mercoledì 29 Aprile 2026

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GENERALI ITALIA PUNTA SULL’OFFERTA IBRIDA E SI AFFIDA ALLA RETE AGENZIALE

Presentata ieri alla stampa la strategia della compagnia nel vita. Il Leone, che sta registrando risultati di raccolta positivi e superiori al mercato (in contrazione), fa leva sugli agenti per commercializzare le ultime tre soluzioni che hanno completato il catalogo dei prodotti ibridi di investimento.
  

Una strategia sempre più orientata verso i prodotti ibridi nell’ambito di un andamento della compagnia che è opposto rispetto a quanto sta facendo registrare il mercato. Nella giornata di ieri, in occasione della terza tappa del RoadShow Generali 2017, Giancarlo Bosser, chief life & employee benefits officer di Generali Italia, e Stefano Gentili, chief marketing & distribution officer di Generali Italia, hanno incontrato la stampa per fare il punto sulla strategia che la compagnia sta adottando per quanto concerne il business vita. (Nella foto a lato, da sinistra, Gentili e Bosser)

Un settore nel quale il Leone sta raccogliendo risultati positivi. «Mentre il business vita dal 2015 è entrato in un periodo di flessione facendo registrare una contrazione dei premi complessivamente pari a -10% (2015-2016), Generali Italia nello stesso periodo è riuscita a crescere del 2%, nonostante l’andamento di mercato», ha esordito Bosser.

Una performance che «è parzialmente spiegabile grazie alla performance del canale agenti (+0,2%) che non ha sofferto come gli altri canali principali, che hanno registrato una flessione a doppia cifra. Il confronto negli ultimi tre anni (2014-2016) evidenzia che Generali Italia overperforma rispetto al mercato con crescita del 2,6% contro un calo del -3,1%».

L’OFFERTA IBRIDA – L’offerta del Leone, negli ultimi tempi, si sta sempre più concentrando verso l’offerta cosiddetta “ibrida” anche se, ha precisato Gentili, «la nostra politica è quella comunque di non chiudere i prodotti precedenti (gestioni separate, ndr). Manterremo a catalogo entrambe le soluzioni».

Secondo i numeri resi noti da Bosser, «la produzione netta totale a giugno scorso è stata di circa 2,5 miliardi di euro. Se guardiamo al retail, la produzione è stata pari a 2,14 miliardi di euro di cui 1,35 miliardi in prodotti ibridi». In pratica a giugno di quest’anno, oltre il 60% della raccolta totale è riconducibile all’offerta ibrida, rispetto 31% dello stesso periodo del 2016».  In questi primi sei mesi dell’anno, alla crescita del comparto ha contribuito significativamente il nuovo prodotto multiramo GeneraEquilibrio.

Lanciato nel febbraio scorso, è stato il primo di una nuova generazione di prodotti ibridi, a cui si è aggiunto anche GeneraValore. In particolare, GeneraEquilibrio nei primi 6 mesi di vita (fino cioè ad agosto scorso) è stato scelto da più di 24.000 clienti e ha raccolto premi per oltre 789 milioni di euro (dato nuova produzione lorda), rappresentando quasi il 30% dell’intera produzione. La rete agenziale, dunque, ha risposto bene. «Certo si può fare di più», ha detto Gentili, «ma non posso dire che una crescita nel comparto ibridi non sia soddisfacente. Diciamo che sicuramente la risposta della rete agenziale è stata eccezionalmente veloce e molto più alta delle aspettative».

«In meno di sei mesi abbiamo immesso sul mercato tre prodotti a premio unico, completando la gamma di prodotti di investimento. Continueremo invece ad arricchire l’offerta con prodotti risparmio e previdenziali», ha detto Bosser. «GeneraValore, infatti, completa la gamma di offerta di Generali nei prodotti ibridi di investimento che nell’ultimo periodo si è arricchita con il lancio di un Pir (Genera Crescita, ndr) e, appunto, di GeneraEquilibrio che combina anch’essa la destinazione verso la gestione separata Gesav con altre linee di investimento, con un livello inferiore di volatilità attesa».

Ma quale è la ragione della trasformazione verso la produzione ibrida? «Sta nelle modifiche della regolamentazione (Solvency II) relative all’assorbimento di capitale regolamentare sui singoli tipi di polizze», ha risposto Bosser. «Verso la stessa trasformazione spinge anche il contesto macro economico in cui il perdurante clima di bassi tassi di interesse non favorisce più il collocamento di polizze tradizionali di ramo I i cui rendimenti, benché superiori a quelli dei titoli di stato di eguale durata, vedono ridursi progressivamente le performance».

L’obiettivo che si è dato Generali Italia, in sostanza, è chiaro: completare il passaggio al catalogo ibrido entro fine 2018. Come sta rispondendo la rete agenziale? «I dati ci stanno dimostrando che questa evoluzione del percorso del catalogo è stato ben assorbito dalla rete», ha affermato Bosser.

IL PERCHE’ DI GENERAVALORE – L’incontro presso lo Sheraton Hotel Milano Malpensa è stato anche l’occasione per presentare alla stampa (e anche alla rete agenziale) la nuova soluzione di investimento assicurativa GeneraValore, lanciata in collaborazione con Banca Generali.

«L’obiettivo della nuova polizza», ha spiegato Bosser, «è coniugare la ricerca di maggiori rendimenti con la stabilità e la salvaguardia del portafoglio. Questo obiettivo si realizza con una polizza multiramo in cui il premio iniziale è suddiviso in parti uguali (all’inizio dell’investimento) tra linee multicomparto (in prevalenza azionarie) e la Gesav, la maggiore gestione separata italiana. Il maggiore livello di rischio, rispetto ad altre polizze multiramo che Generali ha collocato nei mesi scorsi (per esempio Genera Equilibrio) si concilia con un orizzonte di investimento ottimale di media-lunga durata».

GeneraValore propone un investimento azionario per tematiche ( cambiamenti demografici, nuovi modelli di business, investimenti socialmente utili) senza ricorrere alle tradizionali segmentazioni per settori o paesi. «Nell’economia globale puntare sui singoli paesi ha meno importanza rispetto al passato. I mega trend pesano di più. Crediamo che i temi che abbiamo posto al centro della nostra proposta di investimento siano particolarmente rilevanti e perduranti nel tempo».

Il sottoscrittore al momento dell’acquisto della polizza «deve decidere il livello di rischio che è disposto ad accettare scegliendo tra la linea Challange (con un target di volatilità del 10%) e la linea Challange plus con un livello ammesso di volatilità maggiore (12%). Un algoritmo controlla automaticamente che il rischio sia ripartito periodicamente tra gli investimenti assegnati alle tre tematiche. E se poi la volatilità supera i livelli assegnati i gestori fanno ricorso a una strategia di stabilizzazione per proteggere il portafoglio con investimenti in asset decorrelati all’andamento dei mercati».

L’investitore può esercitare liberamente e gratuitamente, la possibilità di trasferire alla gestione separata le plusvalenze realizzate nelle linee azionarie, di liquidare le stesse plusvalenze oppure, superati i 55 anni, di pianificare riscatti parziali programmati.

«Riteniamo che con questo tipo di soluzione riusciremo in maniera importante a ottenere risultati più o meno in linea con quelli di GeneraEquilibrio», ha aggiunto Gentili. «Se abbiamo indicato alla rete agenziale obiettivi di raccolta su questo specifico prodotto? No», ha risposto lo stesso Gentili. «GeneraValore è un prodotto con un livello di rischiosità abbastanza importante, non abbiamo dato target alla nostra rete per evitare che venga venduto laddove non è opportuno venderlo. La nostra rete ha dei target sulla produzione complessiva e non su un singolo prodotto Tra l’altro credo che, anche alla luce della Idd, sarà impossibile dare target di prodotto…».

LA PARTNERSHIP CON BANCA GENERALI – Il lancio del nuovo prodotto in collaborazione con Banca Generali significa una collaborazione stretta fra filiali della banca e agenzie di assicurazione? «Alcuni dei promotori di Banca Generali sono anche agenti di Generali Italia, ma non c’è una collaborazione strutturale da questo punto di vista», ha detto Gentili; «ci sono sì alcuni contatti sul territorio, anche in considerazione del fatto che alcuni grandi clienti della banca sono anche clienti delle agenzie, ma il discorso riguarda la componente danni». Su questo aspetto Bosser ha aggiunto: «Quella con Banca Generali è più una partnership di fabbrica finanziaria, nel senso che andiamo dagli stessi gestori e valutiamo le stesse opportunità. Il prodotto finale è, per target, ben diverso..».

 

Fabio Sgroi

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