpA – Idb e Intermediazioni Srl Private Investment – DPI, sono stati multati, per aver venduto pietre preziose senza informare i clienti sui rischi reali, come peraltro confermato di recente dal Tar del Lazio, che ha stabilito come le pratiche commerciali scorrette nella vendita di diamanti, anche attraverso gli sportelli bancari, rappresentano una vera e propria modalità di vendita gravemente ingannevole ed omissiva; la trasmissione televisiva: “Report”, a ottobre 2018, intervenendo sull’argomento, ha, a tal fine, rilevato che agli sportelli bancari, al cliente (non essendo a conoscenza delle effettive intenzioni del funzionario incaricato) vengono vendute pietre preziose (proposte come bene rifugio) almeno al doppio del valore di mercato, applicando commissioni bancarie in uscita elevatissime».

De Bertoldi rileva, inoltre, che «anche ulteriori prodotti, ad esempio le polizze vita del ramo assicurativo, che non rientrano tradizionalmente tra quelli bancari, sono venduti da parte degli istituti di credito, in abbinamento spesso alla concessione di finanziamento, determinando evidenti complicazioni e distorsioni nel mercato specifico assicurativo, i cui effetti danneggiano pesantemente l’intero settore, in relazione ai profili di criticità, quali ad esempio il potenziale conflitto fra l’interesse dell’intermediario alla sottoscrizione della polizza e quello del risparmiatore a dotarsi di una copertura assicurativa efficiente e rispondente alle proprie esigenze; l’accordo siglato di recente tra Itas e Cassa centrale banca in merito alla distribuzione su tutto il territorio regionale del Trentino-Alto Adige delle polizze vita da parte del partner assicurativo, conferma un crescendo di incertezze sul fenomeno esposto, nonché la necessità di rapidi interventi normativi, volti a definire un nuovo quadro regolatorio più chiaro, efficiente e meno distorsivo dal punto di vista competitivo, tra il settore assicurativo (o addirittura legato alla vendita di gioielli e altro) e quello bancario».
De Bertoldi ha chiesto di sapere quali orientamenti il Ministro dell’economia e delle finanze «intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa» e «se condivida le criticità in precedenza richiamate in relazione all’attività bancaria attualmente esistente, per la vendita di un numero di prodotti commerciali, assicurativi e finanziari, evidentemente esagerato e fuori controllo; in caso affermativo, quali iniziative normative urgenti e necessarie, di competenza, intenda intraprendere, al fine di migliorare la situazione attuale in ordine alla commercializzazione di qualsiasi bene e merce diversa dall’attività tipica bancaria, che come si è dimostrato, alimenta incertezze e confusione tra i clienti bancari, addirittura spesso ingannati dai messaggi pubblicitari, nonché da una palese asimmetria informativa».
Fabio Sgroi
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