Il 22,9% sono state a favore dell’assicurato, il 21,7% appannaggio della compagnia, il 10,8% con rinuncia agli atti e il 44,6% con transazione.
Dopo aver visto i numeri relativi in generale al contenzioso assicurativo nella Rc auto e natanti nel 2024, Tuttointermediari.it si concentra in questo articolo sul contenzioso civile di primo grado.
Secondo i dati resi noti dall’Ivass, nel 2024 le cause civili di primo grado hanno rappresentato la maggior parte del contenzioso assicurativo in termini di numeri (93,8%) e di importi (87,7%).
Nel dettaglio, al 31 dicembre 2024, il numero di cause relative al contenzioso civile di primo grado ammontava a 164.404 (203.073 al 2020) per un importo pari a 3,9 miliardi di euro. L’incidenza degli importi riservati per sinistri in contenzioso civile di primo grado sul riservato totale a livello nazionale era pari al 22%, maggiore nel sud Italia (33,4%) rispetto al nord (14,1%).
La Campania ha presentato la maggiore incidenza (40,4%) e, con quasi 1 miliardo di riserva, ha rappresentato il 25% degli importi riservati per sinistri in contenzioso civile. Dall’analisi del riservato medio per causa sono emersi valori più bassi per il sud (18.566 euro) rispetto al nord (31.388 euro) e alle isole (35.090 euro). Il valore più basso di riservato medio si è osservato in Campania (14.588 euro).
Confrontando il rapporto tra la riserva media per causa e quella totale dei sinistri, in Campania era prossimo all’unità (99,1%) indicando equivalenza tra sinistri in contenzioso e sinistri gestiti in via ordinaria. Al contrario, nel nord il rapporto è risultato molto più elevato: per esempio, 216,4% in Lombardia e 210,8% in Veneto.
Questo, ha fatto notare l’Ivass, vuol dire che nel sud si è ricorso al giudice anche per sinistri di normale gravità, mentre nel nord tale possibilità è stata generalmente riservata ai sinistri di maggiore complessità e gravità.
Sempre nel 2024 sono state chiuse 71.879 cause civili di primo grado di cui il 44,6% con transazione, il 10,8% con rinuncia agli atti di giudizio, il 22,9% con soccombenza della compagnia e il restante 21,7% con sentenza favorevole a quest’ultima.
A livello regionale, la quota di cause chiuse tramite transazione è variata tra il 32% in Trentino-Alto Adige e il 51,5% in Puglia. Il pagato medio è risultato più contenuto nel sud (8.753 euro), mentre è stato più elevato nel resto del Paese: 18.600 euro nel nord, 16.263 euro nel centro e 16.499 euro nelle isole.
La rinuncia agli atti di giudizio ha generato risparmi per circa 59 milioni di euro. La Liguria ha registrato la quota più bassa (7,3%), mentre il Friuli Venezia Giulia ha presentato la più alta (22,6%). La riserva caduta media a livello nazionale è stata pari a 7.585 euro. A livello territoriale, le isole hanno mostrato il valore medio più elevato (12.386 euro) e il sud quello più basso (6.477 euro). Sul piano regionale, i valori medi più bassi si sono osservati in Liguria e Valle d’Aosta (circa 3.500 euro), mentre il valore medio più elevato si è registrato in Veneto con 16.417 euro.
La quota delle cause chiuse con soccombenza della compagnia è era compresa, a livello regionale, tra il 19,3% e il 33,6%; tra le macro-aree territoriali il range è risultato più ristretto, tra il 21,8% e il 25,2%. Il pagato medio nazionale è stato pari a 16.039 euro, con un valore più elevato nel nord (24.175 euro) e più basso nel sud (11.391 euro). A livello regionale, l’importo minimo si è registrato in Campania (9.361 euro) e il massimo in Veneto (37.694 euro).
Le sentenze favorevoli alla compagnia hanno generato un risparmio di circa 101 milioni di euro, pari al 52,7% della riserva accantonata. In termini relativi, il risparmio è stato maggiore nel sud (59,2%), mentre nelle altre aree ha raggiunto il 48% circa. Il pagato medio nazionale è stato pari a 5.807 euro, con il valore più basso rilevato nel sud (4.251 euro). La quota a livello regionale delle cause chiuse con sentenza favorevole alla compagnia è variata tra il 16,4% della Valle d’Aosta e il 27,8% della Calabria. (fs)
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