20 febbraio 2018 10:50

AGENTI DI ASSICURAZIONE: LO SNA DICHIARA LO STATO DI AGITAZIONE DELLA CATEGORIA


Il Sindacato nazionale agenti contro le ultime modifiche apportate dal Consiglio dei Ministri relative allo schema di decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva Ue 2016/97. In particolare non piacciono la modifica dell’attuale sistema di pagamento dei premi e dell’impianto sanzionatorio. Il presidente Demozzi: «Se non ci sarà un passo indietro ricorreremo a ogni strumento di lotta sindacale, inclusa qualsiasi forma lecita di disobbedienza civile».

Il Sindacato nazionale agenti è sul piede di guerra. Il motivo? Lo schema di decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva Ue 2016/97 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 gennaio 2016 sulla distribuzione assicurativa approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 febbraio scorso.

Al sindacato presieduto da Claudio Demozzi, che già nei giorni scorsi aveva manifestato una certa preoccupazione, non piace in particolare non solo la modifica dell’attuale sistema di pagamento dei premi (prevede la rimessa diretta in capo all’impresa), ma anche quella relativa all’impianto sanzionatorio.

Nella giornata di ieri, lo Sna ha inviato una nota ufficiale (a firma del presidente Demozzi) a Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio dei Ministri, a Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, a Mario Fiorentino, direttore generale per il mercato, la concorrenza il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del Mise, a Salvatore Rossi, presidente dell’Ivass e, fra gli altri, all’Antitrust.

Lo Sna ha definito questo schema «un atto di ostilità nei confronti della categoria» e per questo ha ribadito, nella lettera,  «l’intollerabilità delle devastanti disposizioni inserite nello schema in oggetto in materia di a) “conto separato” (articolo 19 che introduce il comma 1 bis dell’articolo 117 del Codice delle Assicurazioni); b) “sanzioni amministrative pecuniarie” (articolo 43 che introduce l’articolo 308 bis e articolo 54 che reca nuovo testo dell’articolo 324 del Codice delle Assicurazioni)».

I 20.000 agenti italiani, i 200.000 collaboratori, subagenti e produttori degli agenti assicurativi, nonché gli oltre 30.000 dipendenti delle agenzie «risultano a rischio di non poter più continuare la propria attività lavorativa, qualora le dette disposizioni dello schema non vengano immediatamente eliminate e/o emendate», ha sottolineato Demozzi.

Il Sindacato nazionale agenti, nella missiva, rileva ancora che l’articolo 19 che introduce il comma 1 bis dell’articolo 117, «risulta chiaramente viziato da eccesso di delega e contrasta in modo palese con l’articolo 10 punto 6 della Direttiva UE 2016/97; che i nuovi limiti delle sanzioni amministrative, introdotte con gli articoli 43 e 54, non differenziano gli intermediari dalle imprese assicuratrici, attribuendo illogicamente a tali soggetti uguale capacità finanziaria e violando espressamente il principio di proporzionalità e tollerabilità delle sanzioni pecuniarie introdotto dalla Direttiva UE 2016 /97; che risulta inaccettabile e persino incomprensibile che norme così decisive per gli agenti assicurativi siano state predisposte senza tenere in alcun conto i rilievi e le proposte formulate dagli agenti stessi; che risulta altrettanto incomprensibile che pur avendo termine sino a luglio 2018, lo Stato italiano, debba oggi concludere il suo iter normativo, con un provvedimento frettoloso ed in spregio degli interessi vitali degli intermediari assicurativi, destinatari principali della Direttiva Europea».

Lo Sna ha quindi dichiarato lo stato di agitazione della categoria degli agenti assicurativi. Se non saranno apportate le modifiche richieste, il sindacato «ricorrerà a ogni strumento di lotta sindacale, inclusa qualsiasi forma lecita di disobbedienza civile».

Quella di ieri segue altre due lettere inviate nei giorni scorsi dallo Sna: il 15 febbraio  ai rappresentanti del consiglio dei Ministri, del Mise, dell’Antitrust e dell’Ivass, e il 16 febbraio alle commissioni parlamentari per le Attività produttive e per gli Affari Costituzionali.

Fabio Sgroi

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