In una nota indirizzata agli iscritti, il presidente di Anapa mostra tutto il suo malcontento e dice: «La nostra categoria ha perso la propria identità…».
«Nella sua lunga trattazione, il presidente dell’Ivass, Salvatore Rossi, non ha dedicato nessuna parola agli intermediari di assicurazione. Sono deluso». Vincenzo Cirasola (nella foto), presidente di Anapa, presente a Roma all’assemblea annuale dell’organo di vigilanza, non si nasconde e in una nota esprime tutto il suo malcontento. Che futuro ci aspetta? Non c’è forse più spazio per gli intermediari assicurativi?
«Sentiamo parlare solo di banche e assicurazioni», afferma Cirasola, «e quindi è lecito domandarsi cosa accadrà agli agenti con la creazione dell’Oria? Ci troveremo di fronte a un nuovo Oam (l’organismo che riunisce i mediatori del credito)? A un duplicato di quell’ organismo? Di sicuro una constatazione possiamo farla. La nostra categoria ha perso la propria identità. E oggi abbiamo avuto la conferma di un presagio che sentivamo da tempo. A questo si aggiunga che saremo, dopo l’eliminazione del Rui e la creazione dell’Oria, maggiormente responsabili anche nei confronti dei subagenti, il cui operato ricadrà sotto la nostra responsabilità con le nuove sezioni di Oria (tre e non più cinque come il Rui)».
Per Cirasola una delle strade da percorrere è quella di «lavorare in concerto con le altre associazioni di categoria, di agenti e broker, per chiedere al Mise di recepire le nostre istanze comuni, evitando di creare ulteriori danni e aggravi di responsabilità agli intermediari».
Cirasola si sofferma poi su un altro tema, quello della concentrazione nel mercato assicurativo. «Rossi ha detto testualmente: “Sappiamo già che il mercato Rc auto in Italia è relativamente concentrato, con i primi cinque gruppi che ne detengono circa il 70%. Tanto per avere un riferimento, i primi cinque gruppi bancari detengono meno di metà del loro mercato”. Mi sembra di poter affermare senza essere tacciato di miopia che tale affermazione sconfessa l’esito e le intenzioni dell’Antitrust, il cui presidente Pitruzzella era presente in platea, che si illude di voler aprire il mercato della Rc auto rimuovendo gli ostacoli al plurimandato», afferma Cirasola. «Ma se i gruppi sono solo cinque e tra loro non concedono mandati in plurimandato (rientra nella loro libertà farlo, visto che non vige una legge che impone il plurimandato obbligatorio), come è possibile che si diffonda il plurimandato nella Rc auto? Ancora una volta credo che prevalga la demagogia e il populismo, anche da parte delle istituzioni».
Fabio Sgroi










