Quasi un quarto dei sinistri denunciati è risultato sospetto così come il 40% delle partite relative a danni alla persona. E’ quanto emerge da una indagine condotta dall’Ania.
Una indagine dell’Ania, condotta su un campione di imprese rappresentativo di un terzo del mercato Rc auto nel 2012, conferma che è l’Italia meridionale l’area dove si registra la più alta incidenza di sinistri a rischio di frode: quasi un quarto dei sinistri denunciati è risultato sospetto così come il 40% delle partite relative a danni alla persona. Per rischio frode l’Ania intende “il rischio di un danno economico derivante da condotte, che si concretizzano spesso anche in semplici raggiri, realizzati nei confronti dell’impresa di assicurazione, sia durante l’iter contrattuale, sia nella fase di gestione del sinistro”.
Il campione di sinistri denunciati e oggetto di rilevazione sono stati circa un milione; circa la metà dei sinistri è accaduta nell’Italia settentrionale, il 22,5% in quella centrale, il 19% nel sud del Paese e poco più del 9% in Sicilia e in Sardegna. Secondo l’indagine, l’incidenza media, a livello nazionale, dei sinistri esposti al rischio di frode sul totale del campione di sinistri denunciati è pari al 14,1%, anche se si registra una variabilità dell’indicatore a livello territoriale.
In particolare, l’Italia settentrionale è l’area del Paese dove si registrano, in percentuale, meno sinistri a rischio di frode (il 10,8% rispetto al 14,1% della media nazionale). Se si osserva la tipologia di partita, questa incidenza è confermata per quanto riguarda quelle relative a danni materiali, mentre raddoppia (22,8%) nel caso di lesioni alla persona.
A livello regionale è la Liguria quella dove l’incidenza dei sinistri sospetti è più bassa (9,2%), anche se quasi un terzo di questi sono stati poi oggetto di approfondimento e quasi il 35% è stato chiuso senza seguito (i valori della Valle d’Aosta sono stati trascurati in quanto soggetti a forti variazioni legate alla bassa numerosità dei sinistri denunciati). Anche se il Trentino Alto Adige mostra l’incidenza dei sinistri a rischio più elevata (21%), le regioni dove si è registrata la più alta percentuale di denunce e querele sono state il Piemonte (4,2%) e l’Emilia Romagna (3,6%), mentre il Friuli Venezia Giulia è quella più virtuosa (solo lo 0,6%).
L’Italia centrale mostra un’incidenza dei sinistri a rischio di frode pari al 13,1%. Anche in questo caso le partite con lesioni personali presentano un’incidenza doppia (24,8%) rispetto a quelle con danni materiali. La regione Marche è quella con l’incidenza di sinistri sospetti più elevata (16,8%) e quella dove si arriva più frequentemente alla chiusura senza seguito (35,5% dei sinistri), ma è anche la regione con la percentuale di denuncia/querela più bassa (1%). Le regioni dove si è dato più seguito a ulteriori approfondimenti sono state l’Umbria (35,9%) e il Lazio (32,9%), ma è in Toscana dove le denunce/querele hanno registrato l’incidenza più elevata (4,6%).
E veniamo all’Italia meridionale, dove si è registrata la più alta incidenza di sinistri a rischio di frode nel 2012: quasi un quarto dei sinistri denunciati è risultato sospetto così come il 40% delle partite relative a danni alla persona. In linea con la media nazionale è l’incidenza dei sinistri a rischio frode in Sicilia e Sardegna (13,9%). Tuttavia in Sicilia si è registrata una percentuale più elevata della media, sia in termini di sinistri sospetti (14,9%) sia in termini di quelli oggetto di ulteriore approfondimento (43,5%), con un’incidenza di denunce/querele pari al 2,5% (per la Sardegna tali valori sono molto più contenuti).
Fabio Sgroi
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