sabato 30 Maggio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

AGENTI: IL GRADO DI RAPPRESENTATIVITA’ SECONDO ANAPA

Prendendo spunto da una precisa richiesta che il Mise ha avanzato alle rappresentanze degli agenti, Antonello Galdi, consulente generale di Anapa, interviene su un tema molto dibattuto e che alimenta la guerra dei numeri e del peso delle tre associazioni di categoria.
 

Antonello GaldiQuanti iscritti annoverano Sna, Anapa e Unapass? Le risposte si sprecano e non sono pochi i tentativi (a volte maldestri) di “gonfiare” i numeri alla ricerca di giustificare l’esistenza, il peso e quindi la propria presenza nei tavoli che contano. Del resto qualcuno sostiene che  i numeri hanno una valenza relativa e che contano di più le idee. Eppure si tende sempre a fare riferimento al “numero degli iscritti”. Una cosa è certa: i due/terzi degli agenti non sono iscritti ad alcuna organizzazione. E ciò deve fare riflettere l’intera categoria, iscritti e non.

Antonello Galdi (nella foto), attuale consulente generale di Anapa ed ex direttore dello Sna, nel suo ultimo editoriale affronta proprio questo argomento, analizzando il grado di rappresentatività delle tre associazioni degli agenti. Un tema importante, che per certi versi sta animando il dibattito non solo attorno al Contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti di agenzia, ma anche al Fondo pensione agenti. tuttointermediari.it riporta alcuni passaggi.

Galdi fa riferimento alla recente richiesta da parte del Ministero dello Sviluppo Economico che, nell’ambito della procedura per il rinnovo della composizione del comitato Fondo vittime della strada, ha invitato le associazioni degli intermediari a comunicare i dati del proprio grado di rappresentatività (numero iscritti, organizzazione territoriale, sottoscrizione contratti collettivi, assistenza agli iscritti, formazione e altro).

«A patto di non dichiarare il falso in un atto che essendo destinato a un ministero è pubblico, Anapa ha comunicato i suoi 1.800 iscritti (per l’esattezza 1.813), tutti agenti di assicurazione professionisti attivi, rappresentativi di medie e grandi agenzie delle più importanti compagnie del mercato, con premi intermediati stimati per circa di 8 miliardi di euro», scrive Galdi nel suo editoriale. «Unapass, secondo quanto riferitoci, avrebbe dichiarato 1.436 iscritti, con premi intermediati stimati di circa 5 miliardi di euro, mentre non è dato sapere nulla da parte di Sna. Tuttavia dal bilancio 2013, approvato dal Comitato Centrale, si evince che il numero di iscritti paganti è stato di 6.219 unità. In costante calo da alcuni anni, per la verità. Volendo utilizzare questo dato e sommando gli iscritti alle tre sigle emerge la prima incongruenza per chi dichiara, alla stampa e alle istituzioni, di rappresentare il 95% degli agenti. Infatti, la percentuale degli iscritti Sna sul totale degli iscritti alle tre sigle è del 65% (ben al di sotto dello sbandierato 95%). Il grado di rappresentatività si assottiglia ancora di più se proiettiamo questi dati sul totale degli agenti iscritti al Rui che al 31 dicembre 2013 sono 26.331 persone fisiche (Fonte Ivass)».

Galdi sostiene che «lo Sna avrebbe un’incidenza del 23,6%, Anapa del 6,8% e Unapass del 5,4%. Nel complesso le tre associazioni rappresentano poco più del 35% degli agenti iscritti al Rui, ragion per cui nessuna delle tre può definirsi maggioritaria. Se il numero degli iscritti non è puramente rappresentativo», conclude Galdi, «andrebbero presi in considerazione altri parametri, quali per esempio: il numero degli agenti operativi iscritti rispetto a chi associa anche gli iscritti alla sezione E del Rui e, di recente, anche gli agenti in quiescenza (e quindi non più in attività); la dimensione dell’agenzia, compresi il numero dei dipendenti, che distingue una vera e propria impresa da chi gestisce l’attività a livello familiare; il volume dei premi intermediati che ha una diversa incidenza sulla raccolta premi nazionale, e così via».

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IN COPERTINA