Da metà agosto c’è l’obbligo da parte dei medici (con alcune eccezioni) di dotarsi di una polizza a copertura dei danni causati a terzi. Coinvolti 240 mila professionisti. Ma il quadro non è chiaro…
Ci risiamo. Come l’anno scorso e nel 2012, sempre in prossimità del giorno di Ferragosto, si torna a parlare dell’obbligo da parte dei medici di sottoscrivere una polizza di responsabilità civile professionale.
Nel 2012 e nel 2013 una proroga dell’ultima ora da parte del Governo aveva rinviato l’entrata in vigore della copertura assicurativa obbligatoria dei medici, originariamente prevista per la metà di agosto. Stavolta sembrano non esserci i presupposti per un ulteriore slittamento.
In particolare sono chiamati ad assicurarsi obbligatoriamente circa 240.000 medici e odontoiatri: si tratta di 30.000 medici che lavorano in extramoenia, 80.000 liberi professionisti, 50.000 odontoiatri e altri 75.000 soggetti che operano in regime di non dipendenza con il Servizio sanitario nazionale, ma in convenzione, tra guardia medica, medicina generale e pediatri. Ma anche infermieri, ostetriche e veterinari. I numeri sono quelli della Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri.
La copertura assicurativa copre gli eventuali danni che potrebbero provocare a terzi nello svolgimento del loro lavoro.
Dal provvedimento sono esclusi i medici dipendenti del Ssn in base al decreto legge sulla Pubblica Amministrazione, che introduce tra l’altro l’obbligo per le strutture ad assicurarsi per Rc verso terzi.
Le associazioni hanno chiesto un ulteriore rinvio per varie ragioni: innanzitutto la mancanza di regole ben precise. In particolare si attende ancora il decreto del Presidente della Repubblica, previsto dalla legge Balduzzi, che avrebbe dovuto regolamentare i requisiti minimi dell’obbligo assicurativo e avviare il fondo di solidarietà per le categorie più esposte ad altissimi costi dei premi.
Premi che sono inaccessibili soprattutto per i liberi professionisti. Del resto l’argomento è spinoso. tuttointermediari.it, in questi giorni, ha pubblicato una serie di articoli sui costi della malpractice sanitaria che hanno spinto numerose compagnie ad abbandonare il ramo.
L’anno scorso, ma anche due anni fa, la proroga era scattata con l’obiettivo di trovare una soluzione a questa problematica. Ma, a distanza di tempo, sembra che ben poco si sia fatto. Forse, qualche novità si avrà solo alla fine di quest’anno.
Fabio Sgroi
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