Premi a +4,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il valore dei sinistri liquidati in calo del 35,1%. In crescita l’utile netto consolidato. E Sace Bt…
Nel primo semestre 2017, Sace, società controllata da Cassa depositi e prestiti che offre servizi di export, credit, assicurazione del credito, protezione degli investimenti all’estero, garanzie fideiussorie, cauzioni e factoring, e Simest hanno mobilitato risorse per 7,8 miliardi di euro (+19% rispetto al primo semestre 2016).
Le operazioni deliberate (il cui perfezionamento è atteso nei prossimi mesi) hanno toccato quota 16,6 miliardi di euro (+72%), di cui il 79,2% è stato generato dalle attività gestite da Sace (nella foto, la sede), il rimanente 21% dalle società operative. Relativamente alle nuove operazioni approvate da Sace (13,2 miliardi di euro), particolare dinamismo si è registrato in Medio-Oriente, dove sono state deliberate circa la metà delle operazioni, seguito dai Paesi dell’Africa sub-sahariana (1,2 miliardi di euro) e del continente americano (3,6 miliardi di euro). Tra i settori interessati figurano i comparti crocieristico-navale, oil & gas, infrastrutture e costruzioni, meccanica strumentale.
Simest ha approvato operazioni per 231 milioni di euro, pari all’1,4% dei volumi totali, principalmente per finanziamenti agevolati e partecipazioni al capitale. A questi si aggiunge il supporto, con il contributo in conto interessi, a operazioni di export credit del valore di 8,3 miliardi di euro garantite da Sace. Sace Bt ha generato operazioni per 1,4 miliardi di euro, pari all’8,4% del totale.
Le attività a sostegno di export e internazionalizzazione gestite da Sace, relative in prevalenza a operazioni di medio-lungo termine e in geografie dal profilo di rischio medio-alto, hanno generato premi lordi per 258 milioni di euro, in aumento del 4,5% rispetto al primo semestre 2016. Sono stati liquidati sinistri per 129,9 milioni di euro, in contrazione del 35,1%, riferiti prevalentemente a operazioni di export credit con controparti localizzate in Ucraina e Iran. Tra i settori maggiormente interessati si evidenziano l’industria metallurgica e il settore navale. Nel semestre sono stati recuperati 83,2 milioni di euro di crediti da controparti sovrane (in prevalenza da Argentina, Iran ed Ecuador) e 136,3 milioni di euro da controparti private (principalmente iraniane e polacche).
Il patrimonio netto di Sace ha raggiunto i 4,5 miliardi di euro (+9,1%), mentre le riserve tecniche sono ammontate a 3,3 miliardi di euro (+1,9%). Il Solvency Capital Ratio è salito a 161%, in aumento rispetto al 136% del 30 giugno 2016.
L’utile netto è ammontato a 147 milioni di euro, in calo rispetto al primo semestre 2016 (165,5 milioni di euro), con un Roe annualizzato del 6,5%, superiore a quello previsto dal piano industriale. L’utile netto consolidato, determinato secondo i principi Ifrs-Ias, ha toccato quota 229,8 milioni di euro, in aumento rispetto ai 102,9 milioni di euro del primo semestre 2016. Sace Bt ha contribuito con un utile netto consolidato di 1,5 milioni di euro. (fs)
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