Da quando è operativo, cioè dallo scorso 15 gennaio, fino ai primi giorni di questo mese, sono pervenuti 1.734 ricorsi, l’85% dei quali è stato presentato nei confronti di compagnie, il 5% ha riguardato intermediari, il restante 10% una pluralità di controparti.
Da quando è operativo l’arbitro assicurativo, cioè dallo scorso 15 gennaio, fino ai primi giorni di questo mese, sono pervenuti 1.734 ricorsi (260 relativi al comparto vita, 941 al comparto danni non auto e i restanti 533 alla Rc auto). L’85% dei ricorsi è stato presentato nei confronti di compagnie, il 5% ha riguardato intermediari, il restante 10% una pluralità di controparti.
I numeri sono stati resi noti da Paolo Angelini, presidente dell’Ivass, in occasione delle sue considerazioni sull’attività svolta dall’istituto di vigilanza nel 2025, rilasciate qualche giorno fa. «Il fatto che la gran parte dei ricorsi provenga direttamente dagli assicurati, spesso senza assistenza tecnica, suggerisce che l’arbitro viene percepito come uno strumento pratico e accessibile di tutela dei cittadini nel loro rapporto con le imprese», ha osservato Angelini.
In quasi un quarto dei casi, ha fatto sapere l’istituto di vigilanza, i ricorsi sono risultati non accoglibili in quanto presentati prima dell’invio di un reclamo alla società oggetto del ricorso. «È quindi utile rammentare che il ricorso all’arbitro assicurativo presuppone la previa presentazione di un reclamo alla compagnia assicurativa», ha affermato Angelini.
In circa il 12% dei casi, la controversia si è risolta dopo le prime interlocuzioni tra le parti, senza la necessità di una pronuncia arbitrale. «Valuteremo eventuali interventi per affinare e irrobustire l’assetto organizzativo dell’arbitro, anche per contenere i tempi di risposta; continueremo a collaborare a livello tecnico con l’arbitro bancario e finanziario e con l’arbitro per le controversie finanziarie, anche per orientare la clientela verso lo strumento adeguato ed evitare duplicazioni o vuoti di tutela». (fs)
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