L’Ivass richiama le compagnie che per la determinazione del premio tengono conto della nazionalità di nascita dell’assicurato. Per l’istituto di vigilanza si tratta di una discriminazione.
«Alcune imprese adottano, quale criterio per la determinazione del premio Rc auto, quello della nazionalità di nascita del soggetto assicurato, applicando, a parità di ogni altro elemento oggettivo e soggettivo, una maggiorazione tariffaria ai soggetti nati in alcuni Paesi europei ed extraeuropei». È quanto ha segnalato l’Ivass in una nota indirizzata alle compagnie che esercitano la Rc auto. Per l’istituto di vigilanza questa prassi rappresenta «un elevato contenuto discriminatorio».
L’Ivass ha richiamato il contenuto della Raccomandazione generale del 31 gennaio 2012 adottata dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in materia di tariffe differenziate per nazionalità delle polizze Rc auto, dove «si esprime la necessità che le imprese di assicurazione consentano la stipula dei contratti per la Rc auto, applicando ai contraenti che non abbiano la cittadinanza italiana le medesime tariffe previste, a parità di condizioni, per i cittadini italiani e, comunque, tariffe svincolate dalla cittadinanza dei richiedenti».
L’Ivass ha pertanto richiamato le imprese «a riconsiderare tale criterio di determinazione del premio, ponendo in essere ogni attività che si renda necessaria dal punto di vista organizzativo e operativo affinché i preventivi elaborati e i contratti del ramo Rc auto non tengano in considerazione il Paese di nascita dell’assicurato». (fs)
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