sabato 30 Maggio 2026

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DEMOZZI SULLO STATO ATTUALE DELLE AGENZIE: «E’ UNA CRISI DI REDDITIVITA’ SENZA PRECEDENTI»

I numeri contenuti nella relazione letta dal presidente dello Sna all’ultimo Comitato Centrale di Ferno sono impietosi.
 

Demozzi Claudio«Ci troviamo di fronte a una crisi di redditività senza precedenti. La contrazione del segmento intermediato prevalentemente dagli agenti e lo sviluppo della raccolta vita, appannaggio quasi esclusivo delle reti bancarie e postali, provoca un ridimensionamento dei nostri portafogli, una riduzione dei nostri ricavi provvigionali e un conseguente inevitabile impoverimento dei nostri bilanci». È impietosa l’analisi sullo stato attuale delle agenzie contenuta nella relazione che Claudio Demozzi (nella foto), presidente del Sindacato nazionale agenti, ha letto all’ultimo Comitato Centrale che si è tenuto a Ferno mercoledì scorso.

In una situazione del genere, ha proseguito Demozzi, «non disponiamo certo di risorse in surplus da reinvestire nelle nostre aziende-agenzie. Molti di noi, troppi, agenti preparati e volonterosi si trovano costretti a ricorrere al credito bancario per liquidare le tredicesime alle proprie impiegate. Troppi agenti non accantonano il Tfr del proprio personale, non per cattiva volontà, ma per carenza della liquidità necessaria. Troppe agenzie, in alcune delle quali sono stato di persona, sopravvivono grazie alla disponibilità di alcuni dipendenti ad accettare dilazioni nel pagamento della retribuzione, o grazie all’intraprendenza di qualche impiegato che si rende disponibile a trasformare il proprio rapporto di lavoro subordinato in un anomalo rapporto contrattuale “a partita Iva”».

E poi ancora una disamina sui numeri, anche questi preoccupanti. «In questi sei anni, gli intermediari-agenti (persone fisiche) iscritti alla sezione A del Rui (operativi più inoperativi) sono scesi da 30.118 del 28 marzo 2008 a 26.331 del 31 dicembre 2013 (dato Ivass); nel solo anno 2013 a fronte di 467 iscrizioni alla sezione A del Rui si sono registrate ben 992 cancellazioni. Negli ultimi cinque anni, il numero degli agenti operativi è sceso a poco più di 18.000 e quello delle agenzie operative con mandato a circa 13.000».

Dati che si aggiungono a quelli legati alle operazioni di fusione e concentrazione. «Il numero delle imprese assicurative nazionali si è ridotto a sua volta, da 163 nel 2008 a 131 nel 2013», ha ricordato il presidente dello Sna. «Nel corso dell’ultimo anno, 6 imprese hanno cessato l’esercizio dell’attività a seguito di fusione per incorporazione, di cui 3 a decorrere da gennaio 2014, mentre è stata rilasciata una sola nuova autorizzazione. Alla stessa data, operavano sul territorio italiano anche diverse imprese con sede legale in un altro Stato Ue o in Stati appartenenti allo spazio economico europeo (See). Nello specifico: 93 rappresentanze di imprese con sede legale in altro Stato Ue e 979 imprese con sede in altro Paese Ue o See ammesse ad operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi. Questo fenomeno, ormai cronico, ridimensiona ulteriormente gli spazi di crescita e le ambizioni di sviluppo degli agenti italiani, almeno fino a quando non sarà rimosso il divieto posto a dette imprese di intrattenere rapporti agenziali in Italia. Come noto, a tali numerose imprese straniere è permesso operare in Italia esclusivamente in forma diretta o per il tramite di broker».

Un quadro per le agenzie di assicurazione italiane che, per il presidente dello Sna, stride con quello delle compagnie, per le quali «il mercato continua a crescere a ritmi mai sperimentati prima, superiori alle più rosee previsioni».

 

Fabio Sgroi

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