martedì 05 Maggio 2026

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RINNOVO ACCORDO NAZIONALE AGENTI: LO SNA SCEGLIE UNA LINEA MORBIDA

Il Sindacato nazionale agenti invia una lettera all’Ania e si dice disponibile «ad approfondire e delineare insieme tutti gli spazi a disposizione della contrattazione collettiva nazionale». È stato chiesto anche di invitare le imprese associate a rinviare ogni iniziativa relativa ai temi della rivalsa e dell’indennità. 
 

Sna-sedeLe tematiche di primo livello di carattere generale, per esempio indennità e diritto di rivalsa, devono rimanere ancorate saldamente alla contrattazione collettiva nazionale. Anche perché, vista la situazione attuale, il rischio di soccombenza da parte dei singoli Gruppi aziendali agenti è alto. Questa, in sintesi, è una delle mozioni approvate nell’ultimo congresso dello Sna di fine luglio (nella foto, la sede del sindacato a Milano).

E il sindacato non ha perso tempo, dando seguito ai propositi espressi dall’assemblea. Lo scorso 6 agosto, infatti, il riconfermato presidente Claudio Demozzi ha scritto una lettera all’Ania, invitandola «a farsi parte diligente», affinché le imprese associate, soprattutto quelle che si sono obbligate verso l’Antitrust, «rinviino, pur nel rispetto degli impegni assunti, ogni singola iniziativa relativa ai temi della rivalsa e delle indennità», fino a quando non saranno valutati i possibili impatti della nota determinazione dell’Antitrust ai fini del rinnovo dell’accordo nazionale agenti 2003.

Secondo quanto riporta lo Sna, l’Ania ha proposto di costituire una commissione tecnica per la valutazione collegiale di questi impatti. Proposta alla quale il sindacato ha risposto aderendo e confermando «la più ampia disponibilità ad approfondire e delineare insieme tutti gli spazi a disposizione della contrattazione collettiva nazionale». Per lo Sna, temi come rivalsa e liquidazione devono «trovare nella contrattazione primaria la propria cornice e sintesi normativa». Sulla questione rinnovo Ana, dunque, lo Sna sceglie una linea diciamo così soft.

Del resto lo stesso Demozzi, all’ultimo congresso, era stato chiaro, sulla metodologia che lui stesso ha utilizzato (e definito “a volte talebana”) e quella che, invece, in alcuni casi sarebbe da utilizzare. «Chi è convinto delle proprie idee a volte si fa travolgere da esse e non riesce a contenere la foga di condividerle. In alcuni casi bisognerebbe sedersi e dialogare, ma io ho questo limite: a volte mi spazientisco davanti a posizioni che sono totalmente contrarie agli interessi di chi rappresento. Ho chiesto ad alcuni componenti del mio esecutivo, sicuramente più abili di me con l’arma della diplomazia e del sapere ascoltare, di entrare in squadra accompagnandomi e magari in certe circostanze prendendosi l’onore e l’onere di usare meglio di me la pacatezza, la tranquillità e la disponibilità all’ascolto anche con chi parte da posizioni che sono opposte allo Sna».

La modalità con la quale il sindacato intende affrontare la questione legata al rinnovo Ana sembrerebbe proprio questa e cioè quella della diplomazia e del dialogo. L’Ania, però, recentemente ha fatto capire che la contrattazione collettiva «deve marciare di pari passo con l’attività del Fondo pensione agenti». E sul Fondo pensione agenti lo Sna ha dichiarato lo stato di agitazione e la mobilitazione generale….Insomma se ne saprà di più fra qualche mese….

Fabio Sgroi

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