4 giugno 2018 20:25

FRODI ASSICURATIVE: ANIA E PROCURE INSIEME PER UN CONTRASTO A TUTTO CAMPO


Quello sottoscritto con la Procura di Bari è il terzo protocollo di intesa finalizzato a favorire la cooperazione fra pubblico e privato. Treffiletti: «Vogliamo utilizzare al meglio gli strumenti che abbiamo a disposizione  per fare emergere i reati di associazione per delinquere». Il protocollo non riguarda il contrasto alle frodi solo nella Rc auto, ma anche negli altri rami.

 

Massimo Treffiletti

Siamo a quota tre. È il numero dei protocolli di intesa sottoscritti dall’Ania con altrettante Procure per intensificare la lotta alle frodi assicurative. Il primo accordo è stato siglato a maggio dell’anno scorso con la procura di Napoli, seguito da quello con la Procura di Catania (che interessa anche Caltagirone e Siracusa) a dicembre scorso. Infine, il protocollo di intesa sottoscritto lo scorso 25 maggio con la procura di Bari in quel di Lecce, in occasione del convegno organizzato da Claim Expert proprio sulle frodi assicurative.

La firma, apposta da Massimo Treffiletti, dirigente responsabile servizio Card accordi associativi antifrode di Ania, e da Alessio Coccioli, procuratore aggiunto a Bari, è arrivata proprio durante il convegno, poco prima della tavola rotonda del pomeriggio, davanti all’Ivass, ai rappresentanti antifrode di molte compagnie e agli addetti ai lavori che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con la tematica frodi.

«Questo protocollo», ha spiegato Treffiletti, «ha lo scopo di favorire la cooperazione fra pubblico e privato, cercando di utilizzare al meglio gli strumenti che abbiamo a disposizione  per fare emergere i reati di associazione per delinquere finalizzati alla frode assicurativa. Non è un accordo per la gestione della singola querela, ma vuole facilitare il rapporto fra le compagnie assicurative e le Procure per vedere con la lente di ingrandimento i fenomeni particolarmente gravi, mettendo a disposizione della Procura un sistema di individuazione più semplice e fornendo l’elenco dei responsabili antifrode delle compagnie. In questo modo, per qualsiasi esigenza, il contatto è più diretto. Il ruolo di Ania? L’associazione può fungere da collettore fra le compagnie».

Alessio Coccioli, procuratore aggiunto a Bari (a sinistra), e Massimo Treffiletti, di Ania, firmano il protocollo di intesa

Treffiletti ha ricordato come l’attività antifrode delle compagnie arrivi fino a un certo punto. «Noi ci impegniamo a presentare pratiche già istruite, però poi, da un certo punto in avanti, ci sono azioni che vengono delegate all’autorità giudiziaria», ha detto. «Mi auguro che questi protocolli di intesa con le Procure locali siano i primi passi per arrivare poi a un quadro di cooperazione più generale anche a livello nazionale». Intanto l’obiettivo, a stretto giro, è quello di «estendere questi protocolli di intesa anche ad altre regioni, raccogliendo le adesioni delle compagnie che intendono partecipare. Questo protocollo», ha sottolineato Treffiletti, «non riguarda solo la Rc auto, ma guarda a 360 gradi le frodi assicurative in tutti i possibili rami».

Il procuratore Coccioli ha ricordato come la criminalità organizzata spesso utilizzi le frodi assicurative anche a livelli abbastanza estesi, «come bancomat immediato che dà la possibilità di un guadagno semplice e a basso rischio».

Per questo la sottoscrizione di un protocollo di intesa «risponde a una necessità fondamentale della Procura e cioè di avere un rapporto continuativo con la polizia giudiziaria, ma anche con le compagnie assicurative perché la rappresentazione dei fatti contenuta in una querela spesso non è sufficiente allo svolgimento dell’attività investigativa e ad assumere determinazioni utili  all’esercizio dell’azione penale».

Il protocollo di intesa, quindi, permette di «creare una rete  continuativa di informazioni tra l’autorità giudiziaria  e la compagnia assicurativa che espone querela, consentendo attraverso l’uso di banche dati di svolgere con una azione maggiormente incisiva  l’attività investigativa della procura. La possibilità prevista di un utilizzo di banche dati Ivass sarà un formidabile strumento investigativo, che crea una rete fondamentale e utile per affrontare in modo più sistematico e più appropriato il problema frodi», ha concluso Coccioli.

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA