Ancora una volta un ex presidente di uno dei gruppi agenti costituenti la cosiddetta Tripla A esce allo scoperto sollevando dubbi sul neo confermato numero uno dell’associazione. Sotto tiro il mancato raggiungimento del quorum che avrebbe dovuto dare il lasciapassare per modificare lo statuto del gruppo.

Una lettera aperta. Inviata al diretto interessato (Umberto D’Andrea, confermato presidente dell’Associazione Agenti Allianz). E a parlare è ancora una volta un ex presidente di gruppo, Pasquale Laera, che ha fatto parte della storia degli intermediari Allianz, o meglio del Gruppo agenti Lloyd Adriatico (uno dei tre gruppi agenti che ha dato vita a febbraio 2014 alla cosiddetta Tripla A).
Una lettera attraverso la quale viene criticato l’operato di D’Andrea e alcune dinamiche dell’ultima assemblea elettiva di Torino della rappresentanza agenziale. In particolare il mancato raggiungimento del quorum che avrebbe dovuto consentire le votazioni relative alla modifica dello statuto.
Laera, in sostanza, trae spunto da una circolare inviata da D’Andrea lo scorso 29 marzo agli iscritti, con cui lo stesso presidente ha fatto il punto dopo i lavori di Torino. Una circolare che, a detta di Laera, «lascia francamente esterrefatti». E poi subito attacca: «Già il fatto di esserti ricandidato alla carica di presidente (dice rivolgendosi, nella lettera aperta, a D’Andrea, ndr), dopo un triennio che appare sbiadito dalla pochezza di risultati, dalla mancanza assoluta di un qualche progetto, dalla totale assenza di approfondimenti sui tanti incombenti problemi interni alla “Categoria” e agli Agenti di Allianz, indica l’incapacità di fare autovalutazioni oggettive sul proprio operato».
Laera va dritto ad alcuni passaggi della circolare: «Scrivi e lamenti “il rammarico per non aver raggiunto il quorum di presenze indispensabile per l’Assemblea straordinaria” che avrebbe dovuto approvare le modifiche statutarie. Ti dichiari amareggiato dalle troppe assenze e additi i colleghi che “non hanno sentito neanche il bisogno di compilare, firmare ed inoltrare la delega”. Ma poi annunci trionfalmente “l’esito delle votazioni che ha attribuito un ampio riconoscimento”». In sostanza, per Laera «la contraddizione è evidente a quanti sono rimasti a casa, a quanti si sono allontanati dall’Associazione, a quanti sono stati allontanati dall’Associazione, a quanti leggono l’acclarata scarsa credibilità di una conduzione che non trova più interlocutori nemmeno in Allianz». Laera conclude: «quelli assenti non sono “incuranti della partecipazione”, semplicemente non si sentono rappresentati da questa AAA».

LA CIRCOLARE DI D’ANDREA – Nella circolare inviata agli iscritti, pochi giorni dopo l’assemblea di Torino, il presidente della Tripla A, dopo aver sottolineato la «splendida location e l’organizzazione impeccabile», oltre al «grande lavoro portato avanti dalla commissione comunicazione», dalle collaboratrici ed elogiato i contenuti del congresso che «sono stati di grande livello», in effetti ha dedicato un passaggio al mancato raggiungimento del quorum per poter modificare lo statuto.
«Resta il rammarico», ha evidenziato D’Andrea, «per non aver raggiunto il quorum di presenze indispensabile per realizzare quell’Assemblea straordinaria nella quale si potevano approvare le modifiche statutarie. Siamo amareggiati e lo abbiamo chiaramente manifestato dal palco. Troppe le assenze per poterle giustificare con qualche défaillance nei meccanismi di registrazione. Sarà anche in crisi l’associazionismo, ma non possiamo non sottolineare che tanti colleghi non hanno sentito neanche il bisogno di compilare, firmare ed inoltrare la delega al proprio rappresentante regionale. Le attività dell’Associazione, economiche, di business, di tutela, vanno a beneficio di tutti, anche di quelli assenti che, fatti salvi oggettivi impedimenti, sono interessati ai risultati e incuranti della partecipazione. Lungi da noi l’idea di fare reprimende, anzi riteniamo una priorità capirne i motivi ed avviare una strutturata attività di riavvicinamento e coinvolgimento del maggior numero di Associati».
E sull’esito delle votazioni (il responso delle urne è stato questo: le schede scrutinate sono state 577, di cui nulle 21, bianche 65, voti di lista 489), D’Andrea ha scritto: «ci ha attribuito un ampio riconoscimento; siamo consapevoli che tale significativo risultato ci carica di responsabilità, ma siamo pronti, da subito, a pianificare quelle attività che ci auguriamo producano risultati in linea con le aspettative di ognuno degli iscritti».
I MUGUGNI DEL PASSATO – Non è la prima volta che ex presidenti dei gruppi agenti dell’orbita Allianz criticano la gestione di D’Andrea. A febbraio del 2016 era stata la volta dei tre past president dell’Associazione Agenti Allianz (Massimo Gabrielli, ex presidente del Gruppo nazionale agenti Allianz Subalpina, Tonino Rosato, ex presidente dell’Unione Italiana Agenti Ras e Giovanni Trotta, ex presidente del Gruppo agenti Lloyd Adriatico), che avevano inviato una lettera ai vertici dell’Associazione (allora D’Andrea era al primo mandato) con la quale avevano lanciato un grido di allarme, con riferimento proprio alla linea adottata dai vertici.
Fabio Sgroi
© RIPRODUZIONE RISERVATA










