martedì 05 Maggio 2026

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COMPARATORI IN ITALIA: PASSA DA LORO QUASI LA META’ DELLE POLIZZE AUTO CHIUSE ON LINE

I dati di Ania e Aiba parlano chiaro: gli aggregatori si stanno facendo spazio nel nostro Paese anche se, come in Europa, occorre disciplinare la loro attività con l’obiettivo di tutelare i consumatori.

 

Il peso dei comparatori in Italia sta crescendo sempre di più. Bisognerà capire se e quanto potrà proseguire questo trend. Certo i primi dati che arrivano fanno pensare. Secondo una prima rilevazione condotta dall’Ania presso le compagnie che si avvalgono di questi aggregatori, lo scorso anno le nuove polizze perfezionate attraverso i comparatori hanno raggiunto il 5% del totale dei preventivi elaborati per il tramite di questo strumento e la percentuale delle polizze concluse tramite i comparatori stessi ha rappresentato il 44% circa del totale delle nuove polizze auto stipulate.

Questi dati sostanzialmente confermano quanto evidenziato dall’Aiba in una recente ricerca, in base alla quale nel 2013 circa il 50% delle nuove polizze auto on line è stato realizzato attraverso i comparatori e il loro utilizzo ha registrato un incremento di quasi l’80% rispetto al 2012.

I comparatori, che sono gestiti da soggetti privati, sono impiegati in prevalenza da compagnie dirette (operanti via internet e telefono), ma il numero di imprese generaliste che si sta affacciando a questo particolare canale sta aumentando. Secondo quanto evidenzia l’Ania, attualmente esistono nel nostro Paese sia comparatori «attraverso i quali è possibile sottoscrivere contratti assicurativi, generalmente gestiti da soggetti iscritti nella sezione B del Rui», sia comparatori che svolgono «una mera attività di informazione e di confronto, senza consentire né la sottoscrizione diretta di polizze assicurative né la possibilità di collegarsi al sito web della compagnia di cui si è scelto il prodotto».

Il graduale aumento della presenza dei comparatori è un fenomeno che sta riguardando il nostro Paese, ma non alcuni paesi europei, dove gli aggregatori si sono consolidati. Secondo una ricerca di The Boston Consulting Group relativa agli anni 2008-2012, il tasso di penetrazione (percentuale dei clienti che hanno verificato i prezzi su un aggregatore) è stato rispettivamente del 30% in Francia, del 50% in Spagna e del 70% nel Regno Unito. In particolare, nel Regno Unito si stima che già nel 2010 circa il 32% delle polizze auto fosse sottoscritto attraverso questo canale.

LINEE GUIDA – Dunque, un fenomeno che è in espansione e che non si può sottovalutare. Proprio per questa ragione a livello europeo si avverte la necessità di disciplinare l’attività degli aggregatori con l’obiettivo di tutelare i consumatori che ricorrono a queste modalità di acquisto. Qualche settimana fa, proprio nel Regno Unito, la Financial Conduct Authority (l’autorità di gestione finanziaria che regola il settore dei servizi finanziari) ha messo in luce, a seguito di una indagine, che i siti di confronto prezzi che operano nel settore assicurativo non riescono a soddisfare le aspettative dei consumatori e, in alcuni casi, le norme di regolamentazione.

A fine gennaio, l’Autorità europea di vigilanza sul mercato delle assicurazioni e dei fondi pensione (Eiopa) ha pubblicato un report dedicato alle good practices alle quali dovrebbero attenersi, in Europa, i gestori dei comparatori assicurativi on line,  con l’obiettivo di favorire e promuovere l’uso dei comparatori secondo criteri di semplicità, equità e trasparenza. Anche l’Ivass ha manifestato l’intenzione di pubblicare, entro il 2014, specifiche linee guida coerenti con il documento Eiopa.

Le good practices, cui tutti i gestori dei comparatori dovrebbero attenersi, riguardano le informazioni sul sito (info generali facilmente identificabili, indicazioni chiare e facilmente rintracciabili all’interno del sito dei “contatti” a cui rivolgersi nel caso in cui sia necessario formulare un reclamo in merito a prodotti assicurativi acquistati on line, oltre che altre informazioni sulle procedure per il trattamento dei reclami), il mercato di riferimento (elenco delle imprese partner e delle rispettive quote di mercato), le gestioni di conflitti di interesse (trasparenza su eventuali legami tra siti comparatori e partner assicurativi), i criteri utilizzati per fare il ranking dei prezzi delle coperture (rendere espliciti i criteri attraverso i quali sono state selezionate le imprese partner, il numero e i tipi di prodotti assicurativi posti a confronto; il criterio di standardizzazione utilizzato per favorire la comparazione tra i prodotti selezionati nel sito), la presentazione di informazioni (presentazione e definizione delle caratteristiche dei prodotti comparati descrivendo le condizioni generali e, soprattutto, eventuali esclusioni, scoperti e franchigie e la durata di validità del preventivo; presentazione del prodotto in maniera adeguata alla sua complessità; evitare il più possibile il ricorso a un linguaggio tecnico complesso; fornire al consumatore l’informativa sul premio finale incluse oneri e tasse), la presentazione delle informazioni all’interno del sito e frequenza degli aggiornamenti (pubblicare informazioni accurate e aggiornate, comunicando al consumatore la data dell’ultimo aggiornamento prima che venga avviata la ricerca del prodotto).

Fabio Sgroi

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