Il presidente Donato Lucchetta: «La revisione si è resa necessaria per garantire tutela agli iscritti anche in relazione alle dinamiche e alle opportunità in cui le nostre agenzie saranno inevitabilmente coinvolte in futuro». Le modifiche sono state approvate in occasione dell’ultimo congresso di Roma.

I fondamentali dell’impianto esistente non sono stati toccati, ma una revisione andava fatta, soprattutto dopo l’adozione del mandato unico da parte della rete, che ha introdotto alcuni elementi determinanti per la prosecuzione della vita dello stesso gruppo agenti. Proprio alla luce di ciò, il Gruppo aziendale agenti Cattolica, in occasione dell’ultimo congresso di Roma di fine maggio scorso, ha deciso di intervenire sullo statuto approvando alcune modifiche.
«La revisione si è resa necessaria per garantire tutela agli iscritti anche in relazione alle dinamiche e alle opportunità in cui le nostre agenzie saranno inevitabilmente coinvolte in futuro», ha sottolineato Donato Lucchetta, presidente del Gruppo aziendale agenti Cattolica.
Le modifiche hanno riguardato alcuni temi specifici e definiti “rilevanti”, tra i quali spiccano: la possibilità di iscrizione alla rappresentanza per quegli agenti che ripetono il mandato di Generali a prescindere dal modello organizzativo di agenzia adottato; l’integrazione, fra gli scopi del gruppo agenti, di nuovi ambiti come per esempio il tema della distribuzione estesa ai mandati finanziari; la possibilità di nominare soci onorari che possano all’occorrenza mantenere deleghe operative pur senza rappresentanza; l’estensione alla tutela dell’agente da parte del gruppo agenti anche dopo la perdita di questa qualifica; la costituzione dei comitati, necessari alla tutela di quegli agenti che, in occasione di qualche eventuale futura riorganizzazione dovessero trovarsi nelle condizioni di valutare modelli di mandato unico diversi dal tipo “professionale”.
Fabio Sgroi
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